Murdoch incontra Gasparri. Sorrisi

Nessun accenno alla blindatura del mercato e dei decoder, si parla solo di diritti calcistici e di un anno di vita di SKY Italia. Non si parla nemmeno di digitale terrestre

Roma - "Ma che cosa si sono detti?" Queste le domande che circolavano tra gli utenti della televisione satellitare di SKY Italia da tempo in fermento, come noto, per il programmato abbandono della tecnologia SECA in favore esclusivo della NDS.

Il riferimento è all'incontro che è avvenuto tra il tycoon australiano delle televisioni mondiali, Rupert Murdoch, e Maurizio Gasparri, titolare del dicastero alle Comunicazioni.

In 40 minuti di conversazione, alla quale hanno partecipato anche i fedelissimi di Murdoch, tra i quali il figlio Lachlan che è vicepresidente di SKY Italia, due sono stati gli argomenti affrontati: lotta alla pirateria, che Murdoch spera l'Italia continui a perseguire con vigore, e sostegno al cinema italiano da parte dei network di Murdoch.
Il capo del più imponente network televisivo mondiale ha confermato le intenzioni della propria azienda di farsi carico della trasmissione sui propri canali dei film italiani che si comportano bene al botteghino e di una serie di opere che meritano di essere viste, pur non avendo attratto orde di spettatori al cinema. Una conferma che anche il ministro ai Beni culturali Giuliano Urbani ha voluto pubblicamente descrivere come "il primo passo di un cammino iniziato nella giusta direzione".

Non si è parlato, invece, di televisione digitale satellitare (questione scottante, secondo i più informati, dopo le offensive Mediaset sul calcio) né di blindatura dei decoder, argomento da settimane al centro del dibattito tra utenti, imprese e associazioni del consumo ma fin qui del tutto trascurato dalle istituzioni di garanzia.

Su questo fronte, peraltro, circolano delle voci, come quella riportata da digital-sat, secondo cui SKY avrebbe in animo di posticipare il completamento della transizione a NDS anche emettendo una card satellitare temporanea e basata su SECA. Una scelta che, se confermata, potrebbe spostare la scadenza di fine anno, prevista per la fine di SECA, fino a metà o a tutto l'anno prossimo. Su questo però l'azienda rimane abbottonatissima e sottolinea soltanto che conta di portare entro il 2005 gli attuali 2,7 milioni di abbonati a quota 4 milioni. Il come ciò avverrà non sembra interessare Gasparri.
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