Rischiamo davvero di tenerci Internet Explorer?

Le ultime statistiche indicano che il browser Microsoft viene utilizzato dall'86 per cento dei navigatori. Cifre che fanno temere che la battaglia dei browser sia finita. Eppure una speranza c'è

Web - Qualcuno parla già di battaglia finita ed effettivamente, a guardare le ultime statistiche, può sembrare proprio così, visto che il browser Internet Explorer di Microsoft viene utilizzato dall'86 per cento dei navigatori internet. Si tratta di un dominio senza precedenti nel settore che a molti sembra effettivamente segnare la conclusione di una sfida, iniziata anni fa, con il gigante di un tempo, Netscape.

I dati ufficiali parlano di un veloce e inesorabile diffondersi del browser Microsoft ai danni di Netscape. Nel febbraio del 1999, lo share di mercato di Internet Explorer si era ancorato al 64,6 per cento. Questo significa che in 18 mesi il navigatore Microsoft ha seguito un trend di crescita impressionante, parallelamente al crollo dell'uso di Netscape, arrivato ormai ad essere sfruttato soltanto dal 13,9 per cento dei navigatori.

Ma siamo sicuri che Internet Explorer, che oggi detta legge perché nessun sito può permettersi di non essere "IE-compatibile", sarà il punto di riferimento anche in futuro?
Il motivo principale del crollo di Netscape, dicono tutti, è stato l'assenza di sviluppo. Bloccato ad una evoluzione della versione 4, Netscape è rimasto per più di un anno senza aggiornamenti, mentre alle orecchie di tutti arrivavano notizie quantomai incerte sul suo futuro. Elementi che hanno spinto molti, moltissimi, persino i fedelissimi, a rinunciare progressivamente al suo uso, ad adattarsi all'interfaccia diversa del browser Microsoft e ad abbracciare una tecnologia che veniva da Redmond. Persino gli utenti Mac in questo periodo hanno accettato Internet Explorer della "odiata Microsoft", una scelta resa pressoché obbligata anche per la sempre maggiore penetrazione degli altri software Microsoft nel mondo della mela.

Eppure un lume, per i fan di Netscape (oggi proprietà di America Online), sembra proprio che brilli in fondo al tunnel. Si chiama Netscape 6 e a tutt'oggi è soltanto una piccola fiammella in lontananza ma da quello che abbiamo visto potrebbe presto diventare un falò nella notte, tanto luminoso da allontanare tenebre a lungo sofferte.

Netscape 6 ci fa sperare in una fruttuosa rinascita di una sana rivalità tra browser, di cui tutti noi potremmo beneficiare, perché i suoi punti di forza non sono un segreto che potrebbe deluderci ma sono, o almeno sembrano, solide certezze. Il cuore di Netscape 6 è sviluppato da Mozilla.org, associazione di sviluppatori che contro tutto e tutti ha marciato in una direzione dal sapore rivoluzionario, e la sua forza commerciale sarà assicurata proprio da AOL, il colosso che dopo aver acquistato Netscape fu accusato di averla abbandonata.

Sarà una luce fioca quella in fondo al tunnel, ma il suo tremolio sembra riflettersi sul grande logo blu di Internet Explorer. Visto da lontano, sembra quasi che sia Explorer a tremare.

Gilberto Mondi
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