E l'Antitrust dà ragione a SKY

Sulla blindatura dei decoder denunciata dagli esperti dell'Istituto Ravà i commissari del Garante non hanno dubbi: SKY Italia è nel giusto. Ma non è finita qui

Roma - I giuristi dell'Istituto Tito Ravà devono fare i conti in queste ore con il rigetto del loro esposto da parte dell'Autorità Antitrust: oggetto della questione sono le mosse di SKY Italia sul mercato, con riferimento particolare alla contestata politica di SKY sui decoder.

I giuristi dell'Istituto specializzato in diritto del mercato come si ricorderà avevano predisposto un documento nel quale ricostruivano le vicende dei decoder blindati e il modo in cui SKY si muove sul mercato, modalità da monopolio secondo gli esperti.

Ma l'Authority, che svolge il ruolo di Garante per tutelare gli interessi dei cittadini, ha respinto l'esposto in meno di un mese. Tempi davvero brevi per affermare che il comportamento di SKY è "conforme alla prassi internazionale" e, dunque, che "non sussistono elementi di fatto e di diritto che confortino la tesi dell'abuso di posizione dominante".
Secondo l'Istituto Ravà la decisione dell'Antitrust è discutibile e frettolosa, perché secondo gli esperti di diritto non prende in dovuta considerazione il ruolo dominante di SKY tanto sul piano dei contenuti quanto su quello dei mezzi tecnologici della televisione satellitare, un dominio denunciato anche dalle associazioni dei consumatori che ora punta tutto sulla codifica NDS: come noto da dicembre 2004 SKY prevede di trasmettere soltanto con quella codifica che può essere "letta" esclusivamente dai propri decoder.

Secondo gli studiosi dell'Istituto, SKY agisce al di fuori delle regole della concorrenza ed esistono, a loro parere, i margini per chiedere l'intervento della Commissione europea. Questo perché il comportamento di SKY inibisce il libero commercio infraeuropeo relativamente ai prodotti culturali via satellite.

Rimangono comunque in piedi gli esposti e le denunce presentati fin qui tanto all'Antitrust quanto all'Autorità garante delle TLC da parte di alcuni produttori di tecnologie e delle associazioni del consumo. Su questi le Authority devono ancora esprimersi. Di questi problemi, come noto, non si è parlato nel recente incontro tra il ministro Gasparri e Rupert Murdoch, padrone di SKY.
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