Abbattuto il COPA antiporno

La legge americana pensata per evitare che i minori accedano alla pornografia in rete si scontra con le libertà del Primo Emendamento. Una bocciatura secca perché la norma non è costituzionale

Philadelphia (USA) - Incostituzionale: non c'è appello per la legge americana pensata per evitare che i minori accedano a siti pornografici. I tre giudici di una corte d'appello di Philadelphia hanno infatti deciso all'unanimità di annullare l'efficacia del Child Online Protection Act (COPA).

Per le organizzazioni che si battono per i diritti civili, che hanno dimostrato al tribunale l'inesistenza di sistemi sicuri per "tenere fuori" i minori da certi siti e messo in luce tutti i problemi di sovranazionalità dei siti internet, si tratta di un successo storico. Arriva infatti a due anni da un'altra vittoria campale, quella contro il Communications Decency Act, un'altra legge che avrebbe potuto limitare gravemente la libertà di espressione online.

Per il Congresso, e per il presidente Bill Clinton che quella legge aveva firmato, si tratta invece di un doloroso passo indietro che mette in luce le difficoltà di decidere su una materia tanto delicata per la natura stessa della rete. Alcuni parlamentari hanno già annunciato che torneranno a lavorare su un testo in grado di passare lo screening dei tribunali mentre le associazioni delle famiglie si scagliano contro la decisione della corte d'appello?
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