Fine del gratis/ Chiude ListBot

Il sistema per la gestione di mailing list gratuite verrà chiuso ai primi di agosto Sulla stessa via già si trovano Yahoo.com, X-drive, TheCounter, eBay e altri. La rete gratis si restringe rapidamente

Fine del gratis/ Chiude ListBotWeb - ListBot.com, uno dei più celebri ed utilizzati servizi online per la creazione e gestione di mailing list gratuite da parte degli utenti internet, chiude il 6 agosto.

L'annuncio arriva come una nuova clamorosa "mannaia" sulla testa dei numerosissimi utenti che in tutto il mondo hanno utilizzato il servizio gratuito che, ora, vista la contrazione del mercato, viene chiuso da Microsoft e solo parzialmente sostituito, con accesso aperto alle piccole aziende o con i servizi di MSN.

Il calendario della chiusura, che dovrà essere seguito con particolare attenzione non solo dagli iscritti alle mailing list quanto soprattutto dai più di 90mila che che gestiscono mailing list attraverso ListBot, prevede che dal 6 agosto cessino le funzionalità del servizio. Fino al 20 agosto, però, gli amministratori potranno scaricare tutti i dati relativi ai servizi messi in piedi tramite ListBot. Dopo quella data, avverte l'annuncio di dismissione, tutti i dati sui server non saranno più disponibili.
Le alternative per chi vuole comunque continuare a gestire mailing list gratuite per fortuna ce ne sono. Basti pensare a Coolist e soprattutto a Yahoo Groups che ha già "fuso insieme" le eredità di due servizi, ONEList ed eGroups, che hanno fatto la storia delle mailing list gratuite su Web e che oggi non esistono più.

Ma dopo la chiusura di ListBot da parte di Microsoft è lecito chiedersi con maggiore attenzione quanto possano durare i servizi di community di questo genere che, fino ad oggi, sono stati realizzati dalle imprese nella speranza che potessero essere ripagati dalla pubblicità, infilata in tutte le email scambiate, e dalla fidelizzazione dell'utente a certi servizi online.

La contrazione del mercato della pubblicità online e le crescenti spese di gestione dovute anche all'aumento costante degli utenti internet non sembrano lasciare molti spazi di manovra. Lo stesso Yahoo.com di recente ha annunciato che non avrebbe sostenuto "ad libitum" tutti i gruppi basati su tematiche erotiche. Una presa di posizione che ha scatenato la rivolta dei gestori e degli utenti di quelle mailing list e gruppi online.
120 Commenti alla Notizia Fine del gratis/ Chiude ListBot
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  • «C'è una battaglia in corso: tra chi usa Internet in modo interattivo e le compagnie che vorrebbero normalizzare la rete, riducendola a un mass media come gli altri»

    Non è scritto sui volantini del Genoa Social Forum, ma sul Corriere della Sera di oggi, a pagina 27.
    L'autore della frase non è un hacker finlandese, ma Ian Clarke, fondatore di Freenet...
    non+autenticato
  • e' solo questione di tempo. tutti i casi elencati da PI fanno riflettere, per fortuna ci sono ancora alternative.
    presto non sara' piu' cosi', la banda costa, i server costano, i contenuti costano e l'utente non paga una lira. non durera'.
    non+autenticato
  • - Scritto da: francamen
    > e' solo questione di tempo. tutti i casi
    > elencati da PI fanno riflettere, per fortuna
    > ci sono ancora alternative.
    > presto non sara' piu' cosi', la banda costa,
    > i server costano, i contenuti costano e
    > l'utente non paga una lira. non durera'.

    Si ma tu vaglielo a spiegare agli utenti che devono tirare fuori anhe solo due lire. Sono abituati *male* e preferiranno roba di bassa qualita' piuttosto che sganciare anche solo mille lire.
    non+autenticato
  • E' ovvio....
    ...è contro ogni logica di mercato..... il Keynes si rivolterà nella tomba...... Sorride))
    Finalmente non vedremo più investimenti (in perdita) per bischerate tipo le suonerie dei cellulari et similia, ma useremo internet (a pago) per servizi seri !

    - Scritto da: francamen
    > e' solo questione di tempo. tutti i casi
    > elencati da PI fanno riflettere, per fortuna
    > ci sono ancora alternative.
    > presto non sara' piu' cosi', la banda costa,
    > i server costano, i contenuti costano e
    > l'utente non paga una lira. non durera'.
    non+autenticato
  • Ma non siete capaci nemmeno a leggere il giornale ed a copiare?
    In questo articolo vi sono imprecisioni e notizie non vere a volonta'. Ma chi l'ha scritto, Pinocchio?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Geppetto

    > Ma non siete capaci nemmeno a leggere il
    > giornale ed a copiare?
    > In questo articolo vi sono imprecisioni e
    > notizie non vere a volonta'. Ma chi l'ha
    > scritto, Pinocchio?

    Scusa, gentilmente, illumeneresti noi lettori che non son svegli quanto te documentando quel che affermi ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Geppetto
    > Ma non siete capaci nemmeno a leggere il
    > giornale ed a copiare?
    > In questo articolo vi sono imprecisioni e
    > notizie non vere a volonta'. Ma chi l'ha
    > scritto, Pinocchio?

    uh! riconosco lo stile.
    non sei quel rosicone che ce l'aveva con il pezzo su aruba?
    l'impianto neurale (?) sembra lo stesso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: AHAHAHAH

    > - Scritto da: Geppetto

    > > Ma non siete capaci nemmeno a leggere il
    > > giornale ed a copiare?
    > > In questo articolo vi sono imprecisioni e
    > > notizie non vere a volonta'. Ma chi l'ha
    > > scritto, Pinocchio?
    >
    > uh! riconosco lo stile.
    > non sei quel rosicone che ce l'aveva con il
    > pezzo su aruba?
    > l'impianto neurale (?) sembra lo stesso.

    No no
    non+autenticato
  • Io penso che questa voce sparsa sulla fine del gratis sia stata messa in circolazione ad arte.
    Internet è *nata* per *condividere* risorse e conoscenze, basando il suo sviluppo su quella filosofia che oggi si chiama Open Source ma che allora era *l'unica* mentalità accettabile.
    Lo sbarco in rete, massiccio, da una parte delle aziende che ritenevano di aver trovato un nuovo Eldorado e dall'altra di un'utenza proveniente dalla televisione (e quindi interessata solo a RICEVERE, acriticamente e supinamente), ha creato lo spazio per lo sviluppo di una mentalità "farisea".
    Le aziende hanno investito quantità irragionevoli di soldi per creare servizi ridicoli (ma molto attrattivi per l'ex teledipendente), per infarcire la rete di brochures aziendali, per "esserci"...
    Ora presentano il conto.
    Ma il conto è truccato: si cerca di far pagare servizi utili e poco costosi, per finanziare le sciocchezze, per sostenere crescite di borsa assolutamente fuori dal mondo (quando un titolo in 6 mesi cresce dell'800% significa che qulcuno sta per prenderselo nel c***)...
    In realtà io penso che la rete non possa che essere, nella sua sostanza, *gratuita*, perché, prima delle leggi del mercato e del profitto, ci sono altre regole, che fanno si che i files MP3 continuino a circolare alla grande, nonostante la chiusura di Napster, che il "file sharing" stia diventando una realtà di tale dimensione da uscire dal ristretto gruppo degli utenti "sgamati" e da diventare di massa, che il 90% delle pagine web sia visibile gratuitamente...
    Vogliono far pagare gli SMS?
    Beh, precisiamo: gli SMS vogliono farli pagare IN ITALIA...
    Conosco almeno 5 siti i cui gestori continueranno a regalarli...
    Vogliono far pagare le suonerie dei cellulari? Ma qualcuno si rende conto di quanto la cosa sia ridicola? Qualcuno se la sente di dirlo al dirigente della SIAE che ha partorita sta cosa?
    Le mailing list chiudono? I contatori smettono di funzionare? Chi si definisce Webmaster dovrebbe essere in grado di provvedere in proprio...
    Chi fa siti su Geocities dovrebbe preoccuparsi di ben altro che non della mancanza del contatore...

    Il vero problema è che si sta spingendo in tutti i modi per far credere agli utenti che la rete debba essere pagata... che qualsiasi cosa in rete debba essere pagata, che qualsiasi moda, anche la più stupida, sia un servizio e, come tale, abbia un valore...

    --Ho visto cose che voi utenti non potete nemmeno immaginare: ho visto web agency chiedere 950 milioni per un sito di calciatori dei gironi amatoriali... ho visto un mio amico scrivere un word processor in due mesi e venderne abbastanza copie da ripagarsi la fatica... ho visto me stesso fare un sito che fa 2500 visitatori al giorno senza spendere una lira (a parte il mio lavoro)...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Franco
    > Io penso che questa voce sparsa sulla fine
    > del gratis sia stata messa in circolazione
    > ad arte.
    > Internet è *nata* per *condividere* risorse
    > e conoscenze, basando il suo sviluppo su
    > quella filosofia che oggi si chiama Open
    > Source ma che allora era *l'unica* mentalità
    > accettabile.

    Strano, pensavo fosse nata come mezzo di comunicazione veloce in caso di guerra. Vabbe', vuol dire che forse ti riferivi in un altro senso al modo in cui e' nata Internet.

    > Lo sbarco in rete, massiccio, da una parte
    > delle aziende che ritenevano di aver trovato
    > un nuovo Eldorado e dall'altra di un'utenza
    > proveniente dalla televisione (e quindi
    > interessata solo a RICEVERE, acriticamente e
    > supinamente), ha creato lo spazio per lo
    > sviluppo di una mentalità "farisea".
    > Le aziende hanno investito quantità
    > irragionevoli di soldi per creare servizi
    > ridicoli (ma molto attrattivi per l'ex
    > teledipendente), per infarcire la rete di
    > brochures aziendali, per "esserci"...
    > Ora presentano il conto.

    E' solo in parte vero perche' ti dimentichi delle realta' di oltreoceano dove invece la gente e' abituata a pagare per qualsiasi servizio, non perche' dalla televisione riceve cose gratis...Tant'e' che in TV paghi i canali che vuoi non e' come in Italia che accendi e guardi.

    > Le mailing list chiudono? I contatori
    > smettono di funzionare? Chi si definisce
    > Webmaster dovrebbe essere in grado di
    > provvedere in proprio...

    Questo e' indubbio, ma il problema serio e' che la grande moda della presenza in Internet ha creato un marea di incompetenti che si appoggiavano a servizi gratuiti proprio perche' incapaci.

    > Chi fa siti su Geocities dovrebbe
    > preoccuparsi di ben altro che non della
    > mancanza del contatore...
    >
    > Il vero problema è che si sta spingendo in
    > tutti i modi per far credere agli utenti che
    > la rete debba essere pagata... che qualsiasi
    > cosa in rete debba essere pagata, che
    > qualsiasi moda, anche la più stupida, sia un
    > servizio e, come tale, abbia un valore...

    Non sono daccordo perche' qui si parla di far pagare cose che a tutti gli effetti sono servizi. Secondo te il Wall Street Journal e' un servizio o una moda?
    Secondo te essere in grado di effettuare ricerche su articoli di giornale (diciamo in Missouri) in archivio da 20 anni dalla propria casetta in Canada e' una moda oppure un servizio che ti risparmia il biglietto aereo ed anche parecchie ore di tempo? E' un servizio e come tale e' giusto pagarlo, sempre che te ne abbia necessita', altrimenti nessuno ti obbliga a pagarlo.

    > --Ho visto cose che voi utenti non potete
    > nemmeno immaginare: ho visto web agency
    > chiedere 950 milioni per un sito di
    > calciatori dei gironi amatoriali... ho visto
    > un mio amico scrivere un word processor in
    > due mesi e venderne abbastanza copie da
    > ripagarsi la fatica... ho visto me stesso
    > fare un sito che fa 2500 visitatori al
    > giorno senza spendere una lira (a parte il
    > mio lavoro)...

    Anch'io spendo del tempo per un sito che di visitatori ne fa 900.000 mila al giorno pero' mi pagano per fare cio' in quanto le persone che vengono sotto abbonate ad un servizio ed essendo un servizio a pagamento si aspettano anche un trattamento serio. Di conseguenza la gente che lavora alla costruzione del servizio deve anche essere pagata.

    Saluti.
    non+autenticato

  • > Strano, pensavo fosse nata come mezzo di
    > comunicazione veloce in caso di guerra.
    > Vabbe', vuol dire che forse ti riferivi in
    > un altro senso al modo in cui e' nata
    > Internet.
    >
    quello era il progetto iniziale... sa quanto me che il progetto è stato dopo breve mollato alle università...
    >
    > E' solo in parte vero perche' ti dimentichi
    > delle realta' di oltreoceano dove invece la
    > gente e' abituata a pagare per qualsiasi
    > servizio, non perche' dalla televisione
    > riceve cose gratis...Tant'e' che in TV paghi
    > i canali che vuoi non e' come in Italia che
    > accendi e guardi.

    il tuo paragone con la televisione americana mi rafforza nella mia convinzione: si tenta di far credere che la rete sia come la tv...
    mentre la rete, nel suo lato "free", si va configurando sempre più come una biblioteca globale...
    sono d'accordo con te che i servizi si pagano: si pagano ragionevolmente (la ragionevolezza del prezzo viene indicata dal mercato), ma io non sarei disposto a pagare per vedere Jerry Scotti...


    > Questo e' indubbio, ma il problema serio e'
    > che la grande moda della presenza in
    > Internet ha creato un marea di incompetenti
    > che si appoggiavano a servizi gratuiti
    > proprio perche' incapaci.

    e questo è uno dei mali maggiori della rete degli ultimi anni: c'è gente che pensa di aver aggiunto qualcosa alla conoscenza depositata in rete (e di poter pretendere qualcosa in cambio) e invece il suo contributo è talmente marginale da essere ridicolo...
    >

    > Non sono daccordo perche' qui si parla di
    > far pagare cose che a tutti gli effetti sono
    > servizi. Secondo te il Wall Street Journal
    > e' un servizio o una moda?
    > Secondo te essere in grado di effettuare
    > ricerche su articoli di giornale (diciamo in
    > Missouri) in archivio da 20 anni dalla
    > propria casetta in Canada e' una moda oppure
    > un servizio che ti risparmia il biglietto
    > aereo ed anche parecchie ore di tempo? E' un
    > servizio e come tale e' giusto pagarlo,
    > sempre che te ne abbia necessita',
    > altrimenti nessuno ti obbliga a pagarlo.

    nessuno lo mette in dubbio...
    il fatto è che quando si strilla allarmati perché la rete non è più free ci si riferisce ad altri: l'ex teledipendente non vuole leggere il WSJournal: vuole la certezza che icq continui a funzionare a gratis...
    e io credo che sia anche giusto (che resti gratuito): se la mirabilis non riesce a quadrare i propri bilanci, forse qualcun altro invece ce la può fare: il fatto è che la "ggente" è stata già convinta che non esistano alternative e se la mirabilis chiede soldi, glieli daranno...
    >
    > > --Ho visto cose che voi utenti non potete
    > > nemmeno immaginare: ho visto web agency
    > > chiedere 950 milioni per un sito di
    > > calciatori dei gironi amatoriali... ho
    > visto
    > > un mio amico scrivere un word processor in
    > > due mesi e venderne abbastanza copie da
    > > ripagarsi la fatica... ho visto me stesso
    > > fare un sito che fa 2500 visitatori al
    > > giorno senza spendere una lira (a parte il
    > > mio lavoro)...
    >
    > Anch'io spendo del tempo per un sito che di
    > visitatori ne fa 900.000 mila al giorno
    > pero' mi pagano per fare cio' in quanto le
    > persone che vengono sotto abbonate ad un
    > servizio ed essendo un servizio a pagamento
    > si aspettano anche un trattamento serio. Di
    > conseguenza la gente che lavora alla
    > costruzione del servizio deve anche essere
    > pagata.

    non metto in dubbio: spero solo che tu non lavori a uno dei tanti portali inutili, stupidi e noiosi che sono la maggior parte di ciò che le NOSTRE aziende hanno saputo tirare su, investendoci cifre spaventose e accorgendosi solo ora di aver buttato soldi al vento... e cercando di farli pagare agli utenti...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Franco

    > > E' solo in parte vero perche' ti
    > dimentichi
    > > delle realta' di oltreoceano dove invece
    > la
    > > gente e' abituata a pagare per qualsiasi
    > > servizio, non perche' dalla televisione
    > > riceve cose gratis...Tant'e' che in TV
    > paghi
    > > i canali che vuoi non e' come in Italia
    > che
    > > accendi e guardi.
    >
    > il tuo paragone con la televisione americana
    > mi rafforza nella mia convinzione: si tenta
    > di far credere che la rete sia come la tv...
    > mentre la rete, nel suo lato "free", si va
    > configurando sempre più come una biblioteca
    > globale...
    > sono d'accordo con te che i servizi si
    > pagano: si pagano ragionevolmente (la
    > ragionevolezza del prezzo viene indicata dal
    > mercato), ma io non sarei disposto a pagare
    > per vedere Jerry Scotti...

    Eh, anche'io pero' dopo aver avuto a che fare con gli utenti di America Online posso veramente dire che la mente umana non finisce mai di stupirmi: sia in positivo che in negativo Sorride
    A me per fortuna fa piacere avere la possibilita' di scegliere e credo che questa non verra' mai a mancare su Internet. Se a te sta bene pagare allora anche te non avrai problemi.


    > nessuno lo mette in dubbio...
    > il fatto è che quando si strilla allarmati
    > perché la rete non è più free ci si
    > riferisce ad altri: l'ex teledipendente non
    > vuole leggere il WSJournal: vuole la
    > certezza che icq continui a funzionare a
    > gratis...
    > e io credo che sia anche giusto (che resti
    > gratuito): se la mirabilis non riesce a
    > quadrare i propri bilanci, forse qualcun
    > altro invece ce la può fare: il fatto è che
    > la "ggente" è stata già convinta che non
    > esistano alternative e se la mirabilis
    > chiede soldi, glieli daranno...

    Beh, Mirabilis fu gia' comprata da AOL nel Giugno 1998 per una bella cifra di $$$$$. Per fortuna non e' ancora a pagamento ma considerando il fatto che AOL ha anche il suo Messaging service, credo sia loro intenzione quella di migrare tutti gli utenti ICQ su AOL e poi chiudere il servizio ICQ in maniera definitiva. Spero di no, ma dubito sia diversamente.

    > non metto in dubbio: spero solo che tu non
    > lavori a uno dei tanti portali inutili,
    > stupidi e noiosi che sono la maggior parte
    > di ciò che le NOSTRE aziende hanno saputo
    > tirare su, investendoci cifre spaventose e
    > accorgendosi solo ora di aver buttato soldi
    > al vento... e cercando di farli pagare agli
    > utenti...

    No per fortuna/sfortuna non ho mai lavorato a progetti web related in Italia. Lavoro alla McAfee.com e posso solo dire che mi dispiace che in Italia il concetto di commercio elettronico non abbia preso piede in maniera seria. Putroppo credo abbia a che fare con la natura diffidente di molti italiani ma questo non sta a me dirlo.

    Resta il fatto che i molti capitali investisti siano andati in fumo non solo in Italia, ma anche altrove. Cio' che mi preoccupa e' che almeno altrove si sta cercando di capire come riparare alla situazione, anche grazie alle leggi di mercato, mentre in Italia la crisi dell'e-commerce ha portato ad un allontamento da questo tipo di industria con conseguente riduzione di possibili posti di lavoro e/o servizi veramente utili all'utente.

    Per dirtene una: a me ancora conviene comprare 6 bottiglie di vino Italiano tramite il sito internet di un importatore che sta qui in California rispetto allo stesso vino comprato su siti Italiani......Forse e' il volume che fa la differenza o forse le spese di spedizione. Fatto sta che continuo a comprare roba Italiana tramite siti stranieri....Mi dispiace un casino.
    non+autenticato
  • > Eh, anche'io pero' dopo aver avuto a che
    > fare con gli utenti di America Online posso
    > veramente dire che la mente umana non
    > finisce mai di stupirmi: sia in positivo che
    > in negativo Sorride
    > A me per fortuna fa piacere avere la
    > possibilita' di scegliere e credo che questa
    > non verra' mai a mancare su Internet. Se a
    > te sta bene pagare allora anche te non avrai
    > problemi.

    io non ho alcun problema a pagare, per servizi veri e a un prezzo ragionevole...
    non sono disposto a pagare per ListBot (che peraltro non sapevo neanche cosa fosse, fino a oggi...), preferisco passare due nottate sul fido portatile e scrivermi il mio gestore di ml (in un altro angolo di questo forum lo metto a disposizione gratuitamente, come altri hanno fatto con me).
    COMPRO regolarmente servizi di hosting, di housing e altro (programmi, consulenze...).
    Sviluppo motori per siti web: avrei potuto scegliere tecnologia M$, ma ho preferito Unix perché non ero disposto a pagare cifre esorbitanti per un prodotto di qualità scadente, avendo a disposizione un prodotto ottimo e GRATUITO e sono felice di ripagare la comunità che me lo permette mettendo a disposizione tutto quel (poco) che so... guadagno bene, maneggiando esclusivamente prodotti free (nel senso di open e nel senso di gratuiti).
    Sull'unico Winz di cui dispongo NON ho istallato M$Office: uso 602Text e 602Tab e ne sono immensamente felice: veloce, piccolo, funzionale e GRATUITO...
    A questo proposito: credo che la Software602 (che è un'azienda e non un gruppo di hackers) abbia comunque i suoi ritorni economici e che NON stiano affatto lavorando per regalarmi un word processor; penso invece che il loro modello di business sia diverso (e più evoluto) di quello della M$...

    > Beh, Mirabilis fu gia' comprata da AOL nel
    > Giugno 1998 per una bella cifra di $$$$$.
    > Per fortuna non e' ancora a pagamento ma
    > considerando il fatto che AOL ha anche il
    > suo Messaging service, credo sia loro
    > intenzione quella di migrare tutti gli
    > utenti ICQ su AOL e poi chiudere il servizio
    > ICQ in maniera definitiva. Spero di no, ma
    > dubito sia diversamente.

    probabilmente ho fatto un esempio infelice: non seguo più da anni gli instant messaging e non ricordavo della vicenda AOL...


    > No per fortuna/sfortuna non ho mai lavorato
    > a progetti web related in Italia. Lavoro
    > alla McAfee.com e posso solo dire che mi

    e questo spiega perché scrivi a quest'oraSorride

    > dispiace che in Italia il concetto di
    > commercio elettronico non abbia preso piede
    > in maniera seria. Putroppo credo abbia a che
    > fare con la natura diffidente di molti
    > italiani ma questo non sta a me dirlo.

    il motivo credo sia differente.
    Aneddoto: una mia zia, tanti anni fa, comprò un servizio da caffè su PostalMarket: gli arrivarono tutte le tazze sbeccate e non gli furono mai sostituite... non solo, al mercato rionale trovò lo stesso servizio a 10.000 lire...
    Internet ha solo aggravto la situazione, pretendendo di creare nuovi modelli distributivi basati su logiche fallimentari da sempre...
    Le aziende italiane sono sbarcate su Internet £alla garibaldina", senza progettualità e pesso senza neanche conoscere il mezzo...
    Ripeto: cifre esorbitanti sono state buttate al vento su delle czzate senza senso e, ora, si cerca di riequilibrare i bilanci facendo pagare le stupidaggini...
    Le banche, per dire: tutte le banche italiane hanno il web banking e hanno speso cifre *PAZZESCHE* per averlo: un dirigente di una importante banca nazionale mi confidava l'altro giorno che, in tutta italia, hanno un centinaio di web-conti, e con poche centinaia di klire...

    > Resta il fatto che i molti capitali
    > investisti siano andati in fumo non solo in
    > Italia, ma anche altrove.

    che sia avvenuto anche altrove è logico: rimane il fatto che si cerca di far pagare all'utente il conto di politiche dissennate...

    >Cio' che mi
    > preoccupa e' che almeno altrove si sta
    > cercando di capire come riparare alla
    > situazione,

    Se le soluzioni di cui parli sono WinzXp, la misure antipirateria, l'atteggiamento delle major discografiche e cose simili, sono sinceramente molto perplesso... o l'ultima pensata di Barnes & Noble di vendere (credo) a 18$ i classici della letteratura (leggi=i fondi di magazzino) in formato elettronico, senza sapere che il Gutemberg Project mette a disposizione gli stessi testi A GRATIS...

    > anche grazie alle leggi di
    > mercato, mentre in Italia la crisi
    > dell'e-commerce ha portato ad un
    > allontamento da questo tipo di industria con
    > conseguente riduzione di possibili posti di
    > lavoro e/o servizi veramente utili
    > all'utente.

    io, paradossalmente, sono ottimista: vedo sempre più gente che si rivolge alle grosse web factory e poi viene da me che costo un decimo e faccio le stesse cose...


    > Per dirtene una: a me ancora conviene
    > comprare 6 bottiglie di vino Italiano
    > tramite il sito internet di un importatore
    > che sta qui in California rispetto allo
    > stesso vino comprato su siti
    > Italiani......Forse e' il volume che fa la
    > differenza o forse le spese di spedizione.
    > Fatto sta che continuo a comprare roba
    > Italiana tramite siti stranieri....Mi
    > dispiace un casino.
    docresti provare le cipolle di Tropea: avevo il link, ma non lo trovo più
    :)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Franco

    > io non ho alcun problema a pagare, per
    > servizi veri e a un prezzo ragionevole...
    > non sono disposto a pagare per ListBot (che
    > peraltro non sapevo neanche cosa fosse, fino
    > a oggi...), preferisco passare due nottate
    > sul fido portatile e scrivermi il mio
    > gestore di ml (in un altro angolo di questo
    > forum lo metto a disposizione gratuitamente,
    > come altri hanno fatto con me).
    > COMPRO regolarmente servizi di hosting, di
    > housing e altro (programmi, consulenze...).
    > Sviluppo motori per siti web: avrei potuto
    > scegliere tecnologia M$, ma ho preferito
    > Unix perché non ero disposto a pagare cifre
    > esorbitanti per un prodotto di qualità
    > scadente, avendo a disposizione un prodotto
    > ottimo e GRATUITO e sono felice di ripagare
    > la comunità che me lo permette mettendo a
    > disposizione tutto quel (poco) che so...
    > guadagno bene, maneggiando esclusivamente
    > prodotti free (nel senso di open e nel senso
    > di gratuiti).
    > Sull'unico Winz di cui dispongo NON ho
    > istallato M$Office: uso 602Text e 602Tab e
    > ne sono immensamente felice: veloce,
    > piccolo, funzionale e GRATUITO...
    > A questo proposito: credo che la Software602
    > (che è un'azienda e non un gruppo di
    > hackers) abbia comunque i suoi ritorni
    > economici e che NON stiano affatto lavorando
    > per regalarmi un word processor; penso
    > invece che il loro modello di business sia
    > diverso (e più evoluto) di quello della
    > M$...

    Allora vedo sono sicuro che non te non debba preoccuparti di nulla in quanto sai fare le tue scelte in base a cio' che ti serve e quindi troverai sempre il modo di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo (economico). E come te tanti altri addetti ai lavori.
    Credo che invece per gli utenti meno abituati a pagare, e mi riferisco anche ai servizi esterni alla rete, queste news possano costituire un problema. A me piace piu' pensare ad un servizio utile ma a pagamento.

    > il motivo credo sia differente.
    > Aneddoto: una mia zia, tanti anni fa, comprò
    > un servizio da caffè su PostalMarket: gli
    > arrivarono tutte le tazze sbeccate e non gli
    > furono mai sostituite... non solo, al
    > mercato rionale trovò lo stesso servizio a
    > 10.000 lire...
    > Internet ha solo aggravto la situazione,
    > pretendendo di creare nuovi modelli
    > distributivi basati su logiche fallimentari
    > da sempre...

    Beh, anche qui e' perche' in Italia c'e' una profonda differenza rispetto al paese dal quale questo sistema l'abbiamo copiato. Negli States la gente e' abituata a certe "return policies" che in Italia sono pura fantascienza. In qualsiasi negozio (diciamo di abbigliamento) puoi restituire qualsiasi capo entro 30 giorni per qualsiasi motivo..anche solo perche' non ti piace piu' o ti serviva per una serata sola. Stessa cosa ho fatto per una scheda video ed un processore che mi serviva solo per un test. Queste policies vengono anche applicate agli acquisti on-line e via telefono, in maniera molto diversa da come invece avviene in Italia.

    > Le aziende italiane sono sbarcate su
    > Internet £alla garibaldina", senza
    > progettualità e pesso senza neanche
    > conoscere il mezzo...
    > Ripeto: cifre esorbitanti sono state buttate
    > al vento su delle czzate senza senso e, ora,
    > si cerca di riequilibrare i bilanci facendo
    > pagare le stupidaggini...
    > Le banche, per dire: tutte le banche
    > italiane hanno il web banking e hanno speso
    > cifre *PAZZESCHE* per averlo: un dirigente
    > di una importante banca nazionale mi
    > confidava l'altro giorno che, in tutta
    > italia, hanno un centinaio di web-conti, e
    > con poche centinaia di klire...

    In questo concordo con te: secondo me molte aziende sono sbarcate veramente senza una pianificazione tant'e' che anche le regolamentazioni in materia mancano al giorno d'oggi proprio perche' non si capisce bene il sistema su cui si basa il commercio elettronico. La cosa che mi manda in bestia delle banche e' che io da qui non posso aprire un conto per il trading on-line perche' devo presentarmi fisicamente in una filiale di una banca italiana. Risultato: dall'Italia posso aprire un conto in America mentre dall'America non posso aprire un conto in Italia.....E cosi' nessun altro puo' farlo, neanche investitori stranieri perche' devono fisicamente presentarsi ad uno sportello per aprire un conto......Sara' che non ci fidiamo delle persone? Bah...

    > >Cio' che mi
    > > preoccupa e' che almeno altrove si sta
    > > cercando di capire come riparare alla
    > > situazione,
    >
    > Se le soluzioni di cui parli sono WinzXp, la
    > misure antipirateria, l'atteggiamento delle
    > major discografiche e cose simili, sono
    > sinceramente molto perplesso... o l'ultima
    > pensata di Barnes & Noble di vendere (credo)
    > a 18$ i classici della letteratura (leggi=i
    > fondi di magazzino) in formato elettronico,
    > senza sapere che il Gutemberg Project mette
    > a disposizione gli stessi testi A GRATIS...

    No, parlavo di come gli investimenti oramai siano dirottati solo verso quelle societa' con un business model veramente produttivo in pratica e non solo su di un pezzo di carta. Fialmente la gente ha capito che non basta un ".com" nel nome per attirare capitali: servono modelli seri ed impiegati capaci.

    > dovresti provare le cipolle di Tropea: avevo
    > il link, ma non lo trovo più
    > Sorride

    E allora come faccio Sorride Me tocca mangia' i cipolloni californiani che nun se sanno de niente...
    non+autenticato
  • Solo un IMBECILLE, MA IMBECILLE CON 25 BOLD chuiderebbe listbot.
    Ora grazie a qui cazzoni di Microsof che ci fanno vedere la strada! si ... quella da non prendere.
    Cosa vuol dire la chiusura di questo servizio?
    A un precendete! A si qua la ..... il gratis non tira!!
    CAZZATE CAZZATE CAZZATE.
    E' una politica di microsoft, PERDENTE. Come chiudere i server IRC. Microsoft Windows TV!
    non+autenticato
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