Grafica/ JPEG 2000, immagini a tempo di Web

Dopo oltre 10 anni di onorato servizio il formato grafico JPEG si appresta a lasciare il posto al suo successore, JPEG 2000, il prossimo standard di compressione delle immagini pensato per il Web

Lo standard grafico JPEG, messo a punto dall'omonimo gruppo che va sotto il nome di Joint Photographic Experts Group, ha ormai superato i 10 anni di età. Possiamo dire che questo formato, insieme allo GIF, ha fatto la storia di Internet e, soprattutto, del Web. Grazie alla sua potente ma flessibile compressione, in grado di mantenere elevata la qualità delle immagini più complesse, è divenuto da subito il re della trasportabilità e punto d'unione fra moltissime piattaforme differenti.

Dall'agosto del 1998 i due gruppi di lavoro DIG 2000 e ISO JPEG 2000 hanno unito le forze per la ricerca di un nuovo standard che, partendo dal JPEG, possa offrire un maggior livello qualitativo a pari compressione, soprattutto con le immagini dette a "tono continuo", ovvero quelle che presentano una gamma di sfumature in sequenza continua.

JPEG 2000 potrebbe diventare standard già entro l'anno. Nel frattempo sono già state finalizzate le specifiche riguardanti gli algoritmi di compressione.
La chiave di svolta del formato JPEG 2000 sarà data proprio dal nuovo formato di compressione adottato, più efficiente di circa il 20% rispetto a quello attuale. Mentre la tecnologia DCT (trasformazione discreta del coseno) del primo JPEG comprime i dati di un'immagine in blocchi quadrati di 8x8 pixel, il nuovo schema di compressione, chiamato Wavelet Compression, memorizza i dati di un'immagine come un flusso continuo di informazioni: questa tecnologia si avvale di funzioni matematiche molto complesse in grado di tenere conto di caratteristiche dettagliate come i "pulse code"e creare insiemi di pixel sfocati a dimensione variabile.

La tecnologia wavelet è stata messa a punto da LuraTech per le telecamere dei satelliti spia: qui le immagini della superficie terrestre vengono memorizzate sotto forma di una spirale che ha inizio nell'angolo superiore sinistro del quadrante e procede verso l'angolo inferiore destro.

Il vantaggio di questa tecnologia, oltre a quello di eliminare i tipici "quadretti" della compressione DCT, è quella di trattare le immagini come lunghi flussi continui di dati che possono essere scissi in qualsiasi punto per dar vita ad una nuova immagine. Questo stesso concetto permette anche un'altra e interessantissima funzione: quella di lasciare agli utenti Internet la scelta sul livello di compressione, la risoluzione e la densità in pixel dell'immagine da scaricare. E' facile immaginare come questa caratteristica possa essere sfruttata ad esempio dai webmaster per archiviare sui loro server immagini in alta risoluzione che, attraverso i browser, gli utenti potranno decidere se richiedere in qualità thumbnail, monitor o stampa.

Il motore di compressione che si cela dietro a JPEG 2000 consente infine di comprimere le immagini anche in modalità "lossless", ovvero senza perdita di informazioni, come fa ad esempio il TIFF.

Nella seconda bozza dello standard, che verrà presentata nel 2001 e che potrà contenere estensioni di terze parti con royalty, verrà introdotta anche la capacità, da parte del motore di compressione, di riconoscere le aree di testo e comprimerle in modo da preservare intatta la qualità dei caratteri per renderne possibile la lettura con OCR.

Altra funzionalità aggiuntiva di questa seconda bozza dello standard sarà data dall'opzione per la creazione di filmati a partire da singole immagini: ogni immagine rappresenterà dunque un frame e l'intera sequenza video potrà usufruire di informazioni ausialiarie archiviate in separata sede.
TAG: ricerca