DRM, UE verso la blindatura

Contro l'orientamento espresso dall'industria si è spinto un piccolo drappello di esperti, ma nella stanza dei bottoni si è già mossa l'industria. In arrivo direttive pesanti. Ecco cosa fare

Roma - Negli ultimi mesi, per precisione a luglio, è stato costituito un gruppo di lavoro nell'Unione Europea sui sistemi di Digital Rights Management, denominato "High Level Group on Digital Rights Management", che fa parte dell'iniziativa e-Europe 2005. Come spesso succede in questi casi, alla formazione del gruppo ed ai suoi scopi non è stata data una grande pubblicità, come invece meritava visto il tema fondamentale per le libertà e lo sviluppo dell'ICT.

Il Group, le cui decisioni sono destinate ad impattare fortemente sulle scelte comunitarie in tema di DRM, è caratterizzato dal fatto che a comporlo sono imprese ed operatori coinvolti nella gestione dei diritti digitali. Tra i membri anche nomi come HP, Vodafone, BBC, Nokia, France Telecom. Assume quindi un rilievo particolare l'unica voce dell'HLG che non appartiene a questa categoria, vale a dire il BEUC, l'ufficio di coordinamento europeo delle associazioni dei consumatori.

Vista la curiosa natura del Group, può non sorprendere il fatto che, rispetto alle scelte maggioritarie dell'organismo europeo, tese alla promozione e diffusione pervasiva del DRM, l'unica voce contraria sia stata proprio quella del BEUC che si è dissociato dal documento finale prodotto dall'HLG. Un documento che peraltro non cita nemmeno il contributo prodotto dal BEUC.
Il Final Report del Group (vedi qui le considerazioni dell'HLG in formato pdf) viene considerato della massima importanza proprio perché condizionerà come accennato le scelte europee. Tre i punti individuati come fondamentali dal gruppo di lavoro: risoluzione dei problemi di interoperabilità tra i diversi sistemi DRM, creazione di modelli di business basati su DRM e gestione della migrazione verso servizi legali.

Tra gli esperti italiani che hanno proposto una "visione diversa" sulla questione, Marco Calamari, Andrea Glorioso e Marco Ciurcina, da sempre impegnati sul fronte delle libertà tecnologiche, hanno prodotto un documento che è ora stato inoltrato all'HLG (qui in formato pdf).

Il rapporto degli esperti italiani, pubblicato sul sito dedicato dell'Unione Europea assieme a quelli di tutti coloro che hanno partecipato alla consultazione pubblica, critica le modalità di formazione e di lavoro dell'HLG e la mancata apertura alla "società civile" su temi tanto importanti per il presente e il futuro dei cittadini europei. Un lungo lavoro di indagine che "smonta" punto per punto le certezze su cui l'HLG ha costruito la propria posizione.

"Assumere dal principio che i vecchi modelli di business siano assolutamente insostituibili e farne discendere una necessità logica di implementare dei meccanismi DRM - si legge nel rapporto - è al tempo stesso intellettualmente poco onesto e foriero di potenziali sprechi, laddove verranno investite ingenti risorse di ricerca e sviluppo (per esempio, nell?interoperabilità di sistemi DRM differenti) che potrebbero essere più utilmente impiegate".

"Poichè le conclusioni di questo gruppo di lavoro forgeranno una parte rilevante delle infrastrutture informatiche di domani - ha spiegato Marco Calamari a Punto Informatico - e presentano gravi pericoli per la privacy e le libertà digitali, ne consiglio vivamente la lettura".

Infine assai critica, come accennato, anche la posizione del BEUC che nel proprio documento (qui in pdf) pone in premessa una dichiarazione che sembra gettare ulteriore luce sulle modalità con cui l'Europa si prepara ad abbracciare il DRM: "Molta parte del dibattito sul DRM si focalizza sulla tutela dei detentori dei diritti, e implica che i consumatori possono avere solo quei diritti che vengono loro offerti da un contratto o da una licenza, oppure da eccezioni molto limitate concesse dalla legge, ma non obbligatorie. Rifiutiamo questo approccio e riteniamo che i consumatori debbano avere certi chiari diritti nel mondo digitale, diritti che devono essere rispettati dai detentori del diritto d'autore".

Cosa fare dunque?
Una prima azione può essere costituita dalla partecipazione ad un seminario che si terrà sull'argomento a Cambridge (UK) il prossimo 9 e 10 ottobre, organizzato da FIPR (Foundation for Information Policy Research) con l'aiuto economico di OSI (Open Society Institution). Un'occasione che consentirà a molti soggetti che finora non hanno potuto dire la loro di partecipare al processo di formazione delle future direttive europee sul DRM.

In questo senso si sta muovendo Glorioso, quale technical manager di Media Innovation Unit - Firenze Tecnologia, invitato al seminario (la cui partecipazione è comunque libera e gratuita), che ha lanciato una chiamata per commenti sulla mailing list del progetto CopyWhat. "Mi piacerebbe molto - ha scritto - poter arrivare a questo incontro avendo in mano una posizione comune tra tutti coloro che, in Italia e negli ultimi anni, si sono battuti e si stanno battendo per un atteggiamento politico, sociale e legislativo meno rigido nei riguardi della protezione del diritto d'autore, che tenga in considerazione sia le reali motivazioni che hanno portato alla nascita del medesimo (bilanciamento tra interesse dell'autore e quello della società tutta) sia il prepotente ingresso in scena delle nuove tecnologie".

Chiunque voglia rimboccarsi le maniche è dunque bene che agisca rapidamente perché una prima bozza di documento dovrà essere prodotta entro pochi giorni, al massimo entro il 4 ottobre, in modo da consentire la preparazione al seminario del 9 e 10. Ogni spunto può essere indirizzato a CopyWhat o allo stesso Glorioso (all'indirizzo "sama AT miu-ft PUNTO org").
39 Commenti alla Notizia DRM, UE verso la blindatura
Ordina
  • Convertire il segnale in analogico, ritrasformarlo in digitale e registrarlo. Si perde un pò di qualità, ma almeno non c'è DRM che tenga.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Convertire il segnale in analogico,
    > ritrasformarlo in digitale e registrarlo. Si
    > perde un pò di qualità, ma
    > almeno non c'è DRM che tenga.

    Non necessariamente! dipende anche molto dalla qualita' degli strumenti che usi!
    Basta che sia > o = a quella dello strumento che userai per vederlo alla fine!A bocca aperta
    non+autenticato
  • avanti a tutta forza... io i miei film riuscirò a duplicarli in un modo o nell'altro, dovessi catturare il segnale direttamente sul connettore di uscita della scheda video con un hardware fatto in casa (quindi senza DRM del ca**o) e poi comprimerlo con un codec free sotto linux e con un filtro software che pialla i watermark, e poi ci piazzo i titoli di testa che dicono "liberamente distribuibile"... e poi voglio vedere che fine fanno i loro DRM...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > avanti a tutta forza... io i miei film
    > riuscirò a duplicarli in un modo o
    > nell'altro, dovessi catturare il segnale
    > direttamente sul connettore di uscita della
    > scheda video con un hardware fatto in casa
    > (quindi senza DRM del ca**o) e poi
    > comprimerlo con un codec free sotto linux e
    > con un filtro software che pialla i
    > watermark, e poi ci piazzo i titoli di testa
    > che dicono "liberamente distribuibile"... e
    > poi voglio vedere che fine fanno i loro
    > DRM...

    guarda che se il DRM non verrà implementato in Linux (per motivi tecnici o legali) , te lo puoi sognare di far girare Linux su un pc col drm...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > avanti a tutta forza... io i miei film
    > > riuscirò a duplicarli in un modo
    > o
    > > nell'altro, dovessi catturare il segnale
    > > direttamente sul connettore di uscita
    > della
    > > scheda video con un hardware fatto in
    > casa
    > > (quindi senza DRM del ca**o) e poi
    > > comprimerlo con un codec free sotto
    > linux e
    > > con un filtro software che pialla i
    > > watermark, e poi ci piazzo i titoli di
    > testa
    > > che dicono "liberamente
    > distribuibile"... e
    > > poi voglio vedere che fine fanno i loro
    > > DRM...
    >
    > guarda che se il DRM non verrà
    > implementato in Linux (per motivi tecnici o
    > legali) , te lo puoi sognare di far girare
    > Linux su un pc col drm...

    Sì, ma se in un anno hanno aggirato le (fortissime) protezioni e crittografie dell'xbox, non pensi che riusciranno anche a scardinare i lucchetti dei DRM?
    E cmq qualcuno con una copia di win piratata che si fa onere della conversione in formato non-drm ci sarà (per fortuna!) sempreSorride
    E ovviamente la metterà a disposizione da macchine linux o macA bocca aperta
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > avanti a tutta forza... io i miei film
    > riuscirò a duplicarli in un modo o
    > nell'altro, dovessi catturare il segnale
    > direttamente sul connettore di uscita della
    > scheda video con un hardware fatto in casa
    > (quindi senza DRM del ca**o) e poi
    > comprimerlo con un codec free sotto linux e
    > con un filtro software che pialla i
    > watermark, e poi ci piazzo i titoli di testa
    > che dicono "liberamente distribuibile"... e
    > poi voglio vedere che fine fanno i loro
    > DRM...

    Caro Anonimo,

    senz'altro sara` sempre possibile aggirare le protezioni che i sistemi DRM impongono (in realtà un sistema DRM in sé non impone alcun tipo di protezione, ma non complichiamoci la vita) e sicuramente lo smanettone di turno (l'"hacker" nel senso buono del termine) sara` sempre in grado di vedersi il film o sentirsi la musica protetta.

    Il problema e` che il 99% del mondo *non* e` composto da smanettoni informatici e soprattutto il 95% del mondo non e` in contatto con gli smanettoni informatici.

    Il problema risiede in tutta quella vasta fascia di popolazione mondiale che, se i sistemi DRM cosi` come l'industria discografica/cinematrografica/editoriale li vorrebbe diventassero realta` diffusa, non avranno mai accesso al patrimonio di cultura e conoscenza che le tecnologie digitali mettono a disposizione.

    Ciao e grazie per il tuo commento,

    Andrea Glorioso
    Media Innovation Unit
    Firenze Tecnologia
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Caro Anonimo,
    >
    > senz'altro sara` sempre possibile aggirare
    > le protezioni che i sistemi DRM impongono
    > (in realtà un sistema DRM in
    > sé non impone alcun tipo di
    > protezione, ma non complichiamoci la vita) e
    > sicuramente lo smanettone di turno
    > (l'"hacker" nel senso buono del termine)
    > sara` sempre in grado di vedersi il film o
    > sentirsi la musica protetta.
    >
    > Il problema e` che il 99% del mondo *non* e`
    > composto da smanettoni informatici e
    > soprattutto il 95% del mondo non e` in
    > contatto con gli smanettoni informatici.
    >
    > Il problema risiede in tutta quella vasta
    > fascia di popolazione mondiale che, se i
    > sistemi DRM cosi` come l'industria
    > discografica/cinematrografica/editoriale li
    > vorrebbe diventassero realta` diffusa, non
    > avranno mai accesso al patrimonio di cultura
    > e conoscenza che le tecnologie digitali
    > mettono a disposizione.
    >
    > Ciao e grazie per il tuo commento,
    >
    > Andrea Glorioso
    > Media Innovation Unit
    > Firenze Tecnologia

    Ferma restando la giustezza del discorso in linea di principio, oltre che la giustezza della preoccupazione espressa dal Sig. Andrea Glorioso, mi sento ugualmente di essere ottimista.
    Il fatto, tutt'altro che trascurabile, che esista una cosa come la rete Internet rende il "confinamento della conoscenza" e il confinamento della sua "utilizzabita'" molto ma molto incerti (per nostra fortuna).
    Se e' vero che le conoscenze necessarie per "bucare" certe protezioni, possono essere appannaggio di una minoranza con un alto profilo di skill, e' altrettanto vero che questa minoranza si e' dimostrata capace sino ad ora di mettere a disposizione anche della maggioranza meno "esperta" la possibilita' di sfruttare il patrimonio comune di conoscenze accumulato, e cio', senza che tale sfruttamento implicasse necessariamente come prerequisito lo stesso livello di conoscenze!

    Ne sono esempio concreto proprio i sistemi operitivi e il software libero e quello open source, cosi' come ne e' un esempio l'aggiramento delle protezioni dello scrambler dvd (CSS) che anche un perfetto ignorante puo' utilizzare attualmente!

    Non voglio con questo discorso sottovalutare nessun pericolo ne diminuire l'importanza dell' impegno generosamente e disinteressatamente profuso da tanti nella lotta per la privacy e la liberta'.

    Tuttavia mi pare anche giusto e onesto riconoscere che importanti traguardi sono stati raggiunti e che alcuni di questi hanno modificato in modo NON REVERSIBILE la situazione a nostro vantaggio.
    Per questo motivo (riconoscere quanto di buono si e' fatto col contributo di tutti) e per incoraggiare a continuare senza farsi prendere da "catatonici pessimismi", mi permetto di essere "moderatamente ottimista"... e in tale chiave vorrei leggere l'intervento cui Lei ha dato risposta Sig. Andrea Glorioso

    Distinti e cordiali
    Saluti

    Remo Tabanelli
    non+autenticato
  • > Non voglio con questo discorso sottovalutare
    > nessun pericolo ne diminuire l'importanza
    > dell' impegno generosamente e
    > disinteressatamente profuso da tanti nella
    > lotta per la privacy e la liberta'.
    >
    > Tuttavia mi pare anche giusto e onesto
    > riconoscere che importanti traguardi sono
    > stati raggiunti e che alcuni di questi hanno
    > modificato in modo NON REVERSIBILE la
    > situazione a nostro vantaggio.
    > Per questo motivo (riconoscere quanto di
    > buono si e' fatto col contributo di tutti) e
    > per incoraggiare a continuare senza farsi
    > prendere da "catatonici pessimismi", mi
    > permetto di essere "moderatamente
    > ottimista"... e in tale chiave vorrei
    > leggere l'intervento cui Lei ha dato
    > risposta Sig. Andrea Glorioso

    Se non fossi ottimista e non pensassi che e` possibile "cambiare le cose" non avrei scritto quel documento e non l'avrei inviato alla Commissione Europea.

    Tuttavia, pur condividendo l'invito all'ottimismo, non posso fare a meno di pensare a Keynes, che era solito dire (parafraso a memoria) "si`, sul lungo periodo le cose migliorano, ma sul lungo periodo saremo tutti morti".

    Ciao,

    Andrea Glorioso
    Media Innovation Unit
    Firenze Tecnologia
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > avanti a tutta forza... io i miei film
    > riuscirò a duplicarli in un modo o
    > nell'altro, dovessi catturare il segnale
    > direttamente sul connettore di uscita della
    > scheda video con un hardware fatto in casa
    > (quindi senza DRM del ca**o) e poi
    > comprimerlo con un codec free sotto linux e
    > con un filtro software che pialla i
    > watermark, e poi ci piazzo i titoli di testa
    > che dicono "liberamente distribuibile"... e
    > poi voglio vedere che fine fanno i loro
    > DRM...

    Forse non hai capito bene come funziona.
    Il segnale viaggia codificato, con un algoritmo presumibilmente a chiave asimmetrica, per cui la tua scheda video se non ha dall'altra parte un dispositivo che supporta i DRM neanche comincia a parlarci.... altro che HW fatto in casa. Con i DRM l'intero mercato consumer sarà blindato dalle grande aziende e non solo non esisteranno più gli hobbisti che si fanno i loro circuitini, ma neppure i kit e le riviste tipo Nuova Elettronica, che finiranno a fare le luci dell'albero di natale, altro che amplificatori BF e schede per satellite.
    Se passa (e io credo che ce lo faranno buttare giù a forza di utonti), con una gestione un po' "liberista" alla Murdoch delle chiavi finiremo a usare i computer dell'età della pietra (non a caso ho deciso di non vendere ne buttare quelli che già ho).
    La sola salvezza sarebbe un botto di quelli stratosferici nelle vendite. Se nessuno compra (ma non credo che succederà) allora forse....
    Ma ricordiamoci il peso delle aziende sul mercato informatico. Loro sono ben contente di legare le mani ai dipendenti....salvo poi piangere per la diminuita produttività (ma in italia non sono capaci a misurarla, quindi poco importa).
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Forse non hai capito bene come funziona.
    > Il segnale viaggia codificato, con un
    > algoritmo presumibilmente a chiave
    > asimmetrica, per cui la tua scheda video se
    > non ha dall'altra parte un dispositivo che
    > supporta i DRM neanche comincia a
    > parlarci....

    Forse TU non hai capito come funziona!
    e che DOPO la scheda video (con cui nessuno parla) c'e' il SEGNALE VIDEO ANALOGICO (capisci la parola analogico?) che ti esce bello pulito pulito e che tu ricampioni come cavolo ti pare che ci sia o non ci sia il DRM! (idem dicasi per l'audio dato che prima o poi all'altoparlante ci devi arrivare..)
    Quello che ti sfugge e' che alla fine aal'analogico (liberamente ricampionabile) ti tocca di arrivarci dato che le tue orecchie e i tuoi occhi sono "dispositivi" che percepiscono il mondo in modo analogico!
    Saluti!
    :D
    non+autenticato
  • Secondo me la nuova tattica è quella di sfinire l'utente/consumatore in modo che "liberamente" scelga di non comprare o copiare più nulla.
    non+autenticato
  • CIAO A TUTTI
    Il DRM, alla fine, si tradurra` semplicemente in un Sistema che ci controllera` da cima a fondo, ogni volta che ti collegherai ad Internet verranno verificate tutte le tue Product-Key, e se vorrai Copiarti un Disco, potrai farlo solo se quel Disco e` tuo ed a patto che venga fatto girare sul Computer che lo ha copiato... bello schifo
    DISTINTI SALUTI
    Crazy
    1945

  • - Scritto da: Crazy
    > CIAO A TUTTI
    > Il DRM, alla fine, si tradurra`
    > semplicemente in un Sistema che ci
    > controllera` da cima a fondo, ogni volta che
    > ti collegherai ad Internet verranno
    > verificate tutte le tue Product-Key, e se
    > vorrai Copiarti un Disco, potrai farlo solo
    > se quel Disco e` tuo ed a patto che venga
    > fatto girare sul Computer che lo ha
    > copiato... bello schifo
    > DISTINTI SALUTI

    Finche' esistera' sourceforge.net, io dormo sonni tranquilli: Il DRM e le Product-Keys le lascio a chi si e' fatto "ingabbiare" da una determinato ambiente software ...
    11237

  • - Scritto da: Giambo
    >
    > - Scritto da: Crazy
    > > CIAO A TUTTI
    > > Il DRM, alla fine, si tradurra`
    > > semplicemente in un Sistema che ci
    > > controllera` da cima a fondo, ogni
    > volta che
    > > ti collegherai ad Internet verranno
    > > verificate tutte le tue Product-Key, e
    > se
    > > vorrai Copiarti un Disco, potrai farlo
    > solo
    > > se quel Disco e` tuo ed a patto che
    > venga
    > > fatto girare sul Computer che lo ha
    > > copiato... bello schifo
    > > DISTINTI SALUTI
    >
    > Finche' esistera' sourceforge.net, io dormo
    > sonni tranquilli: Il DRM e le Product-Keys
    > le lascio a chi si e' fatto "ingabbiare" da
    > una determinato ambiente software ...

    Ma che idiozie. Ingabbiare da un ambiente software... mah!
    Guarda, se non riesci a capire che l'open-source è pilotato da interessi commerciali, primo fra tutti quello del monopolio Microsoft che grazie all'open-source che ha fatto in modo di impedire la nascita di prodotti commerciali concorrenti negli OS con Linux, continua pure a vedere le cose con la tua ottusità...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Giambo
    > >
    > > - Scritto da: Crazy
    > > > CIAO A TUTTI
    > > > Il DRM, alla fine, si tradurra`
    > > > semplicemente in un Sistema che ci
    > > > controllera` da cima a fondo, ogni
    > > volta che
    > > > ti collegherai ad Internet verranno
    > > > verificate tutte le tue
    > Product-Key, e
    > > se
    > > > vorrai Copiarti un Disco, potrai
    > farlo
    > > solo
    > > > se quel Disco e` tuo ed a patto che
    > > venga
    > > > fatto girare sul Computer che lo ha
    > > > copiato... bello schifo
    > > > DISTINTI SALUTI
    > >
    > > Finche' esistera' sourceforge.net, io
    > dormo
    > > sonni tranquilli: Il DRM e le
    > Product-Keys
    > > le lascio a chi si e' fatto
    > "ingabbiare" da
    > > una determinato ambiente software ...
    >
    > Ma che idiozie. Ingabbiare da un ambiente
    > software... mah!
    > Guarda, se non riesci a capire che
    > l'open-source è pilotato da interessi
    > commerciali, primo fra tutti quello del
    > monopolio Microsoft che grazie
    > all'open-source che ha fatto in modo di
    > impedire la nascita di prodotti commerciali
    > concorrenti negli OS con Linux, continua
    > pure a vedere le cose con la tua
    > ottusità...

    uhu ! che larghezza di vedute... infatti be.inc è fallita grazie proprio all'open source ? ma valà va... se oggi esistono dei SO diversi da win è perchè sono open...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Ma che idiozie. Ingabbiare da un ambiente
    > software... mah!

    Si chaima "vendor lock-in". Una volta che hai incominciato ad usare Word e Excel sei legato ai loro formati proprietari, sei "ingabbiato".

    > Guarda, se non riesci a capire che
    > l'open-source è pilotato da interessi
    > commerciali,

    ... dagli Alieni Grigi.

    > primo fra tutti quello del
    > monopolio Microsoft

    La folosofia dell'Open Source esiste ben prima della Microsoft.

    > che grazie all'open-source che ha fatto in modo di
    > impedire la nascita di prodotti commerciali
    > concorrenti negli OS con Linux, continua
    > pure a vedere le cose con la tua
    > ottusità...

    A bocca aperta Ma dai, mica crederai veramente a quello che scrivi !
    La Microsoft che foraggia (Come ?) segretamente l'Open Source cosi' che non possano nascere prodotti commerciali (OS/2, Apple, Real, WordPerfect, Netscape, Winamp, Opera, ...) per rubarle il monopolio ? E magari ha foraggiato pure la fondazione Apache cosi' che il loro web-server possa avere uan diffusione tre volte maggiore di IISA bocca aperta ?
    Basta, mi viene il mal di pancia a furia di ridereSorride !

    11237



  • Ma chi sta scrivendo ????

    Capitan Harlock ?


    - Scritto da: Giambo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    >
    > > Ma che idiozie. Ingabbiare da un
    > ambiente
    > > software... mah!
    >
    > Si chaima "vendor lock-in". Una volta che
    > hai incominciato ad usare Word e Excel sei
    > legato ai loro formati proprietari, sei
    > "ingabbiato".
    >
    > > Guarda, se non riesci a capire che
    > > l'open-source è pilotato da
    > interessi
    > > commerciali,
    >
    > ... dagli Alieni Grigi.
    >
    > > primo fra tutti quello del
    > > monopolio Microsoft
    >
    > La folosofia dell'Open Source esiste ben
    > prima della Microsoft.
    >
    > > che grazie all'open-source che ha fatto
    > in modo di
    > > impedire la nascita di prodotti
    > commerciali
    > > concorrenti negli OS con Linux, continua
    > > pure a vedere le cose con la tua
    > > ottusità...
    >
    >A bocca aperta Ma dai, mica crederai veramente a quello
    > che scrivi !
    > La Microsoft che foraggia (Come ?)
    > segretamente l'Open Source cosi' che non
    > possano nascere prodotti commerciali (OS/2,
    > Apple, Real, WordPerfect, Netscape, Winamp,
    > Opera, ...) per rubarle il monopolio ? E
    > magari ha foraggiato pure la fondazione
    > Apache cosi' che il loro web-server possa
    > avere uan diffusione tre volte maggiore di
    > IISA bocca aperta ?
    > Basta, mi viene il mal di pancia a furia di
    > ridereSorride !
    >
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Ma chi sta scrivendo ????

    Uno che ha qualcosa da dire.
    Se tu non hai nulla da dire, torna a guardare il GF5.

    > Capitan Harlock ?

    Bel contributo alla discussione, bravo.
    11237
  • >grazie
    > all'open-source che ha fatto in modo di
    > impedire la nascita di prodotti commerciali
    > concorrenti negli OS
    Si, perché OS/2, Solaris, Beos, Mac e così via (ma visto che li vendono, anche Red Hat e Suse) non esistono e non sono commerciali...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > >grazie
    > > all'open-source che ha fatto in modo di
    > > impedire la nascita di prodotti
    > commerciali
    > > concorrenti negli OS
    > Si, perché OS/2, Solaris, Beos, Mac e
    > così via (ma visto che li vendono,
    > anche Red Hat e Suse) non esistono e non
    > sono commerciali...

    Infatti non sono una minaccia al monopolio Microsoft. OS/2 fu l'unica minaccia e con la moda di Linux non ha avuto più alcuna speranza perchè nessuno voleva pagare un'alternativa, e così l'alternativa sono prodotti non commerciali, mal testati, senza reale supporto industriale ed usati al solo fine di frodare acquirenti e mantenere il monopolio Microsoft.
    I servizi di web hosting montano Linux da anni per evitare di pagare licenze per Unix proprietari, che essendo veramente commerciali avrebbero, con la dovuta volontà da parte delle multinazionali, potuto rappresentare un problema per Microsoft...
    BeOS è praticamente morto. Solaris è in crisi da tempo. AIX di IBM è ancora usato su super computer e server di fascia alta ma la follia di rimpiazzarlo con un mal testato e privo di veri standard clone di Unix come Linux è tragica...
    La Apple appartiene di fatto a Bill Gates e OS X non rappresenta alcuna minaccia al monopolio Microsoft. L'Apple è e resterà un prodotto di nicchia. Quando Gates fece la mossa di farsi svendere la Apple facendo credere di "donare" soldi alla Compagnia, guarda caso, fu proprio nel momento in cui su molte riviste specializzate si parlava della progettazione di un nuovo OS che avrebbe girato anche su x86 ... Cosa che ovviamente Microsoft non avrebbe mai potuto permettere... !

    Red Hat ? Suse ? Società in mezzo fallimento, modelli commerciali moribondi, specchietti per le allodole per grossi movimenti di capitali anzichè sulla vendita di licenze vere e proprio su costi di assistenza e manutenzione dei sistemi e relativi programmi che devono essere ricompilati ad-hoc....
    Standard industriale in grado di minare il monopolio Microsoft? Assolutamente no. Ad oggi di fatto Microsoft detiene oltre il 90% del mercato, tutti gli altri prodotti sono di nicchia. Il fatto di non avere il monopolio su Internet per quanto riguarda i servizi di web hosting che usano server su cui girano versioni di Linux non conta molto, è un prezzo da pagare per evitare che qualche multinazionale possa uscirsene o con un Linux ricostruito da zero e standardizzato oppure con qualsiasi altro OS basato su microkernel che possa ora o mai dar problemi al monopolio Microsoft....

    Poi se non volete vedere la realtà dei fatti continuate pure a credere alle favole....Gates ne sarà sicuramente molto contento.. !Triste
    non+autenticato
  • Hai una visione del mondo peggiore di quella che hanno i lin user più malati...

    A parte il fatto che quando é uscito OS/2 di linux non se ne parlava che in pochi angoletti di qualche newsletter (era appena nato, e c'era solo il kernel), che le aziende che operano con linux attualmente non sono in perdita (MAndrake qualche anno fa, IBM mai), questo discorso può valere solo con la apple, che é un'azienda che Gates può far fallire quando vuole (in pratica no, perché non solo sarebbe azzannato alla gola per i problemi di monopolio di cui sopra, ma anche perché se la papperebbe la IBM).
    Se avesse supportato (e lo facesse ancora) l'opensource sarebbe stato un grosso cieco: rivelare al mondo come si costruisce un sistema operativo equivale a rendere possibile a qualsiasi grossa azienda di costruire un sistema valido, in più sarebbe dare in mano a IBM un'arma più potente dell'OS/2, cosa che é accaduta.

    Linux si tà diffondendo più velocemente di quanto pensi, guarda un'attimo in edicola e fa un raffronto con 2 anni fa.

    Bill con la finanza ci sa fare, non farebbe mai un errore di valutazione così, soprattutto conscio di perdere più della metà dei server, cosa su cui puntava, visto la mossa di imporre IE contro netscape. E appunto netscape: mozilla e compari stanno crescendo molto in fretta.
    Ultima cosa: si sarebbe fornito di molti più (potenziali) brevetti contro linux, che invece (potenzialmente) sono in mano ad IBM.

    Non mi stupirei se ci fosse dietro IBM, ma MS sembra poco probabile.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > rivelare al mondo come si costruisce un
    > sistema operativo equivale a rendere
    > possibile a qualsiasi grossa azienda di
    > costruire un sistema valido,

    Non so cosa succede li' da voi, ma qui qualsiasi laureato in informatica saprebbe costruire un sistema operativo.
    Anche senza parlare finlandeseSorride

    11237
  • Il link corretto al doc di Marco Calamari, Andrea Glorioso e Marco Ciurcina e'
    https://gforge.miu-ft.org/download.php/225/High.Le...
    non+autenticato
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