
"Fino a due-tre anni fa Telecom Italia faceva prezzi all'ingrosso, per l'affitto del doppino, quasi il doppio più alti di quelli francesi. Il cosiddetto shared access, il modo più semplice con cui l'operatore può costruirsi la propria infrastruttura, costava 4,34 euro al mese per ogni doppino affittato, contro i 2,9 euro al mese applicati da France Telecom".
Dall'anno scorso, Telecom Italia, spinta dal Garante TLC, ha abbassato i prezzi sotto i livelli francesi: 2,8 euro al mese per lo shared access e 8,3 euro al mese per il full unbundling del singolo doppino (come risulta da questo
pdf). "Il problema è che ci vogliono 18 mesi perché gli investimenti fatti in infrastrutture diano frutti visibili", spiega Filippetti. E fino all'anno scorso gli operatori italiani sono stati scoraggiati a investire, a causa dei prezzi di Telecom.
Nei prossimi mesi, forse, si vedranno le conseguenze dei nuovi prezzi applicati da Telecom per l'affitto del doppino; "ma intanto abbiamo accumulato con la Francia un ritardo di circa due anni sullo sviluppo dell'Adsl".
Un problema che può danneggiare non solo gli utenti ma anche l'economia del Paese: per esempio le nostre aziende, meno invogliate a usare la banda larga, potrebbero così accumulare ritardo competitivo con la Francia. Resta da vedere se nel prossimo futuro anche da noi ci saranno concorrenti sul mercato Adsl all'ingrosso; premessa perché i prezzi possano scendere.
Punto Informatico aspetta, a giorni, una risposta da Wind sui futuri piani di copertura. Le novità più grosse stanno però per arrivare da Tiscali che, come riferito a Punto Informatico, nelle prossime settimane lancerà la propria prima offerta in unbundling, con cui permetterà agli utenti di distaccarsi da Telecom. Sta investendo in copertura; ma non si sa ancora se sta usando shared access e/o full unbundling, né tanto meno le percentuali di territorio finora coperte e se in futuro farà concorrenza a Telecom anche sul mercato Adsl all'ingrosso.
Alessandro Longo