IT, una mucca senza più latte?

Non mancano le testimonianze di chi in questi mesi ha visto naufragare molte promesse in un settore che altrove è al centro di una forte espansione. Tra sboom ed esuberi

Roma - Cara redazione, come molti dei vostri lettori, forse la maggioranza, lavoro nel settore IT da molti anni ormai. Non sono un vecchietto del settore, ma si può dire che ho iniziato ad occuparmi di informatica quando la New Economy non era ancora il traino dell'economia Italiana ed estera.

Così ho assaporato l'ebbrezza di essere conteso da molte aziende, di aver avuto la possibilità di scegliere e di rifiutare posizioni più o meno remunerative. Questo mi ha portato a lavorare per una delle più forti aziende IT nel campo della consulenza e della security.

Come molte ditte appartenenti a quel settore il periodo della New Economy ha portato una ricerca sfrenata e all'assunzione continuativa di personale qualificato. Si assumevano sviluppatori, project leader, system engineer o nuove figure di cui nessuno aveva mai sentito l'esigenza o la necessità di avere in passato.
Spesso le funzioni, dal nome esotico e molto americanizzato, stampate sui biglietti da visita, nascondevano o meglio camuffavano enormi e spropositati stipendi, scarse se non quasi del tutto inesistenti competenze tecniche e la certa mancanza di passione verso il meraviglioso mondo dell'informatica. Parlo di passione, di quella pulsione improvvisa per qualsiasi cosa nuova, diversa e misteriosa che gravita intorno a questo magico mondo.
Quella pulsione che spinge la maggior parte dei vostri lettori a tenersi costantemente aggiornati, informati e impegnati nel leggere le notizie che gravitano intorno all'IT.

Così ci siamo ritrovati tutti insieme, spesso ammassati gli uni agli altri, affittati e noleggiati, appaltati e sub appaltati a grandi gruppi come HP ed Accenture. Però qualcosa non quadrava.

Il meccanismo iniziava piano piano a scricchiolare ed alcuni ne presagivano il collasso, proprio come gli avvoltoi che aspettano pazientemente il momento giusto per piombare sulla carcassa di un povero animale ferito, sentivano che il vento del benessere stava per lasciarli in alto mare proprio come la bonaccia lascia in panne le imbarcazioni. Lo sentivano eccome. I padroni iniziavano a vendere le aziende, capitalizzando, e i manager iniziavano a spostarsi verso settori più sicuri.

Finalmente arrivò il collasso. Ormai gli avvoltoi avevano fatto il loro dovere, spolpando tutto quello che c'era da spolpare, le aziende iniziavano a mostrare la poca sostanza di cui erano fatte e lasciando chiaramente vedere la mala gestione degl'anni passati. Le pessime gestioni coperte o ignorate dagl'enormi profitti di quel periodo d'oro, dove tutti correvano con il setaccio in mano a filtrare l'acqua dei fiumi per trovare la pagliuzza d'oro.

La mucca aveva finito il latte.

Il tuffo nel passato spesso è doloroso lo so, spesso però è più doloroso il presente. Un presente fatto di aziende allo sbando, aziende guidate da Manager incapaci e statalisti. Interessati esclusivamente al mantenimento della propria posizione a discapito di tutto e tutti. Mi sento come la Fallaci (non mi avvicino nemmeno per sbaglio alla sua bravura di scrittrice intendiamoci), mi sento come la Fallaci nel suo atto di accusa verso l'occidente e l'oriente, verso il mondo intero e verso se stessa.

Mi sento deluso e amareggiato di dover lavorare per aziende che violano i contratti, minacciano, ricattano e deludono sia professionalmente che moralmente.

Come tutti si ha il bisogno di mangiare, di portare a casa il pane per sfamare se stessi e la propria famiglia. Non parlo della michetta (pane tipico Milanese), parlo della dignità che ognuno di noi ha dentro. Quella dignità che ci permette di lavorare e vivere al meglio. Avendo la certezza di quello che facciamo. Sapendo che ci rende migliori, rende migliori le persone che ci circondano. Dignità che manca alle persone che in questo periodo decidono della sorte di centinaia di esuberi. Li definiscono esuberi. Non colleghi, non consulenti, non impiegati. Solo esuberi. Dignità che manca a Manager che se ne infischiano della legge Italiana, dei contratti locali e tantomeno di quelli nazionali. Aziende che decidono di non retribuire (senza giustificazione alcuna) i soldi concordati nel rinnovo del contratto nazionale del Commercio. Minacciano i loro dipendenti di non azzardarsi a fare ricorsi o cause se non vogliono rientrare nella macabra lotteria degli esuberi.

Così ci ritroviamo a lavorare per loro, con la speranza che il miraggio della New Economy possa ritornare per allietarci con il suo abbraccio dolce e suadente.
Speranza vana.... e sapete perchè? Amici miei la mucca ha proprio finito il latte.

Lettera firmata
TAG: italia
203 Commenti alla Notizia IT, una mucca senza più latte?
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  • Egli ha quivi compendiato la pura verita`.

    Ehh... si vede che le enciclopedie multimediali e i prodotti fatti con le scatole di montaggio non vendono piu` come una volta. Va a finire che a qualcuno tocchera` anche imparare a programmare, magari addirittura in maniera non-visual (ovvero l'esilarante sviluppo... si`, diciamo sviluppo tanto per dire, va'... di un'applicazione "in punta di mouse")... come, senza neanche il template di un progetto? Che mondaccio scomodo!

    Pensavo: se finisce il latte, magari prima o poi finisce anche l'inquinamento da marketing & altre figure discutibili dal nome altisonante e dallo stipendio gratificante. Con tutte queste cariche, mi guardo intorno e non riesco piu` a trovare i programmatori e i tecnici di un decennio fa. Quelli che davvero sapevano come stavano le cose, e come avrebbero funzionato meglio. Col solo difetto di non essere abbastanza presuntuosi. Ma la vita insegna: come si vede in questo post, a essere presuntuosi si puo` imparare.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Alex¸tg

    > Pensavo: se finisce il latte, magari prima o
    > poi finisce anche l'inquinamento da
    > marketing & altre figure discutibili dal
    > nome altisonante e dallo stipendio
    > gratificante.

    Davvero pensi che il marketing sia stipendio gratificante e nome altisonante?

    SiN
    1120
  • - Scritto da: SiN
    >
    >
    > - Scritto da: Alex¸tg
    >
    > > Pensavo: se finisce il latte, magari
    > prima o
    > > poi finisce anche l'inquinamento da
    > > marketing & altre figure discutibili dal
    > > nome altisonante e dallo stipendio
    > > gratificante.
    >
    > Davvero pensi che il marketing sia stipendio
    > gratificante e nome altisonante?

    Il marketing e` anche utile per pescare.
    Se il marketing esiste, significa che ha un ruolo.
    Dicevo solo che inquina moltissimo (la qualita`).

    Dicevo invece che non so quanto possa esserci di concreto nelle altre figure discutibili di cui un tempo non si sentiva il bisogno.
    non+autenticato
  • Ho visto commerciali sparapalle vendere di tutto, soprattutto prodotto web.

    Siti brutti, inusabili senza nemmeno dare il servizio email.

    Se il commerciante e' bravo l'azienda che lavora nell'IT non ha di che temereA bocca aperta
    non+autenticato
  • Se poi c'è qualcuno che per realizzare le promesse del c... si fa le nottate e i weekend gratuitamente per non sforare i costi (e non protesta)... allora si che non ci sono problemi

    Avanti il prossimo cliente!

    Ciao
  • - Scritto da: Anonimo
    > Ho visto commerciali sparapalle vendere di
    > tutto, soprattutto prodotto web.
    >
    > Siti brutti, inusabili senza nemmeno dare il
    > servizio email.
    >
    > Se il commerciante e' bravo l'azienda che
    > lavora nell'IT non ha di che temereA bocca aperta

    Heh... ma a quanto pare, e` proprio questo meccanismo che sta scricchiolando... o almeno, io ci spero!
    non+autenticato
  • Ho letto la lettera dell'amico deluso e le varie risposte che si sono susseguite sull'argomento. Dopo aver buttato a mare le posizione estremiste tipo: i capi sono sempre degli idioti, diplomati vs laureati, il co.co.co sempre e comunque sfruttato, etc. etc. rimangono (a mio modesto parere) una serie di fatti:

    1) il problema delle aziende che pagano in ritardo i fornitori ed i dipendenti sta diventando un fatto patologico e come tutte le patologie dovrebbe essere trattato con una adeguata cura. La concorrenza tra le aziende ha reso i margini operativi assolutamente risibili (sempre al netto dei soliti noti che nei diversi comparti vincono le gare ancor prima di partecipare) e questo unitamente al saldo delle fatture che non arriva e alla necessità di investire per rimanere aggiornati determina il ricorso alle banche ed un progressivo indebitamento che sovente porta al fallimento delle aziende.

    Chi riveste una carica di responsabilità in un'azienda del settore ICT (ma amplierei il discorso a molti altri settori) si trova a camminare in equilibrio precario tra uno stato che si propungna liberal-democratico ma nei fatti non allenta la morsa fiscale ed un mercato dove vige la legge del più forte.

    Il lavoro è ben fatto, il cliente "importante" è soddisfatto ma per il saldo sempre 120 gg minimo è necessario aspettare. E questo se parliamo di privato perché se andiamo sul pubblico allora possiamo aspettare anche 3 volte tanto e prendere i meritati soldini un anno dopo la conclusione del lavoro.

    2) Lo sboom di Internet ha avuto e sta ancora avendo dei risvolti positivi sul mercato. Qualcuno si ricorda l'abbondanza dei servizi free, delle aziende ipervalutate, dei guru del web, dei corsi di formazione per diventare web master in 10 giorni comodamente da casa mentre ci si rilassa con la playstation, dell'orgia di standiste nei padiglioni delle telco e degli ISP allo SMAU di Milano, dei progetti di e-commerce miliardari per vendere cubetti di ghiaccio agli eschimesi, delle impression 468x60 a 2000 lire, dei megaportali generalisti e di tante altre storielle del genere? Beh, di tutto questo io non ho alcun rimpianto e se oggi vado ad offrire al cliente un servizio chiedendo che questo pagato non mi sento più rispondere (fortunamente) che "...XXX me lo da gratis insieme alla lavatrice..."

    3) Nonostante i problemi congiunturali e strutturali sono convinto (oggi più di un tempo) che in molti settori dell'ICT esistano società che sanno offrire prodotti/servizi di qualità, a costi competitivi e senza sfruttare i propri dipendenti come muli da soma ma chiedendo loro di essere partecipi realmente di un progetto di crescita dell'azienda stessa e quindi di impegnarsi non solo per lo stipendio dell'oggi ma anche per quello di domani.

    Ciao,
    SDP
    non+autenticato
  • Cose brutte, ma bisogna dirle......


    Osso di Seppia
    non+autenticato
  • Io sto cercando lavoro magari qualcuno mi puo' aiutare .... zona Bologna
  • lascia stare...e' impossibile...io lo sto cercando da mesi.


    - Scritto da: Silenx
    > Io sto cercando lavoro magari qualcuno mi
    > puo' aiutare .... zona Bologna
    non+autenticato
  • Io sono tre anni che provo a rientrare in Emilia Romagna, ma ancora non ho avuto nessuna opportunità.
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