Mitnick chiede maggiori libertà

Non ce la fa più Kevin Mitnick che oggi torna in tribunale per chiedere ancora una volta la rimozione di alcuni limiti alla sua libertà imposti dalla corte. Per poter scrivere di computer

Washington (USA) - Kevin Mitnick, l'hacker reso celebre dalle sue disavventure giudiziarie senza precedenti, torna oggi in tribunale per chiedere la rimozione di alcune limitazioni alla propria libertà di espressione. Nel dispositivo che portò alla sua scarcerazione dopo anni di galera, infatti, gli veniva proibito non solo il contatto con qualsiasi computer ma anche l'esprimersi pubblicamente su materie informatiche.

Il problema di Mitnick, dunque, non è solo quello di poter accettare le collaborazioni che gli vengono proposte da numerose riviste e giornali specializzati in internet e informatica ma anche quello di trovare un posto di lavoro. Mitnick non è infatti più un ragazzino, la sua "specializzazione" è ovviamente tecnico-ingegneristica ma le limitazioni imposte dal tribunale, dice, gli impediscono di guadagnarsi da vivere...

Ad ascoltare l'appello di Mitnick sarà il giudice distrettuale Mariana R. Pfaelzer, il magistrato che condannò l'hacker a 54 mesi di prigione. Sul suo giudizio peserà senz'altro quanto scritto dal sorvegliante di Mitnick, Larry Hawley: "In relazione alle numerose richieste che ha ricevuto per scrivere articoli, recensire giornali e parlare a conferenze, riteniamo necessario proibire tali attività e raccomandiamo di trovare un posto di lavoro in un settore non collegato al computing".
Va detto che nel recente passato Mitnick è stato ascoltato addirittura da una delle Commissioni parlamentari americane che si occupano di sicurezza delle infrastrutture informative in qualità di "esperto". Una "testimonianza" che giocherà probabilmente un ruolo importante nell'udienza di oggi.