P2P tra diritto d'autore e privacy

di Andrea Lisi (studiodl.it) - Breve sunto dell'affermarsi dei sistemi di condivisione, sulle leggi antipirateria e sull'impatto di questa rivoluzione su autori, editori ed imprese. P2P motore del cambiamento?

Roma - L'avvento delle tecnologie informatiche ha modificato le vecchie metodologie di comunicazione e di condivisione delle conoscenze.
Nell'antichità era la voce degli aedi o dei rapsodi a narrare e a tramandare le gesta degli dei dell'Olimpo e degli eroi greci; successivamente, nella società moderna, la condivisione dei saperi e dei gusti con gli altri individui è stata affidata alla carta e al vinile; oggi la Società Digitale non ha bisogno più di supporti e intermediari e il bit è intrinsecamente condiviso.

La digitalizzazione dell'opera letteraria o musicale sembra portare nella Società dell'Informazione alla morte lenta ed inesorabile degli intermediari tradizionali (editori e discografici): grazie ad Internet e alla sua dimensione globale e aterritoriale si è creato un infinito spazio di fruizione internazionale delle opere dell'ingegno: l'opera non ha più rilevanza quale prodotto di proprietà di qualcuno, ma il nuovo valore è l'accesso al file o a una sua porzione.

Infatti, il suono digitale oggi affidato all'immaterialità del file è riproducibile all'infinito senza rischi di deterioramento qualitativo, è destrutturabile, campionabile e rielaborabile (e la rielaborazione assume un suo autonomo valore: "quando il sampling genera, infatti, un brano nuovo?" è la nuova domanda che si rivolge al giurista esperto di diritto d'autore). Ma soprattutto la immediata riproducibilità del file audio e la sua possibile compressione in file mp3 (senza una apprezzabile diminuzione qualitativa) ha generato il fenomeno globale del file sharing. Tale termine, come noto, indica la piattaforma che permette di scaricare gratuitamente file digitali dai pc di altri individui connessi ad Internet. L'acquisizione dei dati avviene ormai tra due utenti finali (client/client) senza l'intermediazione di un server centrale (quest'ultimo può svolgere soltanto una funzione di "autenticazione" iniziale dell'utente che si collega al sistema): il diritto di proprietà sembra perdere la sua essenza ed evaporare nella condivisione assoluta, in un nuovo comunismo digitale.
Molti software di file sharing, oggi presenti in Rete e dalla stessa liberamente scaricabili, vengono utilizzati dai cybernauti per la trasmissione in forma gratuita (tali sistemi sono anche definiti, infatti, peer to peer) di svariati tipi di file, da quelli musicali MP3 ai filmati video, dagli spartiti agli appunti per gli esami, dai software a loghi e suonerie.

Pertanto, quanto acquisito dall'utente viene incamerato nella memoria del computer e la copia è identica all'originale, il tutto senza preoccuparsi troppo dell'antiquato copyright.
5 Commenti alla Notizia P2P tra diritto d'autore e privacy
Ordina