RIAA sostiene che certi link sono illegali

Nel caso aperto con mp3board.com punta tutto su questo per dimostrare che il motore di ricerca e indice di risorse mp3 viola il copyright quando pubblica link a materiale che può essere pirata

New York (USA) - I discografici americani della RIAA tornano all'attacco e questa volta prendono di mira i link ipertestuali che in certi casi, dicono, devono essere considerati illeciti. Il caso particolare è quello di mp3board.com, sito di motore e indice dedicato ai file musicali mp3. Sito che, tra l'altro, ha querelato la RIAA accusandola di indebite pressioni.

L'esito della causa potrebbe, com'è evidente, avere risvolti importanti. Ancora una volta, infatti, i link ipertestuali a materiale che potrebbe essere pirata vengono considerati a loro volta "complici" dell'illegalità rappresentata dai file illegali veri e propri.

La situazione ricorda da vicino quanto già accaduto tra gli industriali del cinema della MPAA e il sito 2600.com, che combatte per avere la libertà di mettere i link che crede anche se puntano ad un programmino, il DeCSS, sul quale, come noto, Hollywood vede nero.
Va detto che prima di arrivare alla denuncia formale, la RIAA aveva lasciato una "scappatoia" a mp3board.com. Una cosetta da niente: chiudere entro il 2 giugno. Un ultimatum respinto dal sito.