Fermata la nave tagliacavo

Le autoritÓ dello Sri Lanka dispongono il fermo dell'imbarcazione che ha reciso uno dei pi¨ importanti cavi sottomarini di connessione. Era giÓ successo ma stavolta si conosce il colpevole

Colombo (Sri Lanka) - 800mila linee telefoniche e utenze internet sono state improvvisamente disconnesse quando, due giorni fa, l'ancora di una imbarcazione al largo delle coste dello Sri Lanka ha reciso il cavo SEA-ME-WE-III.

Questo Ŕ emerso nelle scorse ore quando le autoritÓ dell'isola hanno disposto il fermo della nave accusando l'equipaggio di aver prodotto danni notevolissimi alle telecomunicazioni del piccolo stato asiatico.

Il SEA-ME-WE-III Ŕ uno dei cavi sottomarini di telecomunicazione di maggiore portata, capace di connettere le regioni dell'Asia meridionale con il Medio oriente e l'Europa occidentale. La nave incriminata lo ha reciso a circa 10 chilometri dalle coste dell'isola.
Stando a quanto riportato dalle cronache locali, per oltre ventiquattro ore hanno potuto utilizzare le linee telefoniche internazionali e le connessioni ad internet soltanto quelle poche societÓ ed enti del paese che sfruttano propri nodi di comunicazione, indipendenti dal cavo reciso.

L'azienda di telecomunicazioni locale "Sri Lanka Telecom" ha spiegato che intende far pagare all'equipaggio della nave "State of Nagaland" le spese sostenute per la riparazione del cavo.

Va ricordato a questo proposito che non Ŕ la prima volta che uno dei grandi cavi di connessione sottomarino viene reciso da quale manovra azzardata. Nel 2000 fu Singapore a subire gravi disservizi per il danneggiamento di una dorsale di questo tipo.
TAG: mondo
38 Commenti alla Notizia Fermata la nave tagliacavo
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  • Ma i buoni vecchi satelliti non aiutano in questi casi?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Ma i buoni vecchi satelliti non aiutano in
    > questi casi?

    Costano troppo.
    non+autenticato
  • Volevo chiedere alcune informazioni visto che siamo in tema.
    Le telecomunicazioni tra Europa occidentale e USA avvengono con cavi transatlantici? E se fosse così, a quale profondità vengono immersi, vengono sostenuti con boe segnalatrici ogni tot km, sono unici o di più compagnie telefoniche?

    grazie per eventuali risposte.
    non+autenticato
  • Secondo me tutti i cavi andrebbero sotterrati di almeno 2 metri, ovvio che se li appoggiano a terra la prima ancora che passa li rompe, mi domando come potessero sapere che li c'era un cavo, ma dai...

    Non lo si puo' notare nemmeno con l'ecoscandaglio.

    --== MindZ ==--
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Secondo me tutti i cavi andrebbero
    > sotterrati di almeno 2 metri, ovvio che se
    > li appoggiano a terra la prima ancora che
    > passa li rompe, mi domando come potessero
    > sapere che li c'era un cavo, ma dai...
    >
    > Non lo si puo' notare nemmeno con
    > l'ecoscandaglio.
    >
    > --== MindZ ==--

    E' arrivato l'ingegnere specializzato in posa di cavi sottomarini.
    Come mai non ti hanno ancora assunto a MCI oppure a BT ?

    Per tua norma, i cavi di una certa rilevanza sono segnalati sulle carte nautiche, addirittura vi sono delle zone interdette alla navigazione ed all'ormeggio proprio per evitare incidenti di questo tipo...
    non+autenticato
  • Si vede che non hai proprio la minima idea di cio' di cui parli ... perfino io che non mi intendo di posa di cavi sottomarini so che e' gia' abbastanza oneroso depositarli ...figuriamoci se si dovesse scavare il fondale Sorride
    non+autenticato
  • I cavi sottomarini SONO sotterrati ad una profondià minima, ma comunque lo sono.
    non+autenticato
  • se volte farvi una piccola cultura a riguardo (come ho fatto io qc anno fa) il doc è un pò datato ma ben spiegato!

    http://davidw.home.cern.ch/davidw/public/SubCables...

    lets go share our knowledge... basta cazzate.. ok?

    frik---
    non+autenticato
  • ecco dove dice che (sarebbe auspicabile) sarebbero interrati:

    Marine factors

    The main source of problems with submarine cables comes from external sources such as fishing and anchors, and the damage is either via compression, when a heavy weight hits a cable, or via dragging, and, in the limit, breakage. Anchors from the largest vessels can penetrate the sea-floor by several meters, but present no problem at depths of more than 150 m. Fishing nets, on the other hand, penetrate less deeply, but are operational at depths of up to 1800 m. Since the early 1980s submarine cable has been buried to a depth of typically 1 meter in areas where threats from anchors or fishing can be anticipated, and, indeed they avoid anchorages used by deep-sea vessels as much as possible. The cables are also armoured, typically with one or two layers of high tensile steel strands, when they have to be laid in those areas. Burial, and the use of armoured cable, makes the installation slow and expensive, but seems to pay off well in terms of reliability.

    ciau

    frik---
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Secondo me tutti i cavi andrebbero
    > sotterrati di almeno 2 metri, ovvio che se
    > li appoggiano a terra la prima ancora che
    > passa li rompe, mi domando come potessero
    > sapere che li c'era un cavo, ma dai...
    >
    > Non lo si puo' notare nemmeno con
    > l'ecoscandaglio.
    >
    > --== MindZ ==--

    Non ti si può dar torto visto che la notizia riportata da PI, manca di un particolare fondamentale: Non è stata la nave a tranciare il cavo, ma la sua ancora.

    http://www.theregister.co.uk/2004/08/24/sri_lanka_.../
    non+autenticato
  • > Non ti si può dar torto visto che la
    > notizia riportata da PI, manca di un
    > particolare fondamentale: Non è stata
    > la nave a tranciare il cavo, ma la sua
    > ancora.

    Leggi bene "saputello".
    La notizia è riportata correttamente!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > > Non ti si può dar torto visto
    > che la
    > > notizia riportata da PI, manca di un
    > > particolare fondamentale: Non è
    > stata
    > > la nave a tranciare il cavo, ma la sua
    > > ancora.
    >
    > Leggi bene "saputello".
    > La notizia è riportata correttamente!

    Ieri sera non c'era...
    non+autenticato
  • Comunque per tua informazione i cavi sottomarini non si appoggiano sul fondale bensì rimangono sott'acqua a circa 30-50metri dalla superficie del mare.
    non+autenticato
  • Arpanet: una rete militare

    Questa idea aveva il suo punto forte nel concepire una rete decentralizzata, in modo che ciascun nodo potesse continuare a lavorare, ricevendo, elaborando e trasmettendo informazioni, anche nel caso in cui alcuni fra i nodi vicini fossero stati danneggiati da una esplosione nucleare. Il fatto che non vi fosse un nodo centrale era necessario: esso sarebbe stato, a priori, un obiettivo strategico, la cui distruzione avrebbe compromesso il funzionamento dell'intera rete.

    Per installare un sistema che, in caso di interruzione delle comunicazioni tra due nodi, potesse individuare immediatamente un collegamento alternativo, era necessario utilizzare uno strumento più intelligente di una semplice centrale telefonica. Perciò si pensò agli elaboratori elettronici.
    [segue discorso sui router, protocolli, algoritmi e altro]

    La ridondanaza questa sconosciuta...
    non+autenticato
  • ma non dire fesserie
    la rete militare era destinata al massimo a qualche migliaio di utenze, supponiamo anche un milione (dubito esistano un milione di uffici/caserme in tutto il mondo)
    Non era di certo pensata per i circa 500milioni di utenti che ogni giorno si collegano...
    puoi farlo ridondante quanto ti pare, ma questi problemi ci saranno sempre. far passare un cavo in mare per centinaia di kilometri, ha dei costi enormi...

    - Scritto da: Anonimo
    > Arpanet: una rete militare
    >
    > Questa idea aveva il suo punto forte nel
    > concepire una rete decentralizzata, in modo
    > che ciascun nodo potesse continuare a
    > lavorare, ricevendo, elaborando e
    > trasmettendo informazioni, anche nel caso in
    > cui alcuni fra i nodi vicini fossero stati
    > danneggiati da una esplosione nucleare. Il
    > fatto che non vi fosse un nodo centrale era
    > necessario: esso sarebbe stato, a priori, un
    > obiettivo strategico, la cui distruzione
    > avrebbe compromesso il funzionamento
    > dell'intera rete.
    >
    > Per installare un sistema che, in caso di
    > interruzione delle comunicazioni tra due
    > nodi, potesse individuare immediatamente un
    > collegamento alternativo, era necessario
    > utilizzare uno strumento più
    > intelligente di una semplice centrale
    > telefonica. Perciò si pensò
    > agli elaboratori elettronici.
    > [segue discorso sui router, protocolli,
    > algoritmi e altro]
    >
    > La ridondanaza questa sconosciuta...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > ma non dire fesserie
    > la rete militare era destinata al massimo a
    > qualche migliaio di utenze, supponiamo anche
    > un milione (dubito esistano un milione di
    > uffici/caserme in tutto il mondo)
    > Non era di certo pensata per i circa
    > 500milioni di utenti che ogni giorno si
    > collegano...
    > puoi farlo ridondante quanto ti pare, ma
    > questi problemi ci saranno sempre. far
    > passare un cavo in mare per centinaia di
    > kilometri, ha dei costi enormi...

    Linee di backup di emergenza, anzi non "linee fisiche" vediamo se ci arrivi.
    non+autenticato
  • La ridondanza è cosa buona e giusta, ma non ci dimentichiamo che a settembre dell'anno scorso nonostante le linee ridondanti l'Italia è rimasta al buio per diverse ore. La legge di Murphy non guarda in faccia alla ridondanza.

    P.S. per le persone che volessero approfondire le loro conoscenze sulla famosa legge di Murphy http://www.murphys-laws.com/

    - Scritto da: Anonimo
    > La ridondanaza questa sconosciuta...

  • - Scritto da: CalicoJack
    > La ridondanza è cosa buona e giusta,
    > ma non ci dimentichiamo che a settembre
    > dell'anno scorso nonostante le linee
    > ridondanti l'Italia è rimasta al buio
    > per diverse ore. La legge di Murphy non
    > guarda in faccia alla ridondanza.

    Ok per la legge di Murphy, ma le linee ridondandi non si fanno in parallelo, inoltre mi sa' che la verità non è quella che ci vogliono far credere IMHO, al prossimo blackout (che sicuramente ci sarà vedi Murphy) riproporranno il nucleare.
    In nucleare se mal gestito (Italia brilla per gli standard di sicurezza sulla carta!) è un guaio.
    non+autenticato

  • - Scritto da: CalicoJack
    > La ridondanza è cosa buona e giusta,
    > ma non ci dimentichiamo che a settembre
    > dell'anno scorso nonostante le linee
    > ridondanti l'Italia è rimasta al buio
    > per diverse ore. La legge di Murphy non
    > guarda in faccia alla ridondanza.

    E' proprio quì il problema. Poco prima del disastro un guasto non segnalato dagli svizzeri (l'apertura di una linea di trasmissione) ha impedito agli italiani di riportare il sistema in condizioni di sicurezza (diminuendo l'importazione di energia dalla svizzera fermando le stazioni di pompaggio che la notte riempiono molti invasi del nord-italia, per poterli usare per generare energia idroelettrica durante le ore di punta del giorno).
    Chiaramente la mancata esistenza di un sistema di comunicazione serio (si va avanti a fax!!!!) unita alla legge del profitto ad ogni costo (segnalare il guasto avrebbe causato con certezza da parte del gestore italiano la procedura per rimettersi in condizioni di sicurezza, cioè RIDOTTO le importazioni dalla Svizzera, cioè NIENTE SOLDI FINO A GUASTO RIPARATO per i produttori svizzeri) ha portato a quello che sappiamo.
    Ma gli svizzeri risponderebbero che un doppio guasto non era "probabile", perchè preoccuparsi 10 volte all'anno, quando una cosa del genere può succedere solo ogni 10-20 anni?. E' la legge del denaro.
    Non vi siete mai chiesti perchè black-out che non si ricordavano a memoria d'uomo si stanno verificando in tutto il mondo da qualche anno a questa parte? Vi rispondo io: perchè le procedure di sicurezza sono passate dalla ridondanza n-1 (il sistema deve poter funzionare anche in presenza di un (UNO) guasto sulla rete distributiva -ad esempio l'apertura di una delle linee che funzionano in parallelo-) alla gestione correttiva dei guasti n-1 (il sistema deve aver il tempo di sconnettere parte delle utenze per ridurre il carico complessivo entro livelli di sicurezza in caso di UN guasto sulla rete distributiva, cioè si toglie energia a un po' di gente per evitare il blocco complessivo del sistema, anche se spesso (ma non sempre) quel po' di gente sono, appunto, utenze non visibili dalle persone comuni, come gli impianti di pompaggio) a, talvolta, al "speriamo in Dio".

    Nel caso del blackout in Italia, gli interessi economici degli svizzeri (ma loro sostengono l'errore, comunque il fax di avvertimento non è mai arrivato) hanno portato la rete italiana a funzionare per quei fatidici minuti in condizione "speriamo in Dio", perchè quando il primo guasto si è verificato si è usciti dalla condizione di ridondanza n-1 per entrare in quella correttiva n (cioè nessun margine ammesso: nuovo guasto = blocco completo) che richiedeva l'immediato blocco di un certo numero di utenze (credo circa 3000 MW) per ritornare "almeno" in gestione correttiva n-1 come previsto dalle "regole" (garanzia di poter far fronte ad un eventuale nuovo guasto)....
    Tutto qui. Semplici decisioni di politica gestionale. Ma che è bene non spiegare alle masse. Potrebbero capire.




    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Arpanet: una rete militare
    >

    Internet: La versione civile
    Tutta qui la differenza, Internet non ha lo scopo di resistere af un conflitto nucleare (e nemmeno i finanziamenti senza fondo del Governo Americano), ma quello di creare il massimo profitto sul capitale investito per gli azionisti della compagnia telefonica e di quella che ha posato il cavo.

    > Questa idea aveva il suo punto forte nel
    > concepire una rete decentralizzata, in modo
    > che ciascun nodo potesse continuare a
    > lavorare, ricevendo, elaborando e
    > trasmettendo informazioni, anche nel caso in
    > cui alcuni fra i nodi vicini fossero stati
    > danneggiati da una esplosione nucleare. Il
    > fatto che non vi fosse un nodo centrale era
    > necessario: esso sarebbe stato, a priori, un
    > obiettivo strategico, la cui distruzione
    > avrebbe compromesso il funzionamento
    > dell'intera rete.
    >
    non+autenticato

  • > La ridondanaza questa sconosciuta...

    Come altri ti fa notare, ridondanza significherebbe semplicemente stendere un altro cavo sottomarino, possibilmente non nelle vicinanze di quello principale; siccome i costi per stendere cavi sottomarini sono grandissimi, una ridondanza 1+1 (cioe' un cavo di scorta per ogni cavo funzionante) nei sistemi sottomarini mi pare improbabile.


  • - Scritto da: The RZA
    >
    > > La ridondanaza questa sconosciuta...
    >
    > Come altri ti fa notare, ridondanza
    > significherebbe semplicemente stendere un
    > altro cavo sottomarino,

    Non deve necessariamente essere un cavo sottomarino

    > possibilmente non
    > nelle vicinanze di quello principale;

    Esatto

    > siccome i costi per stendere cavi
    > sottomarini sono grandissimi, una ridondanza
    > 1+1 (cioe' un cavo di scorta per ogni cavo
    > funzionante) nei sistemi sottomarini mi pare
    > improbabile.

    Non deve necessariamente essere un cavo sottomarino, e si tratta comunque di una soluzione di backup temporanea, per esempio satellitare.
    non+autenticato

  • > > siccome i costi per stendere cavi
    > > sottomarini sono grandissimi, una
    > ridondanza
    > > 1+1 (cioe' un cavo di scorta per ogni
    > cavo
    > > funzionante) nei sistemi sottomarini mi
    > pare
    > > improbabile.
    >
    > Non deve necessariamente essere un cavo
    > sottomarino, e si tratta comunque di una
    > soluzione di backup temporanea, per esempio
    > satellitare.

    Per quanto siamo nell'ambito di chiacchiere da bar...
    Anche il backup su Satellite temporaneo presuppone che sia riservata un'ampiezza di banda disponibile in qualsiasi momento e perlomeno una landing station connessa alla fibra ottica con capacità di re-immettere il segnale in rete.
    Anche ammettendo la teorica possibilità di avere 1 Gbps di backup via satellite (difficile) quanto costerebbe riservare questa banda per il backup? Quando un solo satellite può routare forse 5Gbps.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Arpanet: una rete militare
    >
    aaah si .. arpanet.. cosi' ridondante
    che il dns era statico via /etc/hosts
    e il routing veniva fatto con il protocollo
    R.I.P.   (il cui nome gia' dice che fine ha fatto)

    > La ridondanaza questa sconosciuta...
    la ridondanza questa cosa costosa....
    inoltre vediamo come riesci a costringere
    i vari carrier a fare da "backup" per gli altri
    nel caso di guasti alle linee.

    samu
    506
  • Dov'era a 1 metro sotto? Troppo divertente LOL!!!
    non+autenticato
  • E' ridicolo che un cavo di importanza tale sia stato posato con tale incuranza e addirittura gli chiedono il risarcimento dei danni alla nave. Io chiederei il risarcimento per il fermo imposto. Buffoniiiiii.!!!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > E' ridicolo che un cavo di importanza tale
    > sia stato posato con tale incuranza e
    > addirittura gli chiedono il risarcimento dei
    > danni alla nave. Io chiederei il
    > risarcimento per il fermo imposto.
    > Buffoniiiiii.!!!

    "incuranza"..... LOL !

    A parte questo dettaglio, riesci ad imaginare che forse la nave stava dove NON doveva stare ?
    Lo sai che ci sono zone interdette alla navigazione e\o all'ormeggio ?
    E che (guarda caso) queste zone sono proprio quelle dove passano cavi telefonici ed elettrici, condutture, etc ?
    non+autenticato
  • immagino tu sia un ingegnere con specializzazione nella posa di
    cavi sottomarini...
    non+autenticato
  • Non serve un ingegnere per capire una banalità simile... "carica il software" prima di "accenderti"!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Dov'era a 1 metro sotto? Troppo divertente
    > LOL!!!

    No, in genere stanno sotto un po' di più, circa 20-25 metri ma vengono lasciati laschi per via delle correnti marine perciò raggiungono anche i 50-60 metri in alcuni punti.
    Quello divertente sei tuA bocca aperta
    non+autenticato
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