Lettere/A proposito di Hackmeeting

da Matro. L'hacking è buono per imparare dei principi di informatica che altrimenti non sarebbe possibile apprendere da altre fonti, ma poi bisognerebbe presto evolvere

Web - Un saluto alla redazione! Ho appena letto l'articolo comparativo di SMAUcomm2000 e Hackmeeting di Stefano Tagliaferri, i due ultimi eventi informatici romani. Chi
vi scrive è un lavoratore nel mondo dell'IT, ex "hacker", anzi "phreaker" per l'esattezza, quasi una decina di anni fa.

Mi trovo d'accordo con quanto descritto per SMAUcomm2000... mostrare tecnologie in fase di startup come già disponibili è il trend di queste ultime epoche (leggi: mesi) informatiche, discorso legato probabilmente all'entrata in borsa delle società tech che offrono e-servizi. Questo da un lato rinforza e migliora il mondo del lavoro informatico (c'è molta richiesta, si muovono più soldi), dall'altro lo impoverisce tecnicamente, con tecnologie che si sovrappongono a vicenda, con versioni beta (tutti i parser xml/xsl in circolazione) o addirittura quasi inesistenti (come BizTalk) spacciate per definitive.

Volevo invece cogliere lo spunto dell'Hackmeeting romano per qualche commento un po ' controtendenza... almeno contro la tendenza di Punto Informatico, che a questo evento ha dedicato molti elogi.
Dopo un periodo di attività nel campo dell'hacking, mi sono presto convertito ad impieghi più gratificanti e produttivi, che hanno come obiettivo il costruire qualcosa, piuttosto che trovarne qualche difetto. Capisco che per i ragazzini e ragazzi di oggi, far parte del mondo degli hackers fa gola ed è pure facile: basta aguzzare bene le orecchie, chattare su Irc nei canali giusti, leggere pagine web ben nascoste... ed ecco che i passaparola si accavallano e l'hacker di turno riesce a dipanare parte della matassa, carpendo qualche principio di funzionamento dei sistemi. Da qui allo "svelare qualche segreto" all'amico ed entrare così a far parte di questo mondo il passo è breve.

Ma ahimè, credo non basti installare Linux per essere automaticamente un conoscitore dei sistemi operativi, tanto da poter sentenziare a gran voce "Windows è una merda!": ho visto, a differenza di Tagliaferri, una discreta ignoranza in materia di informatica all'Hackmeeting; la frase che ho riportato l'ho sentita da molte bocche, addirittura da un ragazzino che tranquillamente affermava di conoscere pochissimo di informatica, tanto da fare grossa fatica nello spiegarci che caspita stava facendo. Ora, un qualunque informatico coscienzioso e preparato - anche non sviluppatore o sistemista - sa e capisce che da un sistema operativo come Windows c'è molto, ma molto da imparare, e per un "hacker" il fatto che sia a pagamento non dovrebbe essere un problema: non si dovrebbe stare fuori dalle logiche del business?

All'Hackmeeting ho visto, mentre passeggiavo tra le varie nicchie, una serie di pc posti sempre e comunque di spalle, il che tagliava fuori praticamente qualunque visitatore occasionale (che però ha letto gli inviti da diverse fonti ed ha pagato 5mila per entrare), ragazzi che chattavano o ascoltavano musica, qualche sniffer qua e là... un buon 80% degli hacker erano impegnati a settare le proprie macchine (moltissimi portatilini da 4 o 5 milioni...) o a tentare di fare danno a quelle dei vicini per farsi 2 risate... Ho provato a chiedere in giro cosa stessero facendo, a farmi coinvolgere, ma non c'è stato nulla da fare: rarissimi gli episodi di qualcuno in grado di spiegare qualche tecnica particolare, di mostrare qualcosa fatto da lui.

Sono poi andato alla "conferenza sull'X.25", all'incirca alle 2 di notte, mi aspettavo grandi cose dal momento che non si parlava d'altro... Durante la serata c'era di continuo la voce "la conferenza si terrà alla cattedrale" "si? a che ora?" "davvero? grazie", quello che mi chiedevo era se qualcuno veramente era a conoscenza di cosa di sarebbe parlato... ancora oggi ho forti dubbi in proposito.

Ho visto qualche minuto dell'evento ed era come mi aspettavo: un volenteroso conferenziere tentava di spiegare principi e funzionalità di un protocollo ormai in disuso... il pubblico non faceva una grinza quando gli venivano mostrati esempi (per la maggior parte non funzionanti, ma quello è il minimo) scoordinati ed ormai inutili... per la maggior parte sonnecchiava o fumava inebetito (non ho niente da dire contro le canne, ma forse non era il momento adatto), magari avrà sbadigliato quando gli veniva detto che X.25 lavora su reti ad "addirittura" 2400bps. In ogni caso ho avuto un buon attacco di nostalgia nel veder digitare le NUA... :-)

Quello che mi intristisce è vedere dei talenti sprecati in questo modo... perchè le persone che partecipavano avevano comunque ottime potenzialità. L'hacking è buono per imparare dei principi di informatica che altrimenti non sarebbe possibile apprendere da altre fonti, ma poi bisognerebbe presto evolvere, altrimenti c'è il rischio di non comprendere l'architettura reale delle tecnologie: ad esempio un ragazzo m'ha mostrato che riusciva a "vedere" l'hard disk di un pc sul quale girava Windows 98... "vedi? Windows fa schifo! Il supporto del tcp/ip fa cagare!"; ho visto poi che l'azione compiuta non era altro che accedere ad una cartella condivisa senza password, azione prevista dal sistema operativo. Il brutto è che non c'era un'intenzione di truffa, cioè di spacciare un normale accesso di rete in un tentativo di hacking, lui era veramente convinto di "sfondare il sistema"!

Non ho dubbi, infine, sul fatto che all'Hackmeeting erano presenti persone di grandi capacità... erano comunque ben nascoste, il che forse fa parte della mentalità di isolamento degli hacker.

Quello che vorrei comunicare, in tutta umiltà, a chi era presente alla manifestazione in prima persona, è che creare un protocollo di rete è molto più difficile e gratificante che tentare di bucarne uno, cioè di rincorrere le sviste di un altra persona, e che non c'è nulla di elettrizzante nè nello sviluppare un crack, né tantomento nello scaricarlo e farlo girare. Questo almeno è il mio parere.

Al prossimo meeting! :)

Matro