Atlanet: l'UMTS è roba mia

La supercrostata sfornata da Acea, Telefonica e Telexis del gruppo FIAT pensa già ad un accordo con Dix.it per intimorire i colossi telefonici italiani e fare dell'UMTS un nuovo dessert

Roma - Non ha ancora messo i dentini da latte che già pensa a quotarsi in Borsa e a divorare UMTS da mane a sera: questo il profilo di Atlanet, nome quasi mitologico dell'azienda nata dalla fusione tra Acea Telefonica e la Telexis del gruppo FIAT.

Pare che la vivace bimba abbia intenzione di investire nel prossimo triennio 400 milioni di euro nelle telecomunicazioni. Nel frattempo, già nel 2001, spera di essere diventata adulta abbastanza per fare il suo ingresso in Piazza Affari. I genitori di Atlanet sono Fiat e Ifil (28 e 5 per cento), Acea (33 per cento) e la mamma spagnola Telefonica (34 per cento).

L'idea del trittico è di fare di Atlanet un gigante delle telecomunicazioni con spiccati interessi nel mondo wireless. L'UMTS è in prima fila negli interessi dell'azienda che, pare, potrebbe prossimamente stringere un accordo con Dix.it, consorzio già impegnato nella corsa alla licenze UMTS.