Legale l'e-comm di bootleg

Succede negli USA dove un giudice federale boccia una legge che spediva in carcere chi commercializza registrazioni live. Vince l'e-shop che vende ovunque registrazioni... pirata

New York (USA) - Registrare un concerto dal vivo, trasferirlo su supporto digitale e metterlo in vendita attraverso Internet non rappresenta più un reato negli Stati Uniti, almeno per ora.

A deciderlo è stato un giudice federale statunitense di New York secondo cui la normativa del 1994 che mette al bando la vendita di bootleg non può essere applicata in quanto non prevede un termine temporale passato il quale il commercio di bootleg esce dal meccanismo del copyright. La normativa, ha spiegato il giudice, è incostituzionale.

Di più. Secondo il magistrato la legge rientra nello spirito generale della legislazione sul diritto d'autore ma nei fatti, fornendo "una protezione apparentemente perpetua", si trasforma in quello che ha definito "nascondere gli artisti dietro il copyright".
Il magistrato, che si è espresso in merito al caso di un negoziante che via internet piazza centinaia di diverse registrazioni, ha ricordato che nella maggior parte dei casi il copyright sulle opere decade dopo 70 anni dalla morte dell'autore.

A rendere fallace la legge, secondo il giudice, anche il fatto che il copyright si estende sulle opere come le registrazioni o i libri e non, invece, sui concerti live durante i quali le registrazioni vengono effettuate.

I procuratori di New York che prevedevano di infliggere una condanna al negoziante, hanno preso tempo per esaminare la sentenza con cui si sono detti in sostanziale disaccordo. La stessa posizione è stata espressa anche dai rappresentanti della RIAA.
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