Quel computer è un cervello!

Un nuovo circuito elettronico, in grado di simulare l'attività cerebrale, potrebbe trasformare i computer di prossima generazione in macchine più intelligenti e umane. Parola del MIT

Quel computer è un cervello!Cambridge (USA) - Negli anni '60 lo chiamavano, sotto l'influenza degli autori di libri di fantascienza, "cervello elettronico"; oggi il computer è divenuto un elettrodomestico di uso comune e ha perso quell'alone di mistero che lo circondava sono una decina di anni fa.

Eppure, a ben vedere, i computer sembrano destinati ad avvicinarsi sempre più a quel primo appellativo, "cervello elettronico", per raggiungere nuovi "traguardi". A spingere la ricerca verso computer sempre più "intelligenti" e "umani" è proprio il MIT, baluardo tecnologico per eccellenza, che ha annunciato l'avvio di un ambizioso progetto, Oxygen, e la messa a punto di un nuovo circuito elettronico in grado di simulare le attività cerebrali.

Quello creato dal MIT è il primo circuito elettronico ibrido analogico/digitale che in pratica fonde insieme campi quali la neurobiologia e la progettazione di computer dando vita ad una nuova branca dell'ingegneria denominata "neuromorfica".
Il chip è stato costruito partendo da normali transistor sistemati in una rete ad anello formata da 16 neuroni artificiali connessi fra loro da sinapsi. Ogni neurone è connesso ad altri 4 neuroni e ad un nucleo che ha il compito di regolare le reazioni e sopprimere gli impulsi considerati "rumore" fornendo delle priorità: è un po ' come quando più persone attorno a noi ci parlano e noi riusciamo a focalizzare la nostra attenzione solo su una di loro, quella che in quel momento gode del nostro interesse.

Nonostante possa suonare tutto molto complesso, Rahul Sarpeshkar, professore al MIT, afferma che questo approccio risulta di gran lunga più semplice se comparato a quello dei tradizionali circuiti neurali; semplice, ma estremamente efficace.

Biologia e computer sembra un connubio destinato a segnare il futuro delle macchine, che, se anche non somiglieranno affatto a quelle descritte nei libri di fantascienza, potrebbero davvero essere in grado di mascherare, almeno in parte, il loro cuore di latta. (continua)
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