Colpo gobbo del file sharing

Una clamorosa sentenza di appello assesta un duro colpo alle speranze delle major di mettere a tacere i sistemi di condivisione. Produrre e distribuire quei software non è illegale. Si consolida la difesa Betamax

Colpo gobbo del file sharingNew York (USA) - Festa grande per il mondo del file sharing: una corte d'appello americana ha confermato che chi produce e distribuisce software per la condivisione di file via internet non può essere ritenuto responsabile dell'uso che ne fanno gli utenti.

La sentenza della IX Corte federale d'Appello di Los Angeles (qui in.pdf) accoglie la cosiddetta tesi Betamax sostenuta dagli avvocati di Grokster e Morpheus, i sistemi di sharing denunciati dalle major della musica e del cinema.

Quella strategia difensiva aveva consentito alle società che producono le piattaforme di condivisione di prevalere in primo grado in base alla considerazione che la responsabilità dell'uso illegale di un sistema può non essere di chi lo produce quanto di chi eventualmente lo utilizza a fini illeciti. Se nel 1984 questa tesi difese Sony, produttore di videoregistratori, oggi quella stessa tesi protegge chi realizza software di condivisione usati da molte decine di milioni di utenti internet in tutto il mondo.
I giudici d'appello, facendo diretto riferimento alla sentenza Betamax pronunciata dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, hanno ricordato come Sony non sia stata considerata responsabile neppure essendo a conoscenza del fatto che molti propri utenti facessero un uso illegale dei propri prodotti. E questo perché il sistema Betamax offriva anche molteplici e sostanziali usi legali, proprio come accade oggi con i software di sharing. In questo quadro, peraltro, non viene considerato come rilevante il fatto che l'uso prevalente di questi programmi sia illegale.

A questo proposito la corte d'appello ha citato i casi di alcune band che hanno scelto il peer-to-peer come metodo di diffusione della propria musica, alternativo a quello offerto tradizionalmente dall'industria discografica. "E' dimostrato - hanno scritto i giudici - che migliaia di gruppi musicali hanno autorizzato la libera distribuzione della propria musica via Internet. Oltre alla musica, il software è stato usato per condividere migliaia di opere letterarie attraverso il Progetto Gutenberg, oppure documentari storici rilasciati dall'Archivio Prelinger. Dunque, dalle prove presentate, la corte di primo grado aveva concluso correttamente che il software è capace di sostanziali utilizzi non illegali e che, dunque, la dottrina Sony-Betamax va applicata".

I giudici di appello hanno anche stabilito che da parte dei produttori di software di condivisione non c'è istigazione all'uso illegale dei programmi di sharing. E questo perché, vista la natura del peer-to-peer e dei software in questione, le società non possono impedire l'uso illecito, ossia lo scambio di file protetti da diritto d'autore.

Ma il tribunale d'appello ha anche respinto la tesi dell'industria secondo cui il peer-to-peer provoca gravi danni al settore sentenziando che, invece, sul lungo periodo l'innovazione tecnologica apporterà benefici a tutti, compresi i produttori di contenuti. I quali, hanno spiegato i giudici, non possono dettare all'industria della tecnologia come realizzare i propri prodotti.
126 Commenti alla Notizia Colpo gobbo del file sharing
Ordina
  • Sono d'accordo con i giudici americani. La condivisione delle informazioni è una delle carattiristiche basilari del "capitalismo reticolare" che si va affermando e delle tecnologie correlate. La sentenza va quindi nel verso giusto. Lo stesso non si può dire dell'Italia, che con la legge Urbani impedisce non di diritto, ma di fatto, imponendo alle società di file sharing un eccessivo carico di oneri, questa attività. Non che la cosa mi stupisca, visto che l'Italia è classificata dall'associazione indipendente Reporters sans frontiers al 53 posto in merito alla libertà d'informazione (vedi anche articolo: http://www.rsf.fr/article.php3?id_article=8249). Mi diverte come società collegate alla Siae paghino numerose riviste per ospitare articoli per screditare il file sharing (mi viene in mente in particolare una pubblicità vista in televisione e un articolo letto su "man's health").Una cosa che mi viene in mente è che la Siae retribuisce esclusivamente le major più importanti, che a mio parere non temono tanto il file sharing per le minori vendite di dischi in sè(il cui prezzo continua ad aumentare) ma per il fatto che mediante il file sharing si può venire a conoscenza di una quantità formidabile di musica artisticamente di qualità decisamente superiore a quella merda che ci propinano ogni giorno Mtv e le numerose radio commerciali collegate contrattualmente alle suddette major discografiche. Il risultato è quindi un progressivo distaccamento dalla musica che ci vogliono fare ascoltare e acquistare. Questa è come la penso. Viva il File Sharing.

                                                                 Crazy:Dog
    non+autenticato
  • volevo firmarmi come Crazy Dog
    non+autenticato
  • La tutela delle case discografiche mi pare fuori luogo: hanno fondato la loro esistenza sulla base di una invenzione (prima il vinile, poi tutto quello che è seguito). Successivamente una nuova tecnologia mette in forse la necessità della loro esistenza, e allora? Quando si sono diffuse le autovetture qualcuno ha forse pensato di salvaguardare gli interessi dei maniscalchi? E' il mercato! (Signor Governo, mi meraviglio di Lei, tutto ad un tratto questa nota Le appare stonata?).
    Il peer to peer andrebbe invece incoraggiato perchè risponde ad un'esigenza sociale (globale) ben più importante di quella di qualche major.
    Rappresenta un formidabile veicolo culturale, molto capillare e troppo efficiente per pensare di mortificarlo così
    non+autenticato
  • Gli Usa si sono dimostrati ancora una volta un paese CIVILE. Chi ha letto attentamente la sentenza, avrà capito che non si può bloccare il progresso, che anzi potrebbe giovare per primo proprio a coloro che ora accusano danni.
    Grazie allo sharing è terminata la dittatura mafiosa delle case discografiche. Spero vivamente che per quanto riguarda l'Italia, possa accadere la stessa cosa, almeno per la squallida questione dei diritti d'autore, primo passo per far chiudere la SIAE, che intasca soldi per qualsivoglia esecuzione, anche per quelle i cui autori o musicisti non aderiscono alla sua "protezione"!! E che poi ovviamente non li accredita a chi di dovere.......Insomma c'è tanto da fare, ma per ora sono felice che anche questa volta gli Americani ci abbiano liberato.
    Rendiamogliene ancora grazie e merito.
    non+autenticato
  • USA = paese civile?

    Tu sei fuori di cranio o non sai quello che dici.
    non+autenticato
  • Ragazzo......gli UAS sono un paese immenso dove convivono spinte conservatrici e progressiste....essere anti americani o filo americani per partito preso è un po' ottuso:|
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Gli Usa si sono dimostrati ancora una volta
    > un paese CIVILE. Chi ha letto attentamente
    > la sentenza, avrà capito che non si
    > può bloccare il progresso, che anzi
    > potrebbe giovare per primo proprio a coloro
    > che ora accusano danni.
    > Grazie allo sharing è terminata la
    > dittatura mafiosa delle case discografiche.
    > Spero vivamente che per quanto riguarda
    > l'Italia, possa accadere la stessa cosa,
    > almeno per la squallida questione dei
    > diritti d'autore, primo passo per far
    > chiudere la SIAE, che intasca soldi per
    > qualsivoglia esecuzione, anche per quelle i
    > cui autori o musicisti non aderiscono alla
    > sua "protezione"!! E che poi ovviamente non
    > li accredita a chi di dovere.......Insomma
    > c'è tanto da fare, ma per ora sono
    > felice che anche questa volta gli Americani
    > ci abbiano liberato.
    > Rendiamogliene ancora grazie e merito.

    ROTFLSorride
    non+autenticato
  • secondo me dietro al pc, che ha scritto questo post cé un ragazzino.. che nn capisce ancora cosa sono gli USA...

    non+autenticato
  • I parlamenti fanno le leggi. I giudici applicano le leggi, non le fanno. E' naturale che un tribunale non può dichiarare il p2p illegale, perchè è solo un mezzo per scambiare files, e nessuna legge vieta lo scambio di files. Il problema è un altro, così come è concepito il p2p non discrimina tra azioni legali e azioni illegali. Condividere materiale coperto da diritti di autori è illegale, e questo è legge, quindi non ci sarà tribunale che non punisca lo scambio di opere protette. Fino ad ora è stato tollerato/ignorato perchè evidentemente non interessava o non conveniva. Ora deve essere cambiato qualche cosa, e semplicemente si cerca di applicare una legge che c'è sempre stata. E tutti i vari paragoni con amanuensi, scribacchini e compagnia bella sono fuori luogo. lo scopo dell'amanuense era la CONSERVAZIONE del sapere (e nemmeno tutto) e non la sua diffusione, in tempi in cui un libro costava quanto un feudo. Ora siamo nel 2004, la gente PRODUCE musica per lucro, si è fatto tesoro dell'asperienza di gente come Mozart che è morta di fame perchè non tutelata da alcuna legge mentre gli altri si arricchivano con la sua musica. Insomma, per me va bene scambiare files liberi, c'è qualcosa che non mi torna (ci devo riflettere) sul fatto di scambiare cd, film e similari.

  • - Scritto da: pinguinello
    > I parlamenti fanno le leggi. I giudici
    > applicano le leggi, non le fanno.

    Gli USA sono un paese "common law".
    Lì le leggi le fanno i tribunali.
    non+autenticato


  • > Gli USA sono un paese "common law".
    > Lì le leggi le fanno i tribunali.

    Certamente, ma noi viviamo in italia, gli americani fanno tendenza, ma le leggi le variamo ancora noi.Occhiolino

  • - Scritto da: pinguinello
    >
    >
    > > Gli USA sono un paese "common law".
    > > Lì le leggi le fanno i tribunali.
    >
    > Certamente, ma noi viviamo in italia, gli
    > americani fanno tendenza, ma le leggi le
    > variamo ancora noi.Occhiolino

    Perchè infatti in Italia la magistratura applica le leggi come sono scritte ? Ehhh... ma dove ? Nel mondo delle favole ?
    Il brutto è che quelle che andrebbero applicate neppure le applica, gli assassini conclamati che se ne vanno in giro ce ne sono a pacchi ....
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: pinguinello
    > >
    > >
    > > > Gli USA sono un paese "common law".
    > > > Lì le leggi le fanno i
    > tribunali.
    > >
    > > Certamente, ma noi viviamo in italia,
    > gli
    > > americani fanno tendenza, ma le leggi le
    > > variamo ancora noi.Occhiolino
    >
    > Perchè infatti in Italia la
    > magistratura applica le leggi come sono
    > scritte ? Ehhh... ma dove ? Nel mondo delle
    > favole ?
    > Il brutto è che quelle che andrebbero
    > applicate neppure le applica, gli assassini
    > conclamati che se ne vanno in giro ce ne
    > sono a pacchi ....

    Certo! Perchè altrimenti se le carceri sono piene poi non c'è più posto per gli utenti "pirati e criminali" del P2P!!!!:@:@:@
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: pinguinello
    > >
    > >
    > > > Gli USA sono un paese "common law".
    > > > Lì le leggi le fanno i
    > tribunali.
    > >
    > > Certamente, ma noi viviamo in italia,
    > gli
    > > americani fanno tendenza, ma le leggi le
    > > variamo ancora noi.Occhiolino
    >
    > Perchè infatti in Italia la
    > magistratura applica le leggi come sono
    > scritte ? Ehhh... ma dove ? Nel mondo delle
    > favole ?
    > Il brutto è che quelle che andrebbero
    > applicate neppure le applica, gli assassini
    > conclamati che se ne vanno in giro ce ne
    > sono a pacchi ....

    Certo! Perchè altrimenti se le carceri fossero piene poi non ci sarebbe più posto per gli utenti "pirati e criminali" del P2P!!!!:@:@:@
    non+autenticato
  • E allora? Il p2p di materiale coperto da (c) resta illegale.
    non+autenticato
  • Hai perfettamente ragione, amico, ma il discorso "rendere illegale il P2P" e "rendere illegale la copia pirata" sono due cose ancora, fortunatamente, diverse... o vogliamo fare come con la tassa (sul macinato) sui CD "perchè tanto tutti li usano per copiare"?

    Allora rendiamo illegale anche guidare un'automobile... perchè ci sono in sacco di incidenti in giro e, soprattutto, i ladri le usano per fare le rapine.Occhiolino

    La censura è una brutta bestia, da qualunque parte la si guardi, e pare incongruo (sempre parlando di "giustizia" e di "etica") che proprio quelli che hanno il quinto emendamento spingano tanto per limitare una libertà... a meno che non si passi a parlare di business: in questo caso, in un senso molto contorto, "tutto è lecito" (che suona pressappoco come "mors tua vita mea").
    885

  • > Allora rendiamo illegale anche guidare
    > un'automobile... perchè ci sono in
    > sacco di incidenti in giro
    e,
    > soprattutto, i ladri le usano per fare le
    > rapine
    .Occhiolino
    >
    Il discorso è giusto, ma il p2p è diventato famoso per la facilità di un atto (il download degli mp3 coperti da diritti) che è comunque è considerato reato. Ora non vorrei fare di tutta un'erba un fascio, però mi piacerebbe che il p2p si dirigesse verso una direzione che evitasse questi spiacevoli equivoci e fraintendimenti. La vera questione che secondo me dovrebbe essere sollevata è: quali meccanismi possono essere attuati per evitare che il p2p diventi mezzo per perpetrare atti illeciti (e con questo intendo non solo il download dei film, ma anche e soprattutto scambio di materiali pedopornografici e simili schifezze)?
  • Se quel che fai col p2p è legale è un problema che non esiste basta fare un'autenticazione dei contenuti via sito web e sai di preciso cosa stai sharando, del resto l' hash da la garanzia di corrispondenza del file.
    Niente brutte sorprese. Il problema è se l'utente finale lo vuol fare sul serio oppure no.
    non+autenticato
  • - Scritto da: pinguinello
    >> Allora rendiamo illegale anche guidare
    >> un'automobile [...]
    > Il discorso è giusto, ma il p2p
    > è diventato famoso per la
    > facilità di un atto

    Certo... ma non basta il "diventato famoso per" per criminalizzare una tecnologia: anche l'informazione (magari pilotata) ha le sue colpe.
    L'Uranio lo usano in medicina, ma è "diventato famoso per" Hiroshima e Nagasaki... ne proibiamo l'uso e dichiariamo i medici "pericolosi criminali"?
    (idem per certe droghe pesanti)

    > (il download degli mp3 coperti da diritti)

    Potrei sbagliarmi, ma non sono gli MP3 ad essere coperti da diritto d'autore quanto i pezzi originali: non sono coperti più di quanto non lo sia un mio "essere o non essere" scritto qui. Penso che alla gente interessi più andare a teatro a vedersi la commedia oridinale piuttosto che sentire i miei blateramenti shakespeariani.OcchiolinoA bocca aperta

    Sembra un punto secondario, ma non lo è: se scatto una foto alla Gioconda NON HO la Gioconda: ho "una foto della Gioconda". Se ne stampo una copia per te NON sto commettendo un illecito ma ti passo "la foto di un pezzo d'arte".
    Se poi tu sei tanto entusiasta da volerne ammirare l'originale ti fai un viaggetto in Francia, altrimenti ti accontenti della mia "imitazione" (e di imitazioni c'è un enorme commercio... peraltro perfettamente legale, finchè non sono spacciate come "originali" ovviamente).

    > che è comunque è considerato reato.

    ...da una normativa anticostituzionale che lo stesso autore ha promesso di modificare... e mi fermo qui.
    IMHO è da considerare reato se io ti VENDO la foto di poco sopra, soprattutto se ti faccio credere che ti sto vendendo la Gioconda originale... altrimenti è "information sharing".
    (AKA "cultura", se questo può voler dire ancora qualcosa, in questo mondo occidentale attaccato solo ed unicamente al quattrino)

    > Ora non
    > vorrei fare di tutta un'erba un fascio,

    Sì, dai... che poi ce la fumiamo.Occhiolino

    > però mi piacerebbe che il p2p si
    > dirigesse verso una direzione che evitasse
    > questi spiacevoli equivoci e
    > fraintendimenti.

    Certo: piacerebbe anche a me tornare alla "internet" dei primi tempi (ARPAnet), con la condivisione "full-disclosure" di tutta l'informazione... quando SSL ed i firewall non erano nemmeno nelle idee dei progettisti...
    Momenti come quelli che hanno portato i due Steve (ed anche un nerd di nostra conosenzaOcchiolino) nei laboratori del PARC, da dove sono venute fuori le tecnologie attuali.

    > La vera questione che
    > secondo me dovrebbe essere sollevata
    > è: quali meccanismi possono essere
    > attuati per evitare che il p2p diventi mezzo
    > per perpetrare atti illeciti (e con questo
    > intendo non solo il download dei film, ma
    > anche e soprattutto scambio di materiali
    > pedopornografici e simili schifezze)?

    Probabilmente gli stessi che vengono usati ora: Polizia Postale per lo spam, GdF per pedoporno, ecc. ecc.
    Rimane il fatto che, IMHO, occorre criminalizzare l'atto in sè, non la tecnologia che vi sta dietro.
    (mettiamo fuori legge i fucili?.. mmm... non sarebbe poi così male: vogliamo sentire cosa ne pensano gli stessi statunitensi della RIAA?)A bocca aperta

    P.S.
    Non tirar fuori cose "ad effetto" come il pedoporno: potrei rispondere con "colpi bassi" tipo il fatto che majors ed artisti (se vogliamo fermarci qui, altrimenti parliamo anche di "famose software houses") NON perseguono la pirateria se non a parole, strillando come aquile dalle testate dei giornali (che fa tanta bella pubblicità), proprio perchè avere in giro un proprio titolo, soprattutto se non si è speso nulla per distribuirlo, fa comunque pubblicitàOcchiolino
    Non abbassiamoci (entrambi) a questo genere di conversazione, te ne prego.Sorride
    885
  • Vergogna, si è pensato di rendere illegale il solo utilizzo di uno strumento che può permettere di scambiare file divx mp3 e tanto altro che porta, secondo solo le majors, ad una perdita economica,....mi domando se lo stesso discorso potrebbe essere fatto con le armi. Le armi sono strumenti di distruzione di dolore e di sofferenza ed anche se si possono usare per difesa in passato nel presente ed in futuro provocheranno sempre dei danni irreparabili, eppure nessuno che proponga di rendere illegale l'uso delle armi in ogni sua forma!perchè?(purtroppo la risposta la conosco)
    Tra un pò mi viene da vomitare se continuo a pensare a questo concetto, siamo così ottusi da credere che il male dacombattere in questa società sia nel download della musica mp3 o dei divx od anche dei dvd? iniziamo a far funzionare quel 3% di cervello che possiamo, dai su che la starda è ancora lunga, e di umano nel nostro cuore c'è ancora tanto.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > Le armi sono strumenti di distruzione di
    > dolore e di sofferenza ed anche se si
    > possono usare per difesa in passato nel
    > presente ed in futuro provocheranno sempre
    > dei danni irreparabili, eppure nessuno che
    > proponga di rendere illegale l'uso delle
    > armi in ogni sua
    > forma!perchè?(purtroppo la risposta
    > la conosco)

    sicuro sicuro?

    SiN
    1120
  • Prova a darci la tua di risposta intanto, magari puoi illuminarci dal perchè il p2p è più pericoloso delle armi.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    > Prova a darci la tua di risposta intanto,
    > magari puoi illuminarci dal perchè il
    > p2p è più pericoloso delle
    > armi.

    Avrei detto questo?
    SiN
    1120
  • - Scritto da: Anonimo
    > Vergogna, si è pensato di rendere
    > illegale il solo utilizzo di uno strumento
    > [...CUT...] mi domando se lo stesso
    > discorso potrebbe essere fatto con le armi.
    > Le armi sono strumenti di distruzione di
    > dolore e di sofferenza ed anche se si
    > possono usare per difesa [...]

    Quoto con piacere... anche perchè riprende un mio post di c.ca un mesetto fa (sempre qui): senza arrivare ai toni commossi ed appassionati dell'amico che ha postato prima di me, mi chiedo come si possa parlare di "giustizia" quando si proibisce a priori il P2P, DOPO aver imposto una tassa (sempre a priori) sui CD, dando in pratica del "ladro" a TUTTI coloro che li comprano (quindi anche ditte, ecc.), e soprattutto quando si considera, per i soliti fini di business (inutile nascondersi dietro il solito, magro, ditino, no?), perfettamente legale il mercato delle armi (tanto che proprio i combattivissimi (sul fronte P2P) USA non hanno ratificato il trattato di Tokyo sulle armi leggere).

    A me pare che si possa parlare di tutto TRANNE che di giustizia (o di etica): dite piuttosto, chiaro e tondo, "vi abbiamo spremuto quando non avevate altra alternativa che comprare da noi, ai prezzi che volevamo, ed ora, che potreste artificialmente abbassare il prezzo della nostra merce, non ve lo vogliamo permettere, rendendo illegale (a priori) una tecnologia che non ci riguarda direttamente ma che ci può danneggiare"... ecco... questo lo accetterei (ma non credo sia un argomento che possa far presa sulle masse e/o essere portato in un'aula di tribunale).

    E come possono avere un uso legale le armi (quando ci difendono... anche se pure qui il discorso sarebbe MOLTO lungo, anche se poco pertinente), dev'essere legale anche il P2P.

    In alternativa (io, LOL) posso ampiamente accettare che il P2P sia reso illegale... a patto che tutte le fabbriche di armi (mondiali, ma soprattutto USA) chiudano i battenti.SorrideSorrideSorride
    885
  • però..il discorso delle armi è una contraddizione in termini...seguendo il ragionamento che tu e altri fanno deduco: non si proibiscono le armi, non si deve proibire anche il p2p.
    Ma se nella stesso commento vi lamentate del fatto che le armi non siano proibite (quindi vorreste che fossero proibite) non dovreste chiedere di liberare nemmeno il p2p. O sbaglio?
    Io sono per la libertà totale, di tutto. Con controlli di legge sull'uso di tutto. Delle armi, del p2p, delle automobili....in italia ci divertiamo tanto a spalare m....da sulle leggi degli stati uniti e non consideriamo che tutti gli ubriaconi che sfrecciano per le nostre strade con auto a velocità folli fanno più morti delle armi leggere....un'auto non è un'arma solo perchè non ha il grilletto?
    Cercate un pò di far funzionare il cervello senza sedervi sui soliti luoghi comuni, che andate in contraddizione.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Sky
    > - Scritto da: Anonimo
    > In alternativa (io, LOL) posso ampiamente
    > accettare che il P2P sia reso illegale... a
    > patto che tutte le fabbriche di armi
    > (mondiali, ma soprattutto USA) chiudano i
    > battenti.SorrideSorrideSorride

    Seee....contaci:-/
    non+autenticato
  • E' possibile che si tenti continuamente il paragone fra un accidente qualunque e le armi, per giungere a stabilire "le armi sono cattive ma si possono vendere e allora legalizziamo tutto?".
    Continuamente a sparare la sciocchezza "le armi uccidono, sono cattive, facciamole sparire".
    Vorrei allora proporre qualche spunto di riflessione "alternativa":
    _le armi sono strumenti, come tali non sono nè buone nè cattive, dipende dall' uso che se ne fa (ammetto che anche questa argomentazione è trita e ritrita).
    Vorrei sottolineare che le armi, oltre alla difesa personale, servono anche a scopi sportivi (vedi la medaglia di Benelli ad Atene) e sono oggetti di collezionismo e quindi rispondono ad esigenze di tipo culturale.
    _il concetto di arma è davvero molto vago, visto che una varietà enorme di oggetti può, all' evenienza, essere considerata arma. Chi urla "Abbasso le armi, distruggiamo le armi", dovrebbe prendersi il tempo di andare in cucina, aprire un cassetto, osservare che razza di coltellacci da macellaio possiede e considerare che con strumenti del genere vengono compiuti quotidianamente innumerevoli delitti, molto spesso in ambito domestico.
    _si può imputare alle armi da fuoco unicamente il carattere dell' efficienza rispetto alle armi bianche: è più facile fare una strage con una pistola semiautomatica e 15 colpi che con un coltello. Tuttavia anche questa osservazione è decisamente relativa, in quanto potrei citare stragi di famiglie intere compiute a colpi di coltello o di mazza da baseball.   
    In Ruanda migliaia di persone sono state massacrate a colpi di machete, che guarda caso in quelle regioni, è un attrezzo agricolo comunissimo come poteva esserlo da noi la roncola del contadino.
    Attenzione poi a non confondere le "armi" che un cittadino può possedere, con gli "armamenti", perchè più che giuridica, direi che è squisitamente politica .
    Scusate lo sfogo ma avevo decisamente voglia di scrivere queste quattro vaccate, ora flammate pure.
    non+autenticato
  • Infatti hai detto bene hai scritto 4 vaccate!
    non+autenticato
  • Essere un po' più specifico possibilmente?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > E' possibile che si tenti continuamente il
    > paragone fra un accidente qualunque e le
    > armi, per giungere a stabilire "le armi sono
    > cattive ma si possono vendere e allora
    > legalizziamo tutto?".

    Perchè no a questo punto.

    > Continuamente a sparare la sciocchezza "le
    > armi uccidono, sono cattive, facciamole
    > sparire".

    Per te sarà una sciocchezza, ma quando vedi il dolore il sangue che sgorga dalle budella delle persone che sono state sventrate dalle ARMI non puoi rimanere impassibile e credere a quello che ti si vuole far credere.

    > Vorrei allora proporre qualche spunto di
    > riflessione "alternativa":
    > _le armi sono strumenti, come tali non sono
    > nè buone nè cattive, dipende
    > dall' uso che se ne fa (ammetto che anche
    > questa argomentazione è trita e
    > ritrita).

    Anche la droga è una sostanza nè buona e ne cattiva, dipende dall'uso che se ne fà.

    > Vorrei sottolineare che le armi, oltre alla
    > difesa personale, servono anche a scopi
    > sportivi (vedi la medaglia di Benelli ad
    > Atene) e sono oggetti di collezionismo e
    > quindi rispondono ad esigenze di tipo
    > culturale.

    Vorrei sottolineare che anche le droghe vengono utilizzate in innumerevoli contesti medici.

    > _il concetto di arma è davvero molto
    > vago,

    il concetto di arma non è vago è chiarissimo.
    Vocabolario Garzanti online:

    ant. arme, s. f. [pl. armi; ant. arme]
    1 qualunque oggetto usato dall'uomo per offesa o difesa: armi da fuoco, da taglio, da lancio; armi...


    visto che una varietà enorme di
    > oggetti può, all' evenienza, essere
    > considerata arma. Chi urla "Abbasso le armi,
    > distruggiamo le armi", dovrebbe prendersi il
    > tempo di andare in cucina, aprire un
    > cassetto, osservare che razza di coltellacci
    > da macellaio possiede e considerare che con
    > strumenti del genere vengono compiuti
    > quotidianamente innumerevoli delitti, molto
    > spesso in ambito domestico.

    Infatti l'unica differenza è che i coltelli da cucina nascono con lo scopo di aiutare in cucina dopo di chè dipende dall'utilizzo che una ne fà che sia per difesa o per offesa, l'arma da fuoco invece non ha altri utilizzi se non ferire il tuo prossimo!
    Cioè un coltello rimane un coltello fino a quando il pazzo che ne prende possesso lo utilizza contro qualcuno, ma la pistola rimane un'arma perchè non ha altri utilizzi(adesso non dirmi che serve per schiacciare le noci)

    > _si può imputare alle armi da fuoco
    > unicamente il carattere dell' efficienza
    > rispetto alle armi bianche: è
    > più facile fare una strage con una
    > pistola semiautomatica e 15 colpi che con un
    > coltello. Tuttavia anche questa osservazione
    > è decisamente relativa, in quanto
    > potrei citare stragi di famiglie intere
    > compiute a colpi di coltello o di mazza da
    > baseball.   
    > In Ruanda migliaia di persone sono state
    > massacrate a colpi di machete, che guarda
    > caso in quelle regioni, è un attrezzo
    > agricolo comunissimo come poteva esserlo da
    > noi la roncola del contadino.

    Perfettamente ragione ma tu credi che in Ruanda la guerra sarebbe andata avanti se non ci fosse stato chi ha sovvenzionato il traffico d'armi (da fuoco)


    > Attenzione poi a non confondere le "armi"
    > che un cittadino può possedere, con
    > gli "armamenti", perchè più
    > che giuridica, direi che è
    > squisitamente politica .

    La confusione la crei tu iniziando a scrivere testi di questo tipo che cercano di far credere che armarsi è un diritto ed un dovere mi sembra di sentire parlare Bush, prova aguardare il documentario Bowling for columbine, Michael Moore.

    > Scusate lo sfogo ma avevo decisamente voglia
    > di scrivere queste quattro vaccate, ora
    > flammate pure.

    Scusa me se in qualche modo ho colpito la tua sensibilità ma ripeto hai scritto 4 vaccate!"
    non+autenticato
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