Presi mandanti di attacchi DDoS

Per la prima volta i cybercop americani individuano i mandanti di una serie di aggressioni telematiche: buttando i competitor fuori dalla rete favorivano il proprio business

Presi mandanti di attacchi DDoSWashington (USA) - Suscita attenzione la notizia diffusa nelle scorse ore dal dipartimento della Giustizia americano secondo cui 6 dei 150 accusati in questi giorni per varie forme di criminalità via Internet sarebbero mandanti di attacchi informatici.

Sebbene sia già emerso in passato l'uso criminale dei DDoS, ossia delle aggressioni denial-of-service distribuite, è la prima volta che i cybercop americani riescono ad individuare non solo chi ha materialmente eseguito l'attacco ma anche chi lo ha commissionato per buttare fuori dalla rete i propri rivali sul mercato.

Lo stesso procuratore generale degli Stati Uniti John Ashcroft ha dichiarato che l'accusa formale è "aver assunto cracker per lanciare attacchi DDoS". A suo dire questa vicenda dimostra "l'uso sempre maggiore di Internet come mezzo per danneggiare le attività rivali e minacciare per ottenere vantaggi commerciali". "Credo - ha continuato Ashcroft - che questo sia il primo caso di un DDoS utilizzato per un vantaggio commerciale. Ci sono attacchi DDoS di ogni tipo organizzati continuamente su IRC ma questo è certamente il primo caso nel quale un dirigente aziendale utilizza i servizi di un'altra persona per attaccare telematicamente i propri competitor".
L'accusa afferma che due dei sei, entrambi dirigenti del distributore di prodotti satellitari Orbit Communications di Sudbury, nel Massachussets, avrebbero assunto cracker non solo in alcuni stati americani ma persino nel Regno Unito al fine di colpire direttamente "con attacchi informatici senza sosta" i rivali online della Orbit. Gli altri quattro accusati dai cybercop statunitensi sono appunto i cracker a cui si sarebbero rivolti i due imprenditori americani.

Le cronache parlano di un attacco partito all'inizio di ottobre 2003 che si è protratto per diverse settimane cambiando forma e adattandosi alle contromosse dei provider colpiti da quella massa di pacchetti. Risultato dell'aggressione è stato mettere fuori linea i tre competitor che erano finiti nel mirino della Orbit.

Va detto che uno dei due manager, di origine marocchina, è da qualche tempo latitante: dopo aver pagato una cauzione di 750mila dollari per un altro processo, è sparito dalla circolazione. A tradire i due sarebbero stati i log di una chat individuati sul computer di uno dei due imprenditori, nella quale si trovano espliciti riferimenti all'attacco.
52 Commenti alla Notizia Presi mandanti di attacchi DDoS
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  • >>Lo stesso procuratore generale degli Stati Uniti John >>Ashcroft ha dichiarato che l'accusa formale è "aver >>assunto cracker per lanciare attacchi DDoS". A suo dire >>questa vicenda dimostra "l'uso sempre maggiore di >>Internet come mezzo per danneggiare le attività rivali e >>minacciare per ottenere vantaggi commerciali". "Credo - >>ha continuato Ashcroft - che questo sia il primo caso di un >>DDoS utilizzato per un vantaggio commerciale. Ci sono >>attacchi DDoS di ogni tipo organizzati continuamente su >>IRC ma questo è certamente il primo caso nel quale un >>dirigente aziendale utilizza i servizi di un'altra persona per >>attaccare telematicamente i propri competitor".

    Contrariato perchè non hanno usato i servizi offerti dalla Echelon Inc. ?
    non+autenticato
  • Speriamo nella stessa celerità nel colpire i pirati del p2p
    non+autenticato
  • spero tanto che colpiscano te!il p2p è libero e così deve rimanere
    non+autenticato
  • Se non esistessero i computers non esisterebbero attacchi di questo tipoA bocca aperta
    non+autenticato
  • >L'FBI da parte sua non sembra avere alcuna intenzione di >sottostimare questo genere di casi. "Questo - ha affermato >uno dei cybercop, Frank Harrill - è emblematico di una >tendenza in crescita: quella di attacchi DDoS usati per >ricattare, disabilitare o ostacolare la competizione. Un >problema crescente che prendiamo con molta serietà, >ritenendo che abbia un potenziale e un impatto molto >distruttivo".

    Eufemisticamente:
    Appurato il fatto che le compagnie "oramai" farebbero di tutto per prevalere nel mercato , in questo mondo dove quello che conta di più è il denaro a discapito di qualsiasi altra cosa e, più nello specifico, riferendomi a questa notizia ed in dettaglio la sopra menzionata citazione; parafrasando ironicamente mi chiedo:

    C'è più libertà con la mano dura? (http://punto-informatico.it/p.asp?i=49299)

    Citando dal suddetto:

    >La logica dell'accordo che è stato raggiunto dai provider >che aderiscono al LINX, il "London Internet Exchange", >alcuni dei più grossi nomi della connettività d'oltremanica, >è stringente: se un sito viene pubblicizzato attraverso >operazioni di spam allora va chiuso.

    Pensate a quanto potrebbe essere tutto più legale..... e più facile.... basterebbe pubblicizzare il sito dei tuoi avversari con metodi di spam...

    E chissà quante altre cose non mi sovvengono in questo preciso momento...

    Barone dello Zwanlandshire

    non+autenticato
  • basta, è ora di finirla!!!!!

    tutti pronti ad attaccare i cracker, lo spam, i virus, etc. etc. etc. Non se ne puo' più: che ognuno lavi i panni sporchi in casa sua: e chi vuol capire capista!!!
    non+autenticato
  • questo è tutto fuori...

    - Scritto da: Anonimo
    > basta, è ora di finirla!!!!!
    >
    > tutti pronti ad attaccare i cracker, lo
    > spam, i virus, etc. etc. etc. Non se ne puo'
    > più: che ognuno lavi i panni sporchi
    > in casa sua: e chi vuol capire capista!!!
    non+autenticato
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