I fotofonini attaccano l'Islam

Una scomunica ufficiale delle massime autorità religiose dell'Arabia Saudita si aggiunge al divieto totale che colpisce i dispositivi, richiestissimi sul mercato nero

Riad (Arabia Saudita) - Non sono bastate le normative conservatrici e severissime varate dall'oligarchia di Riad a scoraggiare la diffusione dei telefoni cellulari dotati di cam per scattare foto e riprendere brevi video. Ora ad intervenire contro i dispositivi è intervenuto Sheik Abdul Aziz bin Abdullah Al al-Sheik, vale a dire il più alto rappresentante dell'Islam saudita.

La presa di posizione di Aziz equivale ad una scomunica, una grida ripresa dai giornali locali nella quale si afferma che i fotofonini disseminano oscenità nella società musulmana. "Tutti i cittadini - sostiene l'editto ufficiale - devono rinunciare all'uso di questi oggetti perché possono colpire chiunque senza discriminazione".

Non solo, secondo Aziz è necessario agire tempestivamente contro gli utenti dei nuovi cellulari, che dovrebbero essere "immediatamente presi di mira e puniti".
La diffusa diffidenza verso i nuovi telefonini riguarda molti paesi ma in Arabia vi si aggiungono normative restrittive e posizioni religiose ultraconservatrici. Di recente due donne sono state assalite ad un matrimonio per aver scattato delle foto ma non è il solo episodio di cronaca. Ciò nonostante sono in tanti, soprattutto tra i giovani, a cercare questo tipo di cellulare e sul mercato nero non a caso si trovano anche gli ultimi modelli delle principali case costruttrici.
39 Commenti alla Notizia I fotofonini attaccano l'Islam
Ordina
  • vedrete fra un po' quando verranno ad imporlo anche dalle nostre parti!!!!!
    non+autenticato
  • Se chi comanda prende decisioni simili non è detto che la popolazione debba pensarla allo stesso modo.
    Basti pensare a tutte le leggi fatte finora in italia per internet, di cui tanto si discute in questo forum. Mica rispecchiano il pensiero degli italiani!
    Insomma se in un paese ci sono leggi stupide (e nel nostro c'è ne sono tante) non è detto che la gente sia stupida.

    Tornando ai foto-telefonini: quando entra nell'uso comune un nuovo mezzo di comunicazione, chi ha il potere ha due scelte, o lo controlla oppure lo vieta, come è stato fatto in questo caso. In tanti altri stati invece, i mezzi di comunicazione sono controllati, italia compresa (almeno ci provano). Quindi non siamo messi tanto meglio.

    Per quanto possa sembrare assurdo credo che sia un bene che simili leggi siano imposte, così la popolazione prende coscienza del proprio stato e andando avanti in questa direzione, chi ha il potere, potrebbe avvilire la gente al punto di ribellarsi ad una vita privata delle libertà fondamentali. Lo spero per loro, ma anche per noi!
    non+autenticato
  • Per tutti i Talebani del P2P:

    Noi delle brigate anti-SIAE-URBANI etc. dichiariamo che, poiche' il nostro movimento sta conquistando sempre piu' consensi, il nostro obiettivo di distruzione dei mercati occidentali sta per essere raggiunto...

    Prima la musica, poi i film e infine i libri, e non resterà che la televisione, che pero' conquisteremo automaticamentee quando nel vostro paese la cultura non avra' piu' nessun valore perche' glielo avrete tolto proprio voi..

    Chi avra' il computer potra' scambiarsi ancora informazioni e canzonette ma solo fino a quando non toglieremo la corrente elettrica per farvi vanire a pregare alla moschea.

    Chi non lo avra', non avra' piu' possibilita' di comunicare le proprie idee sovversive scrivendo o cantando cose a noi sgradite (bruzzi sara' oscurato per primo?)

    E tutto grazie a coloro che non guardano al di la' del proprio naso...

    Quindi ringraziamo pubblicamente tutti i P2Ppari e tutti coloro che credendo di combattere per la loro liberta', alla fine fanno il nostro gioco....

    Grazie grazie grazie...

    PS

    Solo il Corano potra' essere scambiato in P2P, E TBN e TelePadrePio saranno immediatamente oscurate...


    ALLAH SUPERSTAR
    (di Y.B,)

    -E' difficiile parcheggiare un boeing a MANHATTAN-
    non+autenticato
  • Sempre attente ai problemi dell'ora che volge, le Edizioni del Noce di Camposampiero danno adesso voce ad uno studioso napoletano trapiantato a Treviso, sensibile in modo particolare ai fatti sociali e ai fenomeni religiosi: Carlo Silvano. Del quale l'editrice padovana pubblica "Cristiani e musulmani. Costruire il dialogo partendo dai fatti di borgo Venezia di Treviso" (pp. 88), libro "politicamente scorretto", nel quale si osserva la realtà come si presenta e si traggono le conseguenze relative.

    Non è un pamphlet alla Oriana Fallaci, ma una pacata e serena disamina di una situazione che, al di là delle posizioni che ciascuno di noi può avere di fronte al fenomeno immigrazione (islamica), presenta oggettivamente elementi di preoccupazione.

    Costruire un dialogo fra cristiani e musulmani è - va riconosciuto - molto difficile, perché se per i primi il concetto di laicità, di libertà, di dignità, è fuori discussione e praticato nei comportamenti, nei rapporti, nei fatti, così non è per gli islamici. L'autore fa esempi, cita fonti, e non nasconde certo le preoccupazioni derivanti dai fatti. Uno per tutti.

    Che cosa accadde nella diocesi di Palermo quando il cardinal Pappalardo consentì che una chiesa locale fosse usata dai musulmani come luogo di preghiera? Ecco la risposta di Silvano: «Se il presule fu spinto a compiere questo gesto per carità fraterna ed accoglienza, la stampa tunisina accolse la notizia pubblicando sulle prime pagine frasi quali "La vittoria dell'islam sul cristianesimo. Il cardinale Pappalardo obbligato a trasformare una chiesa in moschea"».

    Ciò, aggiunge l'autore, come ritiene l'egiziano Samir Khalil, dimostra quanto sia ingenuo credere che i musulmani ragionino come i cristiani e aggiunge che talora "porgere l'altra guancia può essere recepito come un invito a schiaffeggiarti, a distruggerti. In nome della solidarietà, della fratellanza o della fede nell'unico Dio sono stati concessi locali parrocchiali - sono sempre espressioni di Khalil riportate dall'autore - o addirittura spazi nelle chiese alle comunità musulmane per la preghiera, dimenticando che per i seguaci di Maometto questo può significare, più che un favore, una resa, una sorta di abdicazione alla propria fede e un implicito riconoscimento alla superiorità dell'islam".

    Un libro, insomma, da leggere, per riflettere dopo avere avuto una informazione puntuale espressa con toni pacati.
    [Giovanni Lugaresi]
    non+autenticato
  • ..con casse di wisky, copie di playboy e lardo di Colonnata. Costa meno di un'invasione ed e` incomparabilmente piu` efficace.
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | Successiva
(pagina 1/3 - 13 discussioni)