Accessibilità, punto di partenza o di arrivo?

di Patrizia Bertini (Accessibile.net) - Perché ancora oggi è così difficile parlare di quello che dovrebbe essere un cardine dello sviluppo del web? Colpa degli anni del far west, dello sboom e delle mode

Roma - Molto spesso quando si parla di Accessibilità si hanno comportamenti differenti e a volte sfugge in cosa consista realmente questo termine. L'Accessibilità è una prospettiva, più che una vera e propria disciplina. E' un modo di interpretare la realtà che porta a una nuova dimensione progettuale.

Una dimensione non casuale, ma causale e influenzata fortemente da dinamiche e forze estremamente distanti e divergenti dai contesti in cui oggi viene utilizzato questo termine. Non è possibile oggi immaginare l'Accessibilità come una nicchia del Web Design, sarebbe riduttivo e approssimativo, non tenendo nella debita considerazione i fattori storici che hanno portato a concettualizzare l'Accessibilità in quanto tale.

E' da 40 anni che se ne parla, sebbene non sempre chiamando le cose con i nomi e le etichette che affibbiamo oggi. Se ne parla da quando per la prima volta fu chiaro a tutti che la società e l'economia stavano cambiando, mutando i baricentri e le forze che governavano e trainavano lo sviluppo economico mondiale. La consapevolezza della nuova società che stava nascendo e la sensibilità per i differenti contesti umani che componevano la nascente società hanno reso necessaria la decodifica di una nuova prospettiva da cui partire per realizzare e portare a compimento nel modo migliore le premesse che si stavano solidificando.
Il termine Accessibilità è nuovo, recente e ancora poco diffuso. Lo si presenta come un valore aggiunto a volte, altre volte viene proposto e vissuto come un punto di arrivo. Le stesse leggi che spuntano lentamente in tutti i paesi del mondo dimostrano come non si sia capito per tempo che l'Accessibilità non è un punto di arrivo, bensì un punto di partenza.

L'accessibilità non è un punto di arrivo per nessuno, perchè nella nuova società essa diviene un pilastro costituente indispensabile e insostituibile. Essa dovrebbe essere la base da cui partire per costruire una nuova comunicazione e una nuova realtà. Non si arriva da nessuna parte con un sito accessibile, ma esso costituisce una tappa essenziale per creare la società dell'Informazione, il contesto in cui, volenti o nolenti, ci troviamo a vivere ed operare.

Molti fattori hanno concorso a creare una visione distorta e imprecisa dell'Accessibilità. Indubbiamente lo sviluppo e la repentina diffusione di un media come Internet hanno giocato un ruolo determinante. Nella storia, nessun altro media ha mai avuto un successo cosi rapido e globale come il Web. Questa rapidità nello sviluppo di Internet non poteva che creare e generare entropia: il Web è stata una febbre che ha coinvolto tutti - dai manager ai ragazzini, dagli intellettuali alle massaie. Il must dei primi anni della massiccia diffusione di Internet era essere online. Poco importava come e ancor meno spesso ci si domandava perchè, l'importante era essere nel mare magnum della rete. E proprio questa frenesia ha rallentato la riflessione e l'analisi del nuovo media, travolto dalla propria stessa forza, permettendo cosi che nascesse e si sviluppasse un Web entropico, anarchico, senza regole e soprattutto senza idee chiare.

Si è assistito cosi allo sviluppo di un Web che imitava la televisione - si pensi all'uso smodato delle animazioni in Flash - ad un Web che ricalcava le brochure cartacee dimenticando l'innovazione dell'interattività che è la peculiarità del media Internet stesso.

Sono serviti tutto sommato pochi anni e lo scoppio della bolla speculativa per capire che Internet è un nuovo media che comporta e veicola le trasformazioni sociali ed economiche di cui si parlava negli ambienti accademici già dagli anni '60. In quanto nuovo media, è necessario capire esattamente i punti di forza e le debolezze di questo media. E l'Accessibilità è una prospettiva fondamentale per questa analisi. L'Accessibilità sta al Web come i programmi di Mike Bongiorno e i film di Totò stanno all'evoluzione linguistica italiana. Se Mike Bongiorno e Totò non avessero aiutato i primi telespettatori italiani negli anni '50 e '60 facendo storiche gaffes, oggi entrate nel gergo quotidiano, commettendo errori linguistici puntualmente corretti e non avessero parlato italiano, la nostra lingua avrebbe richiesto più tempo per diffondersi cosi come è oggi diffusa. Se i primi programmi televisivi fossero stati regionali con trasmissioni in dialetto, oggi l'italiano sarebbe una lingua franca. Se gli italiani non avessero imparato tutti l'italiano, la televisione e gli altri media, giornali e radio, non avrebbero avuto la diffusione che hanno oggi. Insegnare l'italiano era essenziale per permettere a tutti di accedere alle informazioni e alle innovazioni tecnologiche. Si trattava di rendere i media comprensibili a tutti, e quindi Accessibili.

Come l'Italiano è servito da collante per creare la nostra società, cosi l'Accessibilità è analogamente il collante ed il fattore determinante e fondante della nuova società. L'italiano non era tanto un punto di arrivo, quanto un punto di partenza per lo sviluppo della società italiana del dopo-guerra.

Solo, manca per quanto riguarda l'Accessibilità, la cultura e la consapevolezza delle implicazioni reali che essa comporta. Non a breve termine, quanto nell'ottica di una visione più ampia e multidisciplinare da cui non è più possibile prescindere.

Come novelli Ulisse, si naviga a vista: conosciamo la direzione ma non sempre il percorso.

Patrizia Bertini
Accessibile.net
23 Commenti alla Notizia Accessibilità, punto di partenza o di arrivo?
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  • Mi spiace innanzitutto per l'autrice ma, devo dire che l'articolo è scritto troppo in politichese, non si capisce dove si vuole arrivare. Sembra un'accozzaglia di parole forbite semplicemente buttate al vento (voglio ricordare che in generale possiamo definire l'entropia come una grandezza fisica che quantifica l'attitudine a convertirsi in lavoro di una quantità di calore.)

    A mio avviso l'accessibilità come si vuole far credere non è un punto di partenza o di arrivo ma semplicemente un bisogno. Il bisogno di lavorare da parte di alcuni professionisti del web che sono rimasti senza lavoro dopo lo scoppio della "bolla".

    La politica di cui è intriso l'articolo è la stessa che vuol far muovere l'accessibilità ovvero: come spillare soldi agli enti pubblici (e quindi ai cittadini) con del semplice fumo.
    Per far questo è necessario creare la "necessità"; ecco quindi nascere nell'ambiente dei web designers (oramai quasi sul lastrico) un movimento di opinione che farà in modo di accaparrarsi molti dei denari pubblici.

    Perchè, a parte la pubblica amministrazione, a chi serve veramente parlare di accessibilità? A pochi, veramente. Ma mi volete dire perchè il sito http://www.thesims.it dovrebbe essere fatto in modo diverso? Che cosa cambierebbe se fosse "accessibile" ai non vedenti?
    Per rispondere anche ad un intervento, perchè non dovrebbe essere possibile pubblicare il gioco degli scacchi con un'applet?

    E non mi si venga a dire che un sito accessibile viene letto anche da un cellulare ... questo per cortesia non ditelo. Ho visitato accessibile.net ed è pieno di quadratini. Devo dire che è il sito meno accessibile che abbia visitato negli ultimi mesi ...

    Ed infine, perchè si lascia la libertà a ciascuno di realizzare il sito come crede? Perchè vogliamo mettere inutili bollini sui siti? Molte volte le certificazioni servono solo a "rubare" legalmente dei soldi. E' questo che si vuole con l'accessibilità? Sono gli utenti che poi giudicano i siti, non sono i bollini !!! Mettetevelo bene in zucca!!!
    non+autenticato
  • Questo è il primo pezzo di buonsenso che si legge su PI da anni a questa parte... sano, pacato, equilibrato, realistico.
    non+autenticato
  • Sono d'accordo con te sul modo in cui è scritto l'articolo: dopo i primi due paragrafi mi è passata la voglia di leggerlo, nonostante l'argomento mi interessi.

    Però sulla questione dell'accessibilità ti sbagli.

    Il problema non è rendere accessibili TUTTI i siti. Per alcuni non ha senso, in particolare quelli strettamente legati al multimediale, come quello che hai citato.

    Il vero problema è che il concetto di accessibilità deve essere maggiormente diffuso, perché al momento sono inaccessibili moltissimi siti che non hanno alcuna ragione di esserlo, e a volte si tratta di siti di pubblica utilità. Questo è molto grave.
    Ho un amico non vedente, e spesso mi chiede di aiutarlo perché non riesce ad utilizzare qualche sito.

    Ora non mi vengono in mente esempi di siti di pubblica utilità, ma ho incontrato di recente un paio di esempi di siti di attività commerciali che non hanno ragione di essere inaccessibili:

    http://www.porta-portese.it
    Perché rendere il sito navigabile solo tramite un menu non accessibile?

    http://www.levis.com
    Perché non rendere accessibile almeno la sezione per cercare gli indirizzi dei negozi?
  • > Il vero problema è che il concetto di
    > accessibilità deve essere
    > maggiormente diffuso, perché al
    > momento sono inaccessibili moltissimi siti
    > che non hanno alcuna ragione di esserlo, e a
    > volte si tratta di siti di pubblica
    > utilità. Questo è molto grave.

    Certamente, tutto si può fare .. ma in Italia, quando per fare qualcosa c'è bisogno di qualche decreto ministeriale, si sente puzza di bruciato.

    Un aspetto fondamentale è la libertà. Se io voglio fare un sito in un modo non vedo il motivo di *doverlo* fare diversamente. Se un'amministrazione pubblica decide di fare un sito non accessibile ne dovrebbe rispondere ai sui concittadini (che la puniranno con il voto). Non ne dovrebbe rispondere ad un fantomatico movimento di webmasters spiantati.
    Mi sembra come ad ogni tornata elettorale i candidati promettono sempre la fatidica "eliminazione delle barriere architettoniche" ... che non viene mai mantenuta ...

    >
    > Ora non mi vengono in mente esempi di siti
    > di pubblica utilità, ma ho incontrato
    > di recente un paio di esempi di siti di
    > attività commerciali che non hanno
    > ragione di essere inaccessibili:
    >
    > www.porta-portese.it
    > Perché rendere il sito navigabile
    > solo tramite un menu non accessibile?
    Perchè è una scelta del webmaster. Perchè probabilmente aveva un'idea di cosa ottenere da un sito e gli è parso di farlo così. Perchè qualcuno dei fautori dell'accessibilità (potrebbe essere anche l'autrice dell'articolo) non creano un sito similare ma accessibile?
    Cosa vorresti fare, chiudere il sito perchè qualcuno lo dovrebbe rifare accessibile? Sarebbe una bella forma di democrazia. Si potrebbe iniziare con dei bollini e, per chi non li ha, gli si chiude il sito ... si, bella democrazia.

    >
    > www.levis.com
    > Perché non rendere accessibile almeno
    > la sezione per cercare gli indirizzi dei
    > negozi?
    E quando un non vedente ha l'indirizzo di un negozio, che fa, prende la macchina e ci va?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Un aspetto fondamentale è la
    > libertà. Se io voglio fare un sito in
    > un modo non vedo il motivo di *doverlo* fare
    > diversamente. Se un'amministrazione pubblica
    > decide di fare un sito non accessibile ne
    > dovrebbe rispondere ai sui concittadini (che

    Sei impazzito? Un'amministrazione pubblica *deve* fare in modo da non porre ostacoli a nessuno, sin dall'inizio. Non ha senso dire che "sarà punita col voto", perché tanto la percentuale di cittadini che si accorgerà di questa mancanza è minima, e non avranno effetto sul voto complessivo. E intanto i disabili se la prendono in saccoccia.

    Per quanto riguarda un *tuo* sito, sei certamente libero di farlo inaccessibile; l'importante è che tu sia consapevole di cosa stai facendo.
    Il problema è che il 99% dei webmaster non sa neanche dell'esistenza della questione, e creano inconsapevolmente siti inaccessibili.

    > > www.porta-portese.it
    > > Perché rendere il sito navigabile
    > > solo tramite un menu non accessibile?

    > Perchè è una scelta del
    > webmaster. Perchè probabilmente aveva
    > un'idea di cosa ottenere da un sito e gli
    > è parso di farlo così.

    Non ci vuole un genio a capire che quel sito non è un capolavoro di design e che i menu sono stati fatti così per ignoranza, non per scelta. In giro è pieno di siti con menu simili, ma accessibili (tramite i menu stessi o in altro modo).

    > Perchè qualcuno dei fautori
    > dell'accessibilità (potrebbe essere
    > anche l'autrice dell'articolo) non creano un
    > sito similare ma accessibile?

    Ma che dici?Sorride Quello è un sito di un giornale, perché qualcuno dovrebbe fargli il lavoro gratis?
    E non puoi fare un sito "similare", perché quello è il giornale di annunci più importante di Roma e dintorni, nessun sito sarebbe così importante.

    > Cosa vorresti fare, chiudere il sito

    E chi dice questo? Il sito può rimanere dov'è, ad esempio di come NON fare le cose. Peggio per loro.

    > > www.levis.com
    > > Perché non rendere accessibile
    > > almeno
    > > la sezione per cercare gli indirizzi dei
    > > negozi?
    > E quando un non vedente ha l'indirizzo di un
    > negozio, che fa, prende la macchina e ci va?

    Sei proprio un ignorante. Mi auguro di cuore che tu rimanga cieco, un giorno, così capirai che ogni tanto avrai voglia di essere accompagnato da qualche parte a comprarti qualcosa.

    (Per la cronaca, mi ero imbattuto su levis.com non per il mio amico non vedente, ma per me stesso, e non ero riuscito ad accedere al "trovanegozi" con Firefox, Safari e altro, solo con Explorer! Ho quindi approfittato del questionario sul sito per segnalare la cosa alla Levis. Di recente ci sono tornato... e sono riuscito ad entrare! Non so se abbiano davvero cambiato qualcosa in seguito alla segnalazione o se sia stato un malfunzionamento temporaneo)

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > Ed infine, perchè si lascia la
    > libertà a ciascuno di realizzare il
    > sito come crede? Perchè vogliamo
    > mettere inutili bollini sui siti? Molte
    > volte le certificazioni servono solo a
    > "rubare" legalmente dei soldi. E' questo che
    > si vuole con l'accessibilità? Sono
    > gli utenti che poi giudicano i siti, non
    > sono i bollini !!! Mettetevelo bene in
    > zucca!!!

    Guarda che non si parla del sito di mia nonna sulla coltivaszione delle petunie, o di quello di tua zia sulle ricette per fare la torta di carote. E in realtà non si parla neanche del sito della levis o di quello dei sims: si parla di siti che devono essere accessibili a tutti, ad esmepio i siti della pubblica amministrazione.

    Qualcuno più sotto ha scritto che il modo per regolare i siti della PA sarebbe con il voto: grosso errore, dato che a realizzare i siti non è qualcuno che è stato eletto, ma qualcuno che nella PA ci lavora.

    Scopo di un sito della PA deve essere quello di mettere a disposizione dati: il modo migliore per fare questo è quello di costruire un sito che sia accessibile, e questo perché la PA non può e non deve imporre a nessuno di usare il browser xyx piuttosto che quello zwz.

  • - Scritto da: Slurpolo
    >
    > Qualcuno più sotto ha scritto che il
    > modo per regolare i siti della PA sarebbe
    > con il voto: grosso errore, dato che a
    > realizzare i siti non è qualcuno che
    > è stato eletto, ma qualcuno che nella
    > PA ci lavora.

    Sono stato sempre io a scriverlo, l'autore (se così si può dire) iniziale. Sono convinto che bisogna fare siti accessibili per la PA però non d'ufficio cioè decisi a priori, per decreto. E' l'amministrazione che deve decidere se fare un sito accessibile o meno: se sbaglia il popolo lo punirà con il voto. Questa è semplice democrazia. Seguendo invece il tuo principio anche un piccolo comune, per quanto piccolo sia, dovrà spendere migliaia di euro per un sito che probabilmente non utilizzerà nessuno (sia disabili sia non).

    >
    > Scopo di un sito della PA deve essere quello
    > di mettere a disposizione dati: il modo
    > migliore per fare questo è quello di
    > costruire un sito che sia accessibile, e
    > questo perché la PA non può e
    > non deve imporre a nessuno di usare il
    > browser xyx piuttosto che quello zwz.

    Questa dei browser è una fesseria immensa. Evidentemente non lavori nel settore per dire una cosa del genere. Un sito completamente "accessibile" non ci sarà mai !!!
    Non c'è un browser uguale all'altro. La storia dell'accessibilità su tutti i browser è una bella panzana. Guarda il messaggio dell'autrice (PB) quando dice di aver modificato il testo del suo sito: prima della modifica si vedevano quadratini dappertutto (lei, crociata dell'accessibilità, aveva un sito che non era leggibile da IE6 - 99,9% dei browser).

    I browser continueranno ad evolvere quindi quella del browser è un altro falso problema. Prova a navigare con un cellulare Nokia 6600 e vedrai che riuscirai a vedere correttamente e con soddisfazione siti considerati inaccessibili. O dobbiamo fare dei siti che funzionano su cellulari di cui non si trovano più neanche le batterie di ricambio? Vuoi dirmi che nella sfrenata società dei consumi dove ci sono più cellulari che persone, si devono spendere migliaia di euro perchè, forse potremmo trovare una persona che naviga con un browser datato?

    Inoltre, per spillare soldi ai contribuenti, oltre ai siti, si dovranno addestrare gli impiegati ad inserire dei contenuti. E' li dove si vuole veramente arrivare !!! E vai con le migliaia di euro!!! Sempre dei contribuenti !!!
    Ma possibile che i nostri governanti non riescano a capire cosa sta succedendo? e dove si vuole arrivare? Dopo tutti i corsi che sono stati fatti ai dipendenti per utilizzare MS Office, chiedete a qualche dipendente della PA se sa cosa sono gli stili (di Word) oppure mandategli un testo con le revisioni e vedrete come si spaventerà!!! E di esempi se ne potrebbero fare moltissimi.
    non+autenticato

  • > >
    > > Scopo di un sito della PA deve essere
    > quello
    > > di mettere a disposizione dati: il modo
    > > migliore per fare questo è
    > quello di
    > > costruire un sito che sia accessibile, e
    > > questo perché la PA non
    > può e
    > > non deve imporre a nessuno di usare il
    > > browser xyx piuttosto che quello zwz.
    >
    > Questa dei browser è una fesseria
    > immensa. Evidentemente non lavori nel
    > settore per dire una cosa del genere. Un
    > sito completamente "accessibile" non ci
    > sarà mai !!!
    > Non c'è un browser uguale all'altro.
    > La storia dell'accessibilità su tutti
    > i browser è una bella panzana. Guarda
    > il messaggio dell'autrice (PB) quando dice
    > di aver modificato il testo del suo sito:
    > prima della modifica si vedevano quadratini
    > dappertutto (lei, crociata
    > dell'accessibilità, aveva un sito che
    > non era leggibile da IE6 - 99,9% dei
    > browser).

    la visualizzazione su ogni browser, che è un aspetto marginale dell'accessibilità, non è molto difficile da raggiungere se si usano gli standard del w3c...

    il problema di caratteri si risolve se dichiari nell'header la codifica usata...cosa peraltro obbligatoria per avere un sito conforme agli standard w3c

    ps le ultime statistiche indicano che IE è un po' meno dell 99,9% dei browser...ciò non toglie che bisogna curare particolarmente la visualizzazione su IE (cosa non impossibile) visto le sue "peculiarietà"
    non+autenticato
  • Consiglierei a Patrizia Bertini di cambiare il nome del suo sito da Accessibile.net a Fruibile.net, perchè a rigor di dizionario è di fruibilità che si parla nella sua magistrale introduzione e non di accessibilità.

    Tutto è accessibile ormai a colpi di tool, per chi ancora nutrisse qualche dubbio una rassegna delle risorse disponibili in rete basate sullo NQL è un buon punto di partenza.

    Siamo tutti "disabili" di fronte alle tecnologiche novità che la rete ci propone a cadenza giornaliera e tutti dobbiamo ingegnarci ad esplorarle ed utilizzarle senza tutori che lo facciano per noi. E chi disabile lo è davvero ed utilizza nella vita reale qualche strumento in più per vivere decentemente rispetto ai "normali", per quale motivo non dovrebbe fare la stessa cosa in rete?

    Il problema è e rimane la fruibilità dei contenuti, e lo abbiamo tutti, e non necessariamente andando a navigare in una chat coreana, ma anche a casa nostra. Un esempio è proprio il sito Accessibile.net, a cui si può accedere ma che non si può fruire agevolmente per problemi di codifica di apostrofi e virgolettati vari.

    Salvatore Diina
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Un esempio è proprio il
    > sito Accessibile.net, a cui si può
    > accedere ma che non si può fruire
    > agevolmente per problemi di codifica di
    > apostrofi e virgolettati vari.
    >
    > Salvatore Diina

    Gentile Salvatore,
    Grazie per la segnalazione, lavorando su Mac non ho riscontrato questi problemi nella decodifica dei caratteri che avviene invece su Win e nessuno prima di ora mi aveva fatto notare questo problema. Cerco di trovare una soluzione, intanto dovrebbe essermi riuscita la correzione dell'ultimo articolo, per gli altri cerco di ritagliarmi un pò di tempo e aggiustare tutto.

    PB
    non+autenticato

  • > Gentile Salvatore,
    > Grazie per la segnalazione, lavorando su Mac
    > non ho riscontrato questi problemi nella
    > decodifica dei caratteri che avviene invece
    > su Win e nessuno prima di ora mi aveva fatto
    > notare questo problema. Cerco di trovare
    > una soluzione, intanto dovrebbe essermi
    > riuscita la correzione dell'ultimo articolo,
    > per gli altri cerco di ritagliarmi un
    > pò di tempo e aggiustare tutto.
    >
    > PB

    il problema in realtà è di semplice risoluzione: basta dichiarare nell'header la codifica usata es:



    nel vostro caso non è UTF-8 ma il buon vecchio ( sconsigliabile) ansi, o meglio windows-1252....


    tra l'altro, se posso permettermi, mi sembra ipocrita parlare di accessibilità e di w3c e poi in una pagina tipo il validator del w3c riscontra 200 errori!!!

    non+autenticato
  • ps visto che ci sono aggiungo che anche i css presentano errori!!!

    cosa incredibile visto che è più facile azzeccarli che sbagliarli...

    grazie per il background: trasparent, sto ancora ridendo
    non+autenticato
  • Tornando sull'argomento, la struttura del sito Accessibile.net mi fa pensare che trarrebbe molto giovamento da una maggiore compatibilità con il formato RSS per quanto riguarda la fruizione (vedere ad esempio http://punto-informatico.it/fader/pixml.xml) e con lo standard BLOG per quanto riguarda l'aggiornamento (http://doveseitu.blogspot.com)

    Salvatore Diina
    non+autenticato
  • Indubbiamente dobbiamo tutti quanti riconoscere a Toto' e al suo personaggio, il merito di aver contribuito a diffondere la lingua italiana, ad approfondirla, e a meditare sull'enorme ricchezza delle parole, della fonetica, dei sottili doppi o tripli significati, senza mai scadere nel volgare.
    Toto', De Sica padre, e i De Filippo, sommi esponenti del teatro napoletano sono riusciti a completare l'opera di Garibaldi, facendo passare momenti divertenti e indimenticabili, talvolta con le lacrime agli occhi, per quelle risate che a stento cercavamo di trattenere.

    Oggi, invece, per colpa di un certo cinema squallido, volgare, estremamente osceno, si sente molto piu' frequentemente a Milano l'insulto "Mortacci tua!" invece del tradizionale "Va a da' via i ciapp!"

    Bel risultato! Ringraziamo per questo Vanzina e De Sica figlio, e ringraziateli soprattutto voi romani, che hanno creato questa bella immagine del romano sborone, imbroglione, fancazzista, e peracottaro.
    non+autenticato
  • Sarà pure vero, ma cosa c'entra con l'accessibilità?
    non+autenticato
  • Secondo me il problema alla base è che qualcuno pensa che TUTTI i siti debbano avere le tre A.

    Questo non sarà mai, ci sono alcuni siti che per loro natura non lo saranno mai.

    Ad esempio l'altro giorno giocavo a scacchi online con una applicazione java: come fai a rendere accessibile una cosa del genere?

    Altro discorso è la PA e altri siti di pubblica utilità che dovrebbero essere assolutamente accessibili e che non hanno c erto bisogno di certi fronzoli. Basterebbe il documento nudo e crudo con un minimo di formattazione, come fanno molti siti su linux.
    non+autenticato
  • uhmmm... l'equivoco forse c'è ma non capisco se hai centrato il problema.

    "Accessibilità" è un termine vago che richiama parecchie problematiche. Generalmente queste si possono classificare in due grandi famiglie: la parte relativa all'USABILITA' e quella di vera e propria ACCESSIBILITA'.

    Se per la prima lo studio ergonomico della struttura di un sito risolve parecchi problemi (e cmq la maggior parte delle solizioni è soggettivamente opinabile, nonostante quel che dice Nielsen), la seconda è una questione di educazione al design, una sorta di mantra che va ficcato nella testa degli sviluppatori (catogoria nella quale sono annoverato).

    La base progettuale allo sviluppo di un sito accessibile, come saggiamente sottende l'articolo di Patrizia, coinvolge soluzioni che, ad anni dalla loro nascita, sono ancora ben lungi dall'essere adottate in modo rigoroso e sistematico, sia dagli sviluppatori web, sia dagli sviluppatori di browser e user agents in genere.

    La cosa probabilmente risulta oscura a chi non lavora nel campo ma girerò il tuo esempio per cercare di spiegarmi. Immaginiamo il web fruito da un non vedente: un lettore elettronico per non vedenti che visita un sito web, ne legge la struttura proprio come farebbe un browser e cerca di evincerne un contenuto da leggere ad alta voce all'utente. Ora, la struttura del 99.9% dei siti attuali (citando Zeldman) è obsoleta! Il markup contiene tabelle su tabelle, marcatori usati in modo NON semantico allo scopo di creare una "parvenza" di formattazione. I tag che definiscono semanticamente gli elementi visuali sono spesso incompleti o del tutto assenti. Ogni pagina contiene informazioni di navigazione FISSE (pensiamo a un menu orizzontale in alto) che il povero utente deve sorbirsi ogni volta che il lettore carica una nuova pagina...
    Per essere coerente con l'esempio degli scacchi, il sito con la scacchiera in Java non sarà mai fruibile a un non vedente se il programma Java non lo permette, e fin qui ci siamo. Ma se il malcapitato capita sulla pagina, chi glielo dice dov'è finito?
    Puoi dirti certo che all'interno del codice della pagina ci siano abbastanza informazioni per muovercisi pur non potendo fruire dei contenuti?

    Oppure, come altro esempio, non parliamo di una persona cieca, ma di un navigatore testuale installato sul nuovo telefonino WAP di un supermanager. Se non supporta Java e/o il manager non visualizza le immagini per risparmiare banda e soldi, siamo certi che il sito rimanga fruibile? Sarà ancora navigabile o tolte le immagini togliamo anche ogni possibilità di collegamento con l'esterno? (vedi proprietà ALT del tag IMG per dettagli).

    Inoltre, molti siti "poco o noente formattati" con testo nero su bianco e neanche un'immagine, come quelli che potrebbero andare bene per la PA, non sono per nulla fruibili in termini di accessiblità. Sono brutti e basta! ^_^'

    Accessiblità non significa sacrificare il brand o la grafica, significa progettare con metodi che il W3C ci mette a disposizione dal 1999 e a cui LUI STESSO si è conformato SOLO NEL 2003!!!(namely: XHTML+CSS+EcmaScript), significa pensare che non siamo noi che facciamo il web i suoi fruitori, bensì altra gente, altre realtà diverse e molto lontane da quella che abbiamo accanto tutti i giorni! Anche solo testare con un browser in più, perdere pochi minuti per cercare di rendere le informazioni accessibili e pratiche, permettere a chi non ha un computer all'ultimo grido di accedere ai contenuti (anche se poi non ne può fruire)... questo è tutto ACCESSIBILITA', ma come dice Patrizia, chi di noi (sviluppatori) risce a fare un sito veramente accessibile, festeggia la cosa come una vittoria. Invece dovrebbe essere la norma!

    Se la cosa ti incuriosisce, prova a visitare http://www.csszengarden.com con un broswer che ti permette di TOGLIERE i CSS (Opera o Mozilla/Firefox per dirne un paio) e tolti quelli... MAGIA... un sito più scarno di quelli della pubblica amministrazione! Ecco sposata accessibiltà e brand!

    Ciao a tutti!Occhiolino
  • Giustissimo... peccato che quando il mio committente (una amministrazione regionale) vede un prodotto "AAA" dice che fa schifo... E quando succede che invece ci capisce talmente poco da dire che e' bellissimo (non perche' e' accessibile, ma perche' non ha mai visto una gif animata - e' il caso di una amm.ne provinciale), gli utenti di quel sito commentano che fa schifo... e allora? La stessa informazione in piu' formati diversi. XML-XSLT con un paio di configurazioni predefinite (una pitonata, l'altra accessibile) e la possibilita' per l'utente di definirsi il formato se vuole... Si', costa di piu'. Perdiamo talmente tanto tempo in chiacchiere che faremmo prima a farlo.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    > Giustissimo... peccato che quando il mio
    > committente (una amministrazione regionale)
    > vede un prodotto "AAA" dice che fa schifo...

    Ho avuto anche io un problema del genere.
    Mi sono incazzato!
    Sono tornato l'indomani con un rappresentante dell'Unione Italiana Ciechi e ho detto: "adesso questo signore qua vi dimostrera' che il sito non fa schifo".
    Abbiamo connesso il computer portatile su cui c'era un browser vocale, e il cieco si e' messo a navigare, e ad un certo punto ha pure commentato: "bella la fotografia della piazza!"


    non+autenticato
  • sggerisco di non usar un foglio di stile xsl-t client side perchè il buon mozilla (e altri) non lo visualizzano
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    > Secondo me il problema alla base è
    > che qualcuno pensa che TUTTI i siti debbano
    > avere le tre A.
    >
    > Questo non sarà mai, ci sono alcuni
    > siti che per loro natura non lo saranno mai.
    >
    > Ad esempio l'altro giorno giocavo a scacchi
    > online con una applicazione java: come fai a
    > rendere accessibile una cosa del genere?

    Per esempio non facendola in java.
    Tipo www.gameknot.com
    Ulteriormente migliorabile se si decidessero una buona volta a utilizzare il campo "alt" nelle immagini dei pezzi, indicando l'iniziale del pezzo stesso.

    Hai proprio portato un esempio calzante, visto che gli scacchi sono proprio un gioco estremamente accessibile, e che richiede pochissimi byte per trasmettere le mosse.
    Farlo in java vuol dire farlo volutamente inaccessibile.

    Esiste proprio per gli scacchi un protocollo standardizzato e ognuno usa un client specifico tra numerosi disponibili.
    Alcuni di questi client permettono di essere facilmente utilizzati da utenti con difficolta' motorie, portatori di handicap, e addirittura non vedenti.

    > Altro discorso è la PA e altri siti
    > di pubblica utilità che dovrebbero
    > essere assolutamente accessibili e che non
    > hanno c erto bisogno di certi fronzoli.
    > Basterebbe il documento nudo e crudo con un
    > minimo di formattazione, come fanno molti
    > siti su linux.

    Ma anche zero formattazione.
    Sarebbe sufficiente che ogni documento sia disponibile in formato testuale ascii puro, ed eventualmente in formato pdf laddove si hanno esigenze di stamparlo.

    Pero' siccome fare le pagine in flash, fronzoli e ammennicoli e' molto piu' costoso, e l'effetto finale e' tanto bello, ecco che chi ottiene l'appalto, produce quegli obbrobri e poi passa alla cassa a riscuotere.
    non+autenticato
  • > Ad esempio l'altro giorno giocavo a scacchi
    > online con una applicazione java: come fai a
    > rendere accessibile una cosa del genere?
    >
    Quale parte di e2 in e4 pronunciata da una voce meccanica ma comprensibile non ti è chiara ?
    Non è difficile basta tenere il device/brain ON!!
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    > > Ad esempio l'altro giorno giocavo a
    > scacchi
    > > online con una applicazione java: come
    > fai a
    > > rendere accessibile una cosa del genere?
    > >
    > Quale parte di e2 in e4 pronunciata da una
    > voce meccanica ma comprensibile non ti
    > è chiara ?
    > Non è difficile basta tenere il
    > device/brain ON!!

    Quale parte di interfaccia e' preposta a pronunciare la frase "e2 in e4" pronunciata da voce meccanica ma comprensibile se il programma invece di inviare le mosse, produce una animazione che sposta una immagine da una casella ad un'altra e riceve input solo dal mouse?



    non+autenticato