CD protetti? CD illegali

La tesi è degli esperti di NewGlobal.it, secondo cui le leggi italiane non giustificano la vendita di supporti difettosi, che impediscono la copia e talvolta danneggiano i player. Come chiedere i danni

Roma - La questione è stranota, divide anche i produttori di musica ed oggi sono molti i consumatori che ritengono che i propri diritti siano lesi dinanzi ad un supporto CD regolarmente acquistato ma del quale non è possibile effettuare una copia ad uso personale. Secondo NewGlobal.it, associazione da tempo attiva su Internet, i CD protetti in questo modo sono illegali.

Quella della protezione "a tutti i costi" è un fenomeno tutt'altro che secondario, come può testimoniare anche un celebre elenco di opere che risultano incompatibili con certi lettori. Questo talvolta accade, come noto, proprio perché molti CD vengono diffusi con tecnologie di protezione che fanno a pugni con lettori avanzati, come molti player DVD o car stereo.

"Il recepimento in Italia della Eucd (European Copyright Directive), con l'introduzione nella già vigente legge sul diritto d'autore (legge n. 633 del 1941) dell'art. 102 - quater - spiega NewGlobal.it in una nota - consente ai titolari di diritti d'autore e di diritti connessi di apporre sulle opere o sui materiali protetti misure tecnologiche di protezione efficaci che comprendono tutte le tecnologie, i dispositivi o i componenti che, nel normale corso del loro funzionamento, sono destinati a impedire o limitare atti non autorizzati dai titolari dei diritti".
Le misure tecnologiche di protezione sono considerate efficaci - dice sempre la legge - nel caso in cui l'uso dell'opera o del materiale protetto sia controllato dai titolari tramite l'applicazione di un dispositivo di accesso o dì un procedimento di protezione, quale la cifratura, la distorsione o qualsiasi altra trasformazione dell'opera o del materiale protetto, ovvero sia limitato mediante un meccanismo di controllo delle copie che realizzi l'obiettivo di protezione.

"L'art. 71 sexies l.d.a. - continua NewGlobal.it - stabilisce che è consentita la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi su qualsiasi supporto, effettuata da una persona fisica per uso esclusivamente personale, purché senza scopo di lucro e senza fini direttamente o indirettamente commerciali, nel rispetto delle misure tecnologiche di cui all'articolo 102-quater".

I titolari dei diritti sono tenuti a consentire che, nonostante l'applicazione delle misure tecnologiche di cui all'articolo 102-quater, la persona fisica che abbia acquisito il possesso legittimo di esemplari dell'opera o del materiale protetto, ovvero vi abbia avuto accesso legittimo, possa effettuare una copia privata, anche solo analogica, per uso personale.

La tesi, dunque, è che se la normativa autorizza l'utilizzo di strumenti di protezione, qualora questi strumenti impediscano anche la copia personale, allora divengono sproporzionati al fine "e dunque non legittimi". "Lo stesso dicasi - aggiungono quelli di NewGlobal.it - quando, per effetto di tali misure il supporto salta, non è leggibile o addirittura provoca danni al lettore".

Altri problemi giuridici per i CD e DVD protetti derivano proprio dal fatto che talvolta i supporti protetti non possano essere fruiti e divengano quindi inservibili. In un caso del genere, infatti, "risultano violate le norme in tema di vendita" in quanto "il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi".

"Ai sensi poi dell'art. 1492 c.c. - continua NewGlobal.it - il compratore può domandare a sua scelta la risoluzione del contratto ovvero la riduzione del prezzo. In caso di risoluzione del contratto il venditore deve restituire il prezzo e rimborsare al compratore le spese e i pagamenti legittimamente fatti per la vendita. Il compratore deve restituire la cosa, se questa non è perita in conseguenza dei vizi (art. 1493 c.c.). In ogni caso il venditore è tenuto verso il compratore al risarcimento del danno, se non prova di avere ignorato senza colpa i vizi della cosa. Il venditore deve altresì risarcire al compratore i danni derivati dai vizi della cosa (art. 1494 c.c.)".

Questi diritti possono essere esercitati soltanto se il consumatore comunichi i vizi dei supporti acquistati entro otto giorni dalla scoperta. Ma, passato quel periodo, è comunque possibile secondo NewGlobal.it agire contro i produttori, ossia "i reali responsabili del prodotto difettoso".

Un modulo per richiedere il rimborso del supporto difettoso e il risarcimento dei danni è stato pubblicato online da Sportello Internet, gruppo autonomo di difesa dei consumatori dell'associazione. Un modulo che deve essere inviato tanto al produttore che al rivenditore.

"Ovviamente - concludono quelli di NewGlobal.it - se fanno rogne, è possibile tentare la strada del Giudice di Pace, senza spese e senza la necessaria assistenza tecnica di un avvocato".
22 Commenti alla Notizia CD protetti? CD illegali
Ordina
  • E' quella di rinunciare agli extraprofitti, diminuire i prezzi e vendere. Io un film in DVD a 13 euro (tipo quelli coi giornali) lo compro, a 18 euro "nicchio" e ci penso su, a 21 euro compro solo se è un capolavoro da tenere, a 24 euro aspetto che scenda o lo doppio.
    A scaricarli da internet viene du' palle (scusate) così, spesso sono bufale o hanno uno schifo di sonoro preso col microfono, se sono DVD craccati c'è solo una lingua e niente contenuti speciali, mentre a me piace anche vederli in lingua originale coi sottotitoli, così imparo anche qualcosa.
    Perà se si parla di CD musicali, com'è possibile che costino più di un film? Io ascolto quasi nulla ma mi rendo conto che lì la differenza qualitativa non è eccessiva. Lo è la differenza di prezzo.
    Insomma, il mercato illegale è causato dall'inaccessibilità di quello legale, spero che un giorno qualcuno se ne renda conto.
    E forse fa più piacere dare 20 Euro a chi ha speso 20 milioni di dollari (anche in lavoro) per fare un film che darli ad una rockstar perchè si possa fare il gippone tutto in acciaio inox e oro.
    non+autenticato
  • A parte i Beatles, gli altri, chi ha il fegato di copiarseli?

    Questo mi fa ricordare una cosa che disse un mio vecchio compagno di banco in proposito: "problemi di copia? Mai trovati. Le protezioni le mettono sui CD scarsi."
    Effettivamente copiare un cd di Britney Spears dovrebbe essere un crimine contro l'umanità...

    Torno ad ascoltare i Carmina Burana.
    non+autenticato
  • Vorrei condividere una mia esperienza.
    Premesso che sono uno che per passione e per l'orgoglio di avere una bella collezione di originali i CD li acquista regolarmente (ed a caro prezzo, vorrei aggiungere), mi e' capitato tempo fa di acquistare un bel CD appena uscito (per capirci, uno della famigerata lista dei CD protetti, come avrei piu' tardi scoperto).
    Sfortunatamente ne sul computer e ne sul mio impianto stereo (ho un lettore combo CD/DVD audio/video) sono stato in grado di leggere quel disco.
    Il negoziante, da me interpellato, mi ha dapprima sostituito il disco (ovviamente neppure il secondo ha mai funzionato), poi ha detto che avrei dovuto scrivere alla casa discografica in quanto non avrebbe potuto rimborsare un CD "non piu' sigillato".
    Pedissequamente ho inoltrato richiesta alla casa discografica (che non intendo nominare per non fare pubblicita' gratuita totalmente immeritata, visto il servizio ricevuto).
    Ne sareste sorpresi? Dopo 4 mesi, nessuna risposta.

    Considerazioni:
    se una protezione scoraggia all'acquisto coloro che i CD li acquistano regolarmente, come ci si puo' stupire se la gente i brani musicali se li scarica da Internet?
    in quale misura la presenza della protezione (che non e' gratis) incide sul costo del CD?

    A ciascuno le sue conclusioni.

    non+autenticato

  • > Considerazioni:
    > se una protezione scoraggia all'acquisto
    > coloro che i CD li acquistano regolarmente,
    > come ci si puo' stupire se la gente i brani
    > musicali se li scarica da Internet?
    > in quale misura la presenza della protezione
    > (che non e' gratis) incide sul costo del CD?
    >
    > A ciascuno le sue conclusioni.


    I sistemi di protezione anticopia per cd audio sono diventati molti ultimamente (Cactus Data Shield, key2audio, safeaudio e musicguard per citare i più famosi) sono brevettati (e quindi protetti a loro volta da copyright...)

    Non ho idea di quanto costi una licenza per implementare la protezione su migliaia di copie, ma ho la sensazione che siano parecchio onerosa

    Chiaro che in ogni caso il costo lo paga l'utente finale

    Mi chiedo se per la casa discografica spendere soldi per "proteggere" un cd sia meglio piuttosto che abbassare leggermente il prezzo a favore del consumatore

    Nelle recensioni degli ultimi lettori/masterizzatori per pc vengono testati proprio per bypassare questi sistemi, e quasi sempre ci riescono...
    non+autenticato
  • Purtroppo è così, anche io tempo fa ho acquistato due CD, protetti ovviamente; con mia grande sorpresa ho scoperto che il mio lettore CD della macchina si rifiuta di leggerli; non solo, anche il lettore a casa. Adesso dico: oltre a costare un occhio (perchè ormai costano un'esagerazione) addirittura sono talmente protetti che nn si possono neanche ascoltare. Ma possibile che nn riescano a capire che per combattere la pirateria nn devono alzare i prezzi, proteggere i CD ma semplicemente mettersi nei panni del consumatore e abbassare i prezzi? Se i CD costassero meno le vendite aumenterebbero a dismisura, invece i prezzi li fanno come vogliono, i CD nn li possiamo ascoltare e per giunta se ti scarichi un MP3 te ne vai anche in galera... Nn è un po' una specie di dittatura?
    non+autenticato
  • > Vorrei condividere una mia esperienza.
    > Premesso che sono uno che per passione e per
    > l'orgoglio di avere una bella collezione di
    > originali i CD li acquista regolarmente (ed
    > a caro prezzo, vorrei aggiungere), mi e'

    ed e' per colpa tua che i prezzi non scendono! Krumiro!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > > Vorrei condividere una mia esperienza.
    > > Premesso che sono uno che per passione
    > e per
    > > l'orgoglio di avere una bella
    > collezione di
    > > originali i CD li acquista regolarmente
    > (ed
    > > a caro prezzo, vorrei aggiungere), mi e'
    >
    > ed e' per colpa tua che i prezzi non
    > scendono! Krumiro!

    ..oppure e' proprio colpa tua, scaricone!!Sorride
    non+autenticato
  • "Ai sensi poi dell'art. 1492 c.c. - continua NewGlobal.it - il compratore può domandare a sua scelta la risoluzione del contratto ovvero la riduzione del prezzo."

    Wow! Questo è davvero l'uovo di Colombo! Andare dal rivenditore e dirgli:
    C. - "Caro signore, il CD che mi hai venduto è danneggiato - lo riesco a leggere sul lettore dello stereo, ma non sul PC e neppure con l'autoradio, per cui ho diritto ad una riduzione del prezzo. Non lo leggo sul 66% dei miei lettori, ma chiudiamo un occhio, ti faccio lo sconto: facciamo il 50% in meno?"
    R. - "No, me lo restituisca e le rendo i suoi soldi"
    C. - "No, no, la legge dice che sono io che devo scegliere se risolvere il contratto o ottenere una riduzione. Se non mi fai lo sconto, sono costretto ad andare dal giudice di pace a far valere i miei diritti. Allora, quanto sconto mi fai?"

    Sorride
  • La legge dice (come riportato nell'articolo):

    -
    "è consentita la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi su qualsiasi supporto, effettuata da una persona fisica per uso esclusivamente personale, purché senza scopo di lucro e senza fini direttamente o indirettamente commerciali, nel rispetto delle misure tecnologiche di cui all'articolo 102-quater"
    -

    significa che se io copio quel materiale per uso personale (copia di backup) non commetto alcun reato, PUNTO. Non c'e' scritto (attualmente) che la copia di tale materiale debba essere sempre e comunque possibile, infatti il "diritto di copia" si riferisce al diritto dell'utente di poter eventualmente disporre di una copia senza commettere alcun reato e NON il diritto di poter copiare il materiale.
    La parte dell'articolo che segue lascia intendere invece tutt'altro:

    -
    I titolari dei diritti sono tenuti a consentire che, nonostante l'applicazione delle misure tecnologiche di cui all'articolo 102-quater, la persona fisica che abbia acquisito il possesso legittimo di esemplari dell'opera o del materiale protetto, ovvero vi abbia avuto accesso legittimo, possa effettuare una copia privata, anche solo analogica, per uso personale.
    -

    questo non c'e' scritto nella legge, ma leggendo l'articolo si potrebbe intuire diversamente (cioe' che faccia parte del periodo precedente).
    In definitiva e' vero quindi che l'utente puo' farsi una copia, ma li dove possibile, non che il produttore debba obbligatoriamente permettere tale copia... altrimenti il 99% del sw commerciale (protetto contro la copia) sarebbe completamente "illegale".
    non+autenticato
  • Mi rispondo da solo e aggiungo, riferendomi a questa parte dell'articolo:

    -
    La tesi, dunque, è che se la normativa autorizza l'utilizzo di strumenti di protezione, qualora questi strumenti impediscano anche la copia personale, allora divengono sproporzionati al fine "e dunque non legittimi".
    -

    La protezione serve APPUNTO ad impedire la copia del supporto (!), sarebbe quindi impossibile conciliare le due cose, cioe' discernere la copia a uso personale da quella "pirata" (i CD/DVD non hanno gli occhi per riconoscere il padrone). Una soluzione sarebbe quella di poter disporre di una nuova copia presentando quella originle (cioe' nel caso il master si danneggi e' possibile farselo cambiare pagando solo il supporto (quella decina di centesimi per il CD) disponendo gia' della "licenza")... questo avviene gia' con il sw informatico, non vedo perche' non si possa fare anche col resto (musica, film, ecc.).
    non+autenticato
  • Se la possibilità di fare una copia è a discrezione del titolare dell'opera, allora non è un diritto. Credo che tu stia sbagliando.
    non+autenticato
  • Credo che tu abbia preso una cantonata colossale.
    Il diritto alla copia privata è a tutti gli effetti un diritto e quanto virgolettato nell'articolo (e da te riportato) è VERAMENTE scritto nella legge (art. 71-sexies, legge 633/1941 sul diritto d'autore).
    Il tuo franteindimento nasce evidentemente dal fatto che non hai letto bene la citata norma, la quale si riferisce solo ed esclusivamente alla copia privata di "fonogrammi e videogrammi" (comma 1) e NON di software (per il quale esiste il ben diverso art.64-ter comma 2, sulla "copia di riserva").
    Fai attenzione: la copia privata non è una copia di riserva. Nel senso che se io faccio legittimamente (rispettando i vincoli dell'articolo 71-sexies) una copia privata di un disco, essa è lecita anche se non ho l'originale. Cosa che non avviene per il software...

    Alessio Canova
    www.patnet.it


    - Scritto da: Anonimo
    > significa che se io copio quel materiale per
    > uso personale (copia di backup) non commetto
    > alcun reato, PUNTO. Non c'e' scritto
    > (attualmente) che la copia di tale materiale
    > debba essere sempre e comunque possibile,
    > infatti il "diritto di copia" si riferisce
    > al diritto dell'utente di poter
    > eventualmente disporre di una copia senza
    > commettere alcun reato e NON il diritto di
    > poter copiare il materiale.
    > La parte dell'articolo che segue lascia
    > intendere invece tutt'altro:

    > I titolari dei diritti sono tenuti a
    > consentire che, nonostante l'applicazione
    > delle misure tecnologiche di cui
    > all'articolo 102-quater, la persona fisica
    > che abbia acquisito il possesso legittimo di
    > esemplari dell'opera o del materiale
    > protetto, ovvero vi abbia avuto accesso
    > legittimo, possa effettuare una copia
    > privata, anche solo analogica, per uso
    > personale.

    > questo non c'e' scritto nella legge, ma
    > leggendo l'articolo si potrebbe intuire
    > diversamente (cioe' che faccia parte del
    > periodo precedente).
    > In definitiva e' vero quindi che l'utente
    > puo' farsi una copia, ma li dove possibile,
    > non che il produttore debba
    > obbligatoriamente permettere tale copia...
    > altrimenti il 99% del sw commerciale
    > (protetto contro la copia) sarebbe
    > completamente "illegale".
  • - Scritto da: AlessioC
    >
    > Fai attenzione: la copia privata non
    > è una copia di riserva. Nel senso che
    > se io faccio legittimamente (rispettando i
    > vincoli dell'articolo 71-sexies) una copia
    > privata di un disco, essa è lecita
    > anche se non ho l'originale. Cosa che non
    > avviene per il software...

    Come faresti a farti una "copia privata" non disponendo dell'originale? Se non hai acquistato l'originale allora a) l'hai rubato (ed e' evidentemente un reato) oppure b) te lo hanno prestato (oppure l'hai affitato) e tu te lo sei copiato, di fatto l'hai "piratato" (e' sempre reato).
    Cosa intendi quindi (anzi, cosa intenderebbe la legge) parlando di "copia privata" non vista come "copia di riserva"?
    non+autenticato
  • Ti prego, leggi bene l'articolo 71-sexies.
    Mi rendo conto che il "legalese" sia un po' ostico ma confido che tu riesca a capire che:
    - se la copia è privata (rimane tua e solo tua)
    - è effettuata da te (non dal fratello o dall'amico)
    - per uso personale (non la presti)
    - senza scopo di lucro (non la vendi)
    - nel rispetto delle misure di protezione (quello di cui si parlava nell'articolo
    allora è perfettamente legale.
    La norma è pensata proprio per il prestito o l'affitto!

    Quindi, una volta per tutte, se il tuo amico ti presta un CD (ma solo l'originale) e tu (ma solo tu) lo masterizzi (senza violare le protezioni) per il tuo uso e non per venderlo, allora questa NON è pirateria ma un comportamento perfettamente lecito. Tanto è vero che ci paghi pure l'"equo compenso" sul supporto vergine...

    Alessio Canova
    www.patnet.it
  • - Scritto da: AlessioC
    > Ti prego, leggi bene l'articolo 71-sexies.
    > Mi rendo conto che il "legalese" sia un po'
    > ostico ma confido che tu riesca a capire
    > che:
    > - se la copia è privata (rimane tua e
    > solo tua)
    > - è effettuata da te (non dal
    > fratello o dall'amico)
    > - per uso personale (non la presti)
    > - senza scopo di lucro (non la vendi)
    > - nel rispetto delle misure di protezione
    > (quello di cui si parlava nell'articolo
    > allora è perfettamente legale.
    > La norma è pensata proprio per il
    > prestito o l'affitto!
    >
    > Quindi, una volta per tutte, se il tuo amico
    > ti presta un CD (ma solo l'originale) e tu
    > (ma solo tu) lo masterizzi (senza violare le
    > protezioni) per il tuo uso e non per
    > venderlo, allora questa NON è
    > pirateria ma un comportamento perfettamente
    > lecito. Tanto è vero che ci paghi
    > pure l'"equo compenso" sul supporto
    > vergine...
    >
    > Alessio Canova
    > www.patnet.it

    Perdonami se mi permetto (sei sicuramente piu' competente di me) ma non e' che la legge in questione parla anche di profitto e non solo di lucro? Cioe' di trarre "vantaggio" nel copiarsi l'opera piuttosto che acquistarla originale (perche' di fatto risparmi dei soldi). Se cosi' non fosse allora io potrei copiarmi tutti i film che mi affitto (sempre SENZA violare le protezioni) invece di comprarmeli originali, e potermeli vedere quante volte voglio a casa mia... tutto sborsando solo i soldi dell'affitto e del supporto vergine... mi sa che qualcosa mi sfugge (e non parlo delle protezioni dell'eventuale videocassetta/dvd).
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Come faresti a farti una "copia privata" non
    > disponendo dell'originale?

    Semplice, acquistando legalmente la musica online e masterizzandola
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 9 discussioni)