Cellulari, nessuna prova di colpevolezza

Mentre gli scienziati nord-europei spiegano che non ci sono evidenze che indichino rischi per la salute nell'uso del telefonino, in Australia si vara un singolare esperimento

Stoccolma - In una nota congiunta diffusa da centri di ricerca svedesi, norvegesi, danesi, finlandesi ed islandesi, gli scienziati hanno fatto sapere che non ci sono rischi accertati per la salute derivanti dall'uso del telefono cellulare.

"La valutazione delle prove fino a questo momento - si legge nella nota - suggerisce che l'esposizione ad una emissione in radiofrequenza inferiore a quanto previsto dalle linee guida ICNIRP (la commissione internazionale sulla protezione anti-radiazione, ndr.) non provoca effetti nocivi sulla popolazione".

La nota, diffusa alla fine di un convegno dedicato all'argomento che ha riunito i rappresentanti dei cinque paesi nord-europei, vuole essere una risposta alle molte polemiche che da sempre circondano questo argomento.
"Ci sono molti in Svezia e in altri paesi - ha infatti dichiarato un esponente dell'Autorità svedese sulle radiazioni - che ritengono che abbiamo mentito dicendo che non ci sono prove di rischi; così abbiamo pensato fosse utile dimostrare che tutti i paesi della regione hanno raggiunto le stesse conclusioni".

Su un altro fronte della telefonia, quello relativo all'impatto sociale del cellulare, proprio in queste ore in Australia sta per partire un esperimento di notevole interesse. Una delle isole più remote del paese, nella quale la telefonia mobile non è ancora stata introdotta, sarà sottoposta ad un intenso screening che continuerà dopo l'introduzione dei cellulari per almeno 12 mesi.

L'idea del progetto è stata annunciata dal direttore dell'Accademia delle scienze australiana, John Beaton, che ha spiegato come lo scopo sia di verificare effetti possono avere i telefonini sui comportamenti della popolazione, sulle imprese e più in generale sulla società e le istituzioni dell'isola.
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