La legge nel realizzare pagine web

di Valentina Frediani (ConsulenteLegaleInformatico.it) - Quale rapporto deve intercorrere tra chi materialmente realizza le pagine e chi le commissiona? Quali sono i diritti connessi? Ecco il quadro legale

Roma - Il sito web rappresenta un "biglietto da visita" valido nell'era di internet in particolar modo se mediante il proprio sito si intende esercitare una professione o una attività. È quindi importante tener conto, una volta intenzionati seriamente alla sua realizzazione, che oltre agli aspetti grafici e contenutistici, una delle fasi più delicate è quella inerente al contenuto dell'accordo per la realizzazione delle pagine web.

Ad oggi, pochi sono coloro che adottano contratti per la realizzazione di pagine web, benché sia una delle tematiche che dà maggiormente adito a controversie. Facciamo quindi una carrellata sugli aspetti principali che dovrebbe contenere un contratto di questo tipo.

Occorre innanzitutto premettere che il contratto per la realizzazione di pagine web ha come parti colui che ha le capacità e le conoscenze necessarie alla creazione di pagine web o interi siti - cioè il realizzatore - e colui che ha interesse a veder proiettata la propria attività in rete - ovvero il committente -.
Prima di procedere a qualsiasi tipo di negoziazione, occorrerà che il realizzatore comprenda in modo approfondito quali sono gli obiettivi che il committente si prefigge di raggiungere grazie al sito da costruire. Altrettanto il committente dovrà essere in grado di puntualizzare sia lo scopo del sito, sia la tipologia di visitatori che probabilmente andranno a navigare sulle pagine: un passaggio con pochi aspetti giuridici ma sostanziale al fine poi di determinare il contenuto del contratto.

Una volta messo a fuoco quanto sopra, è interesse di entrambe le parti stipulare un accordo scritto che attraverso le specifiche del progetto di realizzazione tuteli il realizzatore da eventuali recriminazioni a fine lavori, e garantisca al committente di non gettare fondi al vento in cambio di un sito non funzionale e inadatto allo scopo.

Oggetto del contratto, e quindi le attività cui potrà essere chiamato il realizzatore, saranno essenzialmente la consulenza con progettazione del sito e la realizzazione della grafica. Con le attività di consulenza e la successiva progettazione il realizzatore si impegnerà a tradurre in un progetto quelle che sono le intenzioni del committente al fine di concretizzarne le idee e traslarle successivamente in pagine web (quantità di pagine, indice dei contenuti, eventuale presenza di database, ecc.). Con l'attività di realizzazione grafica, invece, prevedendo un contributo maggiormente artistico da parte del realizzatore, lo stesso si impegnerà ad intervenire direttamente sulla composizione dell'immagine, sulla collocazione dei testi, sulla presenza di fotografie, richiami sonori o quant'altro posizionabile su un sito.

È interesse del realizzatore puntualizzare sin dall'inizio se la fornitura dei testi e delle immagini sarà a carico proprio o del committente, anche se generalmente è consigliabile lasciare questo tipo di fornitura direttamente al committente che avrà indubbiamente conoscenze sufficienti per individuare gli argomenti di interesse dei potenziali visitatori.

Ed anche dal punto del vista del committente stesso fornire direttamente i testi e le immagini sarà una manovra più "sicura": accertarsi in prima persona in particolare, sull'origine della provenienza del materiale eviterà eventuali cause di violazione del diritto di autore; succede spesso infatti che taluno vada a reperire in rete testi o immagini appropriandosene senza autorizzazione e collocandoli su pagine web all'insaputa del titolare.

Su qualsiasi parte si focalizzi la fornitura di testi ed immagini non trascuriamo di dettagliarlo nel contratto: indichiamo espressamente che colui che non fornisce testi ed immagini sarà sollevato da qualsiasi responsabilità conseguente a violazioni del diritto di autore in relazione ai contenuti del sito.

Qualora la scelta di assumersi l'incombenza ricada sul committente, questo avrà a suo carico ogni responsabilità conseguente a omissioni o errori contenuti nel sito: omettere la descrizione di un prodotto per cui la legge obbliga l'indicazione di specifiche informazioni, pubblicare fotografie non corrispondenti a realtà, non potranno essere questioni riconducibili al realizzatore che rispetto a tali problematiche si porrà solo ed esclusivamente come mero esecutore.

Passando alla fase di svolgimento delle operazioni concordate, affinché il lavoro realizzato non incontri contestazioni ad attività conclusa, è interesse di entrambe le parti predisporre griglie scadenzate di presentazione del lavoro con relativa approvazione da parte del committente: ciò con lo scopo di evitare che il sito venga interamente realizzato senza alcuna supervisione del committente, che al termine potrebbe dunque disapprovare l'intero operato. Il mancato inserimento di una disciplina di avanzamento dei lavori, potrebbe far perdere i compensi al realizzatore e tempo ed investimenti preventivati al committente.

Non ultimo l'impegno che si può richiedere al realizzatore di non adottare la medesima grafica o la stessa tipologia di database in siti di eventuali concorrenti: la situazione, oltre che professionalmente scorretta, potrebbe provocare confusione nei potenziali visitatori-clienti, magari avvantaggiando un concorrente che si potrebbe avvalere di scelte grafiche o di contenuti già conosciuti sul mercato virtuale grazie alla promozione effettuata dal committente originario.

Ancora una volta emerge chiaramente come non si debba trascurare l'importanza di sottoscrivere un accordo dettagliato circa i rapporti da instaurare: prevenire è sempre meglio che perdersi tra le aule di tribunale!

Avv. Valentina Frediani
www.consulentelegaleinformatico.it


Precedenti interventi di V. Frediani:
Responsabilità web: condannato ISP
Prorogata la scadenza del DPS
DPS obbligatorio per i dati elettronici
Il deposito legale e la comunità virtuale
26 Commenti alla Notizia La legge nel realizzare pagine web
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  • perchè e chi o cosa li ha costretti a chiudere?
    non+autenticato
  • E il tempo?
    NON SAI PIU' COME VESTIRTI !!!!!!!
    non+autenticato
  • Gli avvocati hanno il potere di farmi passare la voglia di fare qualcosa di serio. A sentire loro... fai qui, fai attenzione là, controlla questo e quell'altro, attento a quel diritto d'autore ... uff. Ma qui non si fa più niente. Fai un passo falso e sei nella merda fino al collo.

    Forse è meglio andare subito in pensione a 20 anni. Sì, ti togli dai piedi un sacco di rogne.
    non+autenticato

  • > Forse è meglio andare subito in
    > pensione a 20 anni.

    Sono vent'anni che ci provo.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Gli avvocati hanno il potere di farmi
    > passare la voglia di fare qualcosa di serio.
    > A sentire loro... fai qui, fai attenzione
    > là, controlla questo e quell'altro,
    > attento a quel diritto d'autore ... uff. Ma
    > qui non si fa più niente. Fai un
    > passo falso e sei nella merda fino al collo.
    >
    > Forse è meglio andare subito in
    > pensione a 20 anni. Sì, ti togli dai
    > piedi un sacco di rogne.

    A causa del DMCA voluto da Clinton tutti i servizi di web-hosting oramai vietano massicciamente qualsiasi contenuto audio/video anche se non è a scopo di lucro, per le idiozie sul copyright che impediscono ai fan di mettere sul web filmati di serie tv, pezzi di brani musicali e così via... e che vorrebbero ingabbiare e ridurre sull'astrico il 70% almeno delle famiglie nel mondo che usa oramai il P2P... (diciamo pure 90% esclusi *forse* i dipendenti di RIAA/MPAA/BSA/SIAE e compagnia bella--ma non è detto che i lor famigliari non ne usino...).

    A causa di questa burocrazia insensata si è visto un proliferare di siti inutili e siti truffa di ogni genere e non si è tutelato un cavolo di niente.
    La recente legge sullo SPAM poi è uno schifo assurdo, non tutela nessuno e causa ulteriori problemi ai servizi. E non elimina assolutamente i siti truffa, anzi !

    Se venisse messo tanto impegno per perseguire i veri criminali ed i veri reati almeno 50% dei problemi della società sarebbe risolto.
    non+autenticato
  • > Gli avvocati hanno il potere di farmi
    > passare la voglia di fare qualcosa di serio.
    > A sentire loro... fai qui, fai attenzione
    > là, controlla questo e quell'altro,
    > attento a quel diritto d'autore ... uff. Ma
    > qui non si fa più niente. Fai un
    > passo falso e sei nella merda fino al collo.

    E' il loro lavoro, conosco alcuni che girano sul web cercando possibili "reati" o pseudo tali per poi contattare il possibile futuro cliente per avviare una causa.

    Inoltre l'avvocato e' l'unico professionista che non deve garantire un risultato, ma deve comunque trovarsi dei clienti.


    > Forse è meglio andare subito in
    > pensione a 20 anni. Sì, ti togli dai
    > piedi un sacco di rogne.

    Mha! conosco persone che si sono pensionate presto poiche' hanno lavorato in certi enti che permettevano la cosa.
    La maggior parte vegeta nella noia.
    non+autenticato
  • Sono completamente d'accordo, ma credo che il problema non siano gli avvocati, bensì chi fa le leggi, in quanto gli avvocati si basano proprio sulla legge.
    non+autenticato
  • Ma per fare questo mestiere come bisogna registrarsi?
    Basta essere un consulente ? Si risparmierebbero un pò di contributi INPS, oppure bisogna registrarsi come ditta individuale di servizi?
    Siccome realizzo siti web per hobby (sono uno studente) vorrei sapere queste cose per fare l'attività seriamente, prima o poi.
    Grazie.
    non+autenticato
  • lascia perdere...il mercato e' saturo
    non+autenticato
  • ti apri partita iva e cerchi clienti... il problema è che non ci stanno piu clienti e la partita iva costa un botto
    non+autenticato
  • Grazie per le risposte.
    Dalle mie parti (alto casertano) ci sono ancora molte opportunità: alberghi, agriturismi, agenzie immobiliari, aziende nuove (grazie alla 488) e tante altre attività hanno una scarsissima presenza sul web. Quando hanno un sito, si tratta si semplici pagine web statiche (niente programmazione lato server e database per intenderci). Per non parlare del posizionamento nei motori di ricerca poi, non ci pensa mai nessuno a questo che è forse l'aspetto più importante. Credo che ci sia molto da fare, anzi da costruire.

    Ma aprire la partita iva ma non costava 100 ? circa l'anno?
    non+autenticato

  • Spero di esser letto anche se rispondo dopo due giorni - i forum di PI hanno vita brevissima.

    > Dalle mie parti (alto casertano) ci sono
    > ancora molte opportunità: alberghi,
    > agriturismi, agenzie immobiliari, aziende
    > nuove (grazie alla 488) e tante altre
    > attività hanno una scarsissima
    > presenza sul web. Quando hanno un sito, si
    > tratta si semplici pagine web statiche
    > (niente programmazione lato server e
    > database per intenderci). Per non parlare
    > del posizionamento nei motori di ricerca
    > poi, non ci pensa mai nessuno a questo che
    > è forse l'aspetto più
    > importante. Credo che ci sia molto da fare,
    > anzi da costruire.

    Dalle mie parti (profonda provincia torinese) idem. Pagine statiche, mai aggiornate, spesso vistosamente amatoriali, niente catalogo dei prodotti, e ai titolari delle ditte va bene così non appena capiscono che per avere di più si spende. Ho la sensazione che certe ditte abbiano un sito solo perché il loro provider non gli dice che si può avere la sola posta elettronica.

    I clienti non capiscono la differenza tra un sito fatto bene e uno da cane. Se provi a spiegarla, entrando necessariamente un po' nel tecnico, iniziano a squadrarti con diffidenza come uno che tenta di gabbarli col suo latinorum informatico.

    Fatto il sito, diciamo per qualche centomila lire, smetti di guadagnare perché vogliono metterlo su uno spazio gratuito per evitare spese ricorrenti - dalle quali potresti trarre un onesto reddito ricorrente.

    Quanto al posizionamento ai primi posti, lo esigono purché non costi - e fa anche rima.

    In poche parole, quello che una piccola-media azienda (cliente) è disposta a spendere non basta - moltiplicato per il numero di clienti che è ragionevole una ditta individuale riesca a mentenere - a far sopravvivere la tua.

    > Ma aprire la partita iva ma non costava 100
    > ? circa l'anno?

    Sì, ma come prendi la partita IVA devi pagare i contributi INPS, partendo da un minimo di quattro milioni l'anno, indipendentemente da quanto - o se - guadagni. Ogni tot mesi arriva un tagliando nella buca delle lettere e devi trottare alla posta con una mazzetta in mano.

    Poi ci sono le tasse.

    Devi pagare il commercialista che ti calcola quanto devi pagare: diciamo sul mezzo milione l'anno per una ditta individuale, dai sei ai dieci per una srl.

    Inoltre ogni momento saltano su nuovi adempimenti di cui devi informarti, talvolta a pagamento presso uno specialista se il commercialista non è in grado di informarti - ad esempio perché non sono cose di sua competenza.

    Poi ci sono le spese di esercizio - ad esempio la benzina per girare a cercare clienti.

    Fin qui il nero pessimismo, basato sulle mie esperienze. Ho avuto una ditta individuale dal 97 al 99. Il problema principale è che nessuno sapeva cosa fosse un sito e a cosa servisse e mi occorreva un commerciale. Nel 99 ho chiuso la ditta e mi son messo in società con altri, ma - non sto a dettagliare - non andavamo d'accordo e infine abbiamo ceduto le attività a un'altra azienda.

    Abbandonando il pessimismo, posso tentare qualche consiglio (c'è gente che si fa pagare per insegnare in dieci lezioni più o meno le stesse cose che condenso qui di seguito):

    Ditta individuale. Fai da solo e sei tu che comandi. Niente soci che sanno come dovresti fare il tuo lavoro pur non sapendo farlo, e mettono in continua discussione i tuoi metodi e i tuoi tempi. Niente soci che combinano pastette a tua insaputa trascinandoti nei pasticci. Dopo un po' t'accorgi che quel cerbero del padrone ti sfrutta, ma dopo tutto quel tale sei tu stesso...
    Se hai bisogno di lavoro esterno, il Web ormai pullula di programmatori, grafici, etc. che non si fanno pagare più del ragionevole.

    Se non ti spiace l'agitazione, girare in auto, il commercialista che telefona di continuo avvisando che c'è da pagare questo e quello, se la notte dormi ugualmente, puoi tentare.
    Avere una ditta è come travasare acqua con un secchio bucato: deve entrarci abbastanza acqua e devi fare abbastanza in fretta perché ne arrivi almeno un po' a destinazione.

    Prima di aprire una ditta, però, prova a tastare il terreno con qualche collaborazione occasionale, per vedere quanti clienti riesci a trovare, se hai feeling con i clienti e cose simili.
    Questo è un consiglio che il commercialista NON mi ha dato, sicché ho fatto lo sbaglio di buttarmi subito.
    Chiedere a conoscenti che hanno una ditta se vorrebbero un sito non serve: dicono tutti di sì, ma quando passi alle proposte serie si dissolvono con scuse varie e degnissime motivazioni.

    Il lato commerciale è estremamente importante. Il titolare d'azienda è più disposto a credere alle balle di un cinquantenne dal baffo grigio che a un tipo con la faccia da ragazzino che lo confonde con informazioni precise.
    Se hai la faccia da ragazzino - e non ci puoi far niente - comunque presentarsi in giacca e cravatta aiuta.

    Infine, ultimo ma non meno importante: come contattare i potenziali clienti. Se telefoni, ti intercetta la segretaria-firewall e il titolare sarà sempre occupato. Se mandi delle lettere, vengono cestinate senza neppure aprirle. Se ti presenti di persona senza appuntamento, non vieni ricevuto.
    Il metodo giusto dovrebbe essere telefonare, spiegare alla segretaria filtro chi sei e cosa vendi, proporre un appuntamento senza impegno in un orario comodo per loro.

    All'appuntamento, giova presentarsi con materiale multimediale esauriente e sintetico: secondo me l'optimum sarebbe un CD che lancia in automatico un sito + PHP + database che compie mirabilia varie. Occorrono mesi per prepararlo, perciò va creato prima di aprire la ditta.

    Buon lavoro

    non+autenticato
  • Anche dopo due giorni il tuo post è stato letto. E ti faccio i complimenti. Per la precisione e generosità con cui hai descritto ciò che capita a chi passa dal dire al fare.

    Io però, forse, alla cravatta non la darò mai vinta!

    Buona vita.
    non+autenticato

  • > Io però, forse, alla cravatta non la
    > darò mai vinta!

    Raccappriccianti leggende urbane raccontano di gente trascinata per decine di metri dal tram per colpa della cravatta.
    non+autenticato

  • Finalmente la risposta che volevo, anzi molto di più, persino utili consigli su come muoversi in questo settore.

    Grazie e buon lavoro anche a te.Sorride
    non+autenticato
  • se ne fai 3-4 all'anno puoi iniziare come collaborazione occasionale senza p.iva
    se ne fai di più diventi consulente informaticco inps 13% con p.iva fermo restando che non sei anche un isp.
    quando ti allarghi il giro mantieni stessa partita iva ma diventi ditta individuale ...

    buona fortuna
    non+autenticato

  • > se ne fai 3-4 all'anno puoi iniziare come
    > collaborazione occasionale senza p.iva

    Benissimo, quindi è possibile cominciare senza costi.
    Inizierò così, anche se, in verità, qualcosa l'ho già realizzato.

    Grazie ancora.

    Come vedi sei stato letto ancoraOcchiolino
    non+autenticato
  • Che iiiene fregherà al cliente di che tipo di database uso.... bah! Se mai dovrò rivolgermi all'avvocato gli dirò che non deve, ripeto: NON DEVE assolutamente usare la stessa carta da lettere che ha usato con altri clienti!
    ;)
    non+autenticato
  • Forse non si tratta del tipo di Database, cioè il DBMS, ma della struttura del database realizzata per il cliente, cioè tabelle, campi, indici, vincoli, store procedures, ecc., ecc., quindi non della carta dell'avvocato ma di quello che ci ha scritto sopra.
    In questo caso un cliente potrebbe chiedere di avere l'esclusiva su quel tipo di soluzione, ma certe cose si pagano molto profumatamente, perchè in teoria chi ne è proprietario può disporne come vuole e quindi anche rivendere e farci gli ex-miliardi.
    Riprendendo il tuo esempio potresti chiedere al tuo avvocato di non rivendere ad altri un'atto che ha redatto su tua commissione. Immagino che l'avvocato ti chiederà in cambio un botto di soldi visto che in quel caso tu chiederesti di acquistare la proprietà intellettuale dell'opera e non l'uso della stessa, e di conseguenza potresti anche rivenderti l'atto e farci dei soldi, come alcuni siti già fanno.
    non+autenticato
  • > Riprendendo il tuo esempio potresti chiedere
    > al tuo avvocato di non rivendere ad altri
    > un'atto che ha redatto su tua commissione.
    > Immagino che l'avvocato ti chiederà
    > in cambio un botto di soldi visto che in
    > quel caso tu chiederesti di acquistare la
    > proprietà intellettuale dell'opera e
    > non l'uso della stessa, e di conseguenza
    > potresti anche rivenderti l'atto e farci dei
    > soldi, come alcuni siti già fanno.

    Comunque e' tutto abbastanza difficile, anche se non vogliono che ripeta la stessa tipologia di database, ne posso costruire una simile che fa la stessa cosa e rivendera a chi voglio.

    Occorre cercare di capire cosa un avvocato puo' intendere per database prima di parlarne ulteriormente.
    non+autenticato
  • un buon contratto tipo da usare come spunto http://www.aiap.it/pdf/contra.pdf (...è gratis Occhiolino)
    non+autenticato
  • ottimo contratto.
    c'è qualcosa in giro un pelo più specifico per chi realizza, più che la grafica, applicazioni web?

    per intenderci, per gli sviluppatori professionisti php, asp, java ecc con db mysql, postgres ecc?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > ottimo contratto.
    > c'è qualcosa in giro un pelo
    > più specifico per chi realizza,
    > più che la grafica, applicazioni web?
    >
    > per intenderci, per gli sviluppatori
    > professionisti php, asp, java ecc con db
    > mysql, postgres ecc?

    gli sviluppatori php, asp, ecc... sono la categoria più sconosciuta... eppure lavorano molto più dei graficiTriste
    non+autenticato
  • > gli sviluppatori php, asp, ecc... sono la
    > categoria più sconosciuta... eppure
    > lavorano molto più dei graficiTriste

    mi vien da piangere a pensarciTriste
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > gli sviluppatori php, asp, ecc... sono la
    > categoria più sconosciuta... eppure
    > lavorano molto più dei graficiTriste

       Di sicuro sono tra quelli che si lamentano di più... Occhiolino

    nda
    non+autenticato
  • > gli sviluppatori php, asp, ecc... sono la
    > categoria più sconosciuta... eppure
    > lavorano molto più dei graficiTriste

    Per il momento il web e' ancora visto come un'estensione della televisione e quindi grafica e cazzabubbole in movimento, piuttosto che applicativi che velocizzano i processi aziendali.
    non+autenticato