Tariffe pubblicizzate con il trucco?

L'autorità per le garanzie nel mercato sostiene che le promozioni delle compagnie di telecomunicazione non brillano per chiarezza. Dichiarazioni a metà tra reprimenda e avvertimento

Tariffe pubblicizzate con il trucco?Roma - Una lira e mezza al secondo, 22 lire ogni cento scatti virtuali, 47 lire di ricarica per ogni 96 spese a chiamare un telefonino da un telefono fisso: le follie dello scontro tariffario tra i diversi operatori italiani si traducono in una comunicazione agli utenti sempre più difficile e in una trasparenza sempre minore. Questa la rilevazione dell'Antitrust che ha ieri redarguito tutti gli operatori indistintamente, colpevoli di non riuscire a comunicare le tariffe "vere" agli utenti.

Tutti i carrier, di telefonia mobile e fissa, spendono moltissimo in pubblicità. Promozioni che non servono solo ad affermare un brand ma anche ad illustrare le novità tariffarie che si susseguono incessantemente.

Secondo l'Antitrust, è necessario recuperare in trasparenza e quindi in correttezza. In particolare, all'autorità per le garanzie della concorrenza e del mercato ritengono che i prezzi indicati non debbano essere "Iva esclusa" ma anzi comprendere tutti gli oneri che rappresentano, in modo che il cliente abbia la possibilità di capire e scegliere. Per dirla con il burocratese ufficiale: "E ' indispensabile che d'ora innanzi gli operatori pubblicitari assicurino non solo la completezza ma anche la chiarezza delle informazioni relative al prezzo del servizio, evitando di scorporarne gli oneri fiscali e indicando, con adeguata evidenza grafica e sonora, tutte le componenti che concorrono al suo calcolo e il meccanismo di tariffazione adottato".
Va ricordato che innumerevoli volte, nell'ultimo anno, l'Autorità è intervenuta per condannare questa o quella pubblicità, generalmente su segnalazione delle associazioni dei consumatori più attente su questo fronte.