Più vicine le taglie anti-spammer

I suggerimenti degli esperti vengono ora presi in seria considerazione dalla Commissione americana sul commercio che ipotizza l'uso di taglie fino a 250mila dollari

Washington (USA) - L'idea che per dare la caccia agli spammer occorra spingere alla delazione chi li conosce e motivare gli hacker si sta facendo strada a Washington. La FTC, la Commissione federale sul commercio, è infatti tornata su un argomento che da tempo sta a cuore di molti esperti antispam.

Secondo FTC se si volesse utilizzare il meccanismo delle taglie sugli spammer, già oggetto di una proposta di legge per ora ferma al Congresso, bisognerebbe stanziare fondi ingenti. In particolare FTC suggerisce che ci vogliano taglie fino a 250mila dollari per raggiungere obiettivi apprezzabili.

Lo spam, che secondo BrightMail si appresta a conquistare l'80 per cento di tutta la posta elettronica circolante, viene considerato un danno economico ingente per tutti gli operatori di rete oltreché ormai ben più di un fastidio per la stragrande maggioranza degli utenti internet.
Le taglie non sono indirizzate, evidentemente, a coloro che abitualmente segnalano i casi di abuse o a chi mantiene le liste di blocco antispam. Devono essere pensate, secondo la FTC, per spingere chi ha grandi competenze tecniche a mettersi sulle tracce degli autori dello spam e chi eventualmente li conosce a segnalarli alle autorità. "La commissione - si legge in una nota trasmessa al Congresso - non ritiene che la grande maggioranza di consumatori che inoltrano ogni giorno 300mila esempi di spam al database antispam della FTC possano rappresentare una buona fonte per le informazioni necessarie".

Oltre alla taglia, FTC consiglia anche di adottare una immunità per i delatori che dovrebbe essere assicurata anche qualora non si riesca ad agire penalmente contro gli spammer individuati.

Difficile dire oggi se il Congresso adotterà le taglie e la stessa FTC si è ben guardata dal prevedere benefici da questo sistema, limitandosi a calcolare "quanto" potrebbe costare alle tasche del governo.

Va detto che secondo molti esperti, come il professore di Stanford Lawrence Lessig, le taglie pur non rappresentando "la soluzione finale" possono però consentire di individuare alcuni di coloro che abusano più massicciamente della rete globale.
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