Indymedia, interpellanza di PRC

Titti De Simone, Tiziana Valpiana e Giovanni Russo Spena sono i tre parlamentari che chiedono risposte immediate dal Governo per la censura di Indymedia

Roma - Riportiamo di seguito l'interpellanza presentata da tre parlamentari di Rifondazione comunista rivolta al presidente del Consiglio dei ministri e al ministro delle Comunicazioni in merito alla censura dei server Indymedia

"Premesso che:
- le autorità statunitensi hanno emesso un ordine federale imponendo all'ufficio di Rackspace negli Stati Uniti di consegnare loro l'hardware di IndYmedia situato a Londra. Rackspace è uno dei providers che ospitano il web di IndYmedia con uffici negli Stati Uniti e a Londra. Rackspace ha acconsentito, senza prima renderlo noto a Indymedia, e ha consegnato i server di Indymedia nel Regno Unito. Questo atto ha colpito più di 20 siti di Indymedia in tutto il mondo;

- nella giornata del 7 ottobre dei funzionari dell'FBI hanno sequestrato a Londra e negli USA i dischi contenuti nei computer che ospitano molti siti locali di Indymedia, fra cui l'edizione italiana italy.indymedia.org e altri del network Indymedia, tra cui quello Palestinese, Belga, Africano, Brasiliano e Tedesco;
- Indymedia è venuta a conoscenza del fatto che la richiesta di sequestrare i server di Indymedia ospitati da una compagnia americana con sede nel Regno Unito ha avuto origine da agenzie di governo italiane e svizzere;

- Su questi server erano ospitati più di 20 siti web di Indymedia, parecchie stazioni radio in streaming online e altri progetti;

- Le ragioni fondanti di quest'ordine non sono ancora state rese note a Indymedia;

- Rackspace aveva reso una dichiarazione pubblica in cui spiegava di aver SPENTO i server in risposta a un ordine all'interno del Trattato di Mutua Assistenza Legale (MLAT), che stabilisce le procedure di assistenza reciproca fra nazioni per investigazioni riguardanti il terrorismo internazionale, rapimenti e riciclaggio di denaro sporco;

- Interrompendo i servizi offerti dal network Indymedia si è calpestato il diritto alla comunicazione e all'informazione di tutte le migliaia di persone che utilizzano quotidianamente questi servizi;

- Sequestrando quei dischi, che con tutta probabilità contenevano anche mail private oltre a pagine web, si è violato ripetutamente il diritto alla privacy e alla segretezza della corrispondenza; considerando che è possibile fare una copia dei dati dei computer per indagare sul loro contenuto un sequestro di questo genere è irragionevolmente repressivo;

- Il sequestro è stato operato da agenti federali statunitensi anche in territorio britannico su un server internazionale, senza nessun atto legale preventivo, senza fornire motivazioni per il sequestro e con una operazioni di polizia per molti versi misteriosa;

- Questo sequestro di fatto lancia un messaggio intimidatorio a tutti i cittadini che praticano su internet il diritto al dissenso attraverso la produzione dal basso di informazioni estranee ai circuiti commerciali;

- Questo sequestro ricorda molto da vicino le censure, gli oscuramenti e le persecuzioni che hanno segnato i periodi più bui del millennio appena trascorso;

per sapere:

- quale sia stato il ruolo del nostro Paese nella vicenda che ha portato alla chiusura del server della rete di Indymedia;

- quali iniziative intenda assumere per permettere una rapida e completa ripresa delle loro attività, la restituzione di quanto sequestrato e per accertare le responsabilità e le motivazioni di chi ha disposto questo provvedimento;

- se non ritenga che questa azione rappresenti una ingerenza gratuita degli Stati Uniti nelle attività telematiche di un altro stato sovrano, e che potrebbe ripetersi in futuro anche su altri siti di comunicazione sociale, italiani e internazionali, che svolgono attività pubbliche alla luce del sole così come ha sempre fatto finora il network Indymedia."

On. Titti De Simone
On. Tiziana Valpiana
On. Giovanni Russo Spena
TAG: censura
48 Commenti alla Notizia Indymedia, interpellanza di PRC
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  • Forse dovrei scrivere a questi ministri affinché interroghino la fazione italiana di indymedia per sapere come mai, qualche tempo fa, io venni censurato dai questi falsi paladini della libertà di indymedia.

    In seguito alle violenze di Genova, scrissi un messaggio (assolutamente rispettoso, solo critico) sui dimostranti violenti che devastarono la città di Genova, come commento ad uno dei soliti articoli, po' di parte, che si leggono su http://italy.indymedia.org/index.php

    Nel giro di mezzora il mio commento è sparito.

    Se ora indymedia è stato censurato (che poi si tratti di altro è in fondo irrilevante) non può che farmi piacere (purtroppo).
    non+autenticato
  • Leggetevi IMPERO di Tony Negri e capirete molto molte cose... poi potrete dirvi daccordo o meno con le teorie esposte ma senz'altro le idee saranno + chiare. Ciao
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Leggetevi IMPERO di Tony Negri e capirete
    > molto molte cose... poi potrete dirvi
    > daccordo o meno con le teorie esposte ma
    > senz'altro le idee saranno + chiare. Ciao
    letto e secondo me e' una stronzata.

    il concetto di impero come quello di moltitudine si basa su fondamenti non veri

    1 La convergenza degli interessi delle borghesie, cosa dimostrata falsa dalla guerra in irak dove si sono scatenati in sede ONU i conflitti tra gli interessi contrapposti di varie borghesie di paesi imperialisti

    2 l'immaterialita del lavoro e quindi il superamento dell'alienazione dei mezzi d produzione dalla forza lavoro
  • La cosa piu' grave, e che nessuno sembra voler notare, e' che i reati contestati (vilipendio alle forze dell'ordine, vilipendio alle forze armate), negli USA e in UK NON SONO REATI.

    Quindi una nazione puo' colpire degli stranieri nel proprio territorio, senza che le loro stesse leggi le proteggano, in virtu' del trattato MLAT.

    Problema: se l'Iran aderisse all' MLAT, potrebbe far chiudere qualsiasi sito italiano perche' le annunciatrici non portano il velo?

    Perche' di questo stiamo parlando: ne' in UK ne' in USA vigono leggi che puniscono il vilipendio in astratto alle forze dell'ordine. In italia si. Su un'azienda americana cala una legge italiana, e viene applicata.

    Interessante. Speriamo che l' IRAN non firmi mai MLAT. Potrebbero anche oscurare il sito di bush, seguendo questi principi, perche' viola le leggi iraniane sulla salute pubblica...

    Ma questo nessuno lo dice....
    non+autenticato
  • Sarebbe da dire che quelli di Rackspace si sono prestati senza problemi a fare quello che chiedeva l'FBI, senza neanche provare a resistere, quindi hanno collaborato volontariamente.

    I clienti di rackspace tengano nota di tutto ciò e cambino fornitore di servizi - così rackspace e altri avranno un buon motivo per resistere ad richieste illecite.
  • Credo invece che passerò presto a usare rackspace
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > La cosa piu' grave, e che nessuno sembra
    > voler notare, e' che i reati contestati
    > (vilipendio alle forze dell'ordine,
    > vilipendio alle forze armate), negli USA e
    > in UK NON SONO REATI.
    >
    > Quindi una nazione puo' colpire degli
    > stranieri nel proprio territorio, senza che
    > le loro stesse leggi le proteggano, in
    > virtu' del trattato MLAT.

    sicuro??
    non è che chi ha commesso il reato è italiano e conseguentemente soggetto alle leggi italiane??
    e quindi le prove del reato sono sequestrabili dietro richiesta degli organi competenti??
  • perché quelli che stanno dall'altra parte si sono mossi per censuralo.
    dall'altra parte, giustamente, si muovono per sboccarlo.

    perche nel mio sito web non posso essere libero di scriverci pure le bestemmie? Vi immaginate le guardie svizzere che mi vengono a sequestrare il sito???!!!???

    baci!
    non+autenticato
  • Non mi piace la bestemmia, contro qualsiasi credo religioso, pero' penso che tutti fondamentalmente siamo liberi di bestemmiare.
    Il problema non riguarda la morale in se ma la civile convivenza: un conto e' dire "il tale e' un ladro perche' ha rubato e ne ho le prove", un'altro e' dire che "il tale e' un ladro" o qualsiasi altro epiteto di spregio. Se tutti cominciassimo a spargere volantini con offese gratuite a destra e a manca, a parte il fatto che non ne nascerebbe nulla di particolarmente edificante ma soprattutto credo che ne nascerebbero risse un po' dappertutto (si sa' che quando si va sul pesante a passar dalle parole ai fatti ci vuole poco). Tu sei libero di offendere chi ti pare ma poi sarebe bene che non ti lamentassi delle possibili conseguenze... non si sa' mai a chi si va ad urtar l' umore. Beninteso... non che la parte offesa abbia maggior ragione, sto solo descrivendo un **meccanismo** oramai oltremodo conosciuto da qualsiasi individo dotato di un minimo di raziocinio. Questa come regola generale.
    Personalmente trovo giusto che la legge punisca l' offesa gratuita se reiterata, continua ed insistente. Ci sono ben altri modi per non essere daccordo...

    - Scritto da: Anonimo
    > perché quelli che stanno dall'altra
    > parte si sono mossi per censuralo.
    > dall'altra parte, giustamente, si muovono
    > per sboccarlo.
    >
    > perche nel mio sito web non posso essere
    > libero di scriverci pure le bestemmie? Vi
    > immaginate le guardie svizzere che mi
    > vengono a sequestrare il sito???!!!???
    >
    > baci!


    ==================================
    Modificato dall'autore il 13/10/2004 19.48.57

  • - Scritto da: Alessandrox
    > Non mi piace la bestemmia, contro qualsiasi
    > credo religioso, pero' penso che tutti
    > fondamentalmente siamo liberi di
    > bestemmiare.
    > Il problema non riguarda la morale in se ma
    > la civile convivenza: un conto e' dire "il
    > tale e' un ladro perche' ha rubato e ne ho
    > le prove", un'altro e' dire che "il tale e'
    > un ladro" o qualsiasi altro epiteto di
    > spregio. Se tutti cominciassimo a spargere
    > volantini con offese gratuite a destra e a
    > manca, a parte il fatto che non ne
    > nascerebbe nulla di particolarmente
    > edificante ma soprattutto credo che ne
    > nascerebbero risse un po' dappertutto (si
    > sa' che quando si va sul pesante a passar
    > dalle parole ai fatti ci vuole poco). Tu sei
    > libero di offendere chi ti pare ma poi
    > sarebe bene che non ti lamentassi delle
    > possibili conseguenze... non si sa' mai a
    > chi si va ad urtar l' umore. Beninteso...
    > non che la parte offesa abbia maggior
    > ragione, sto solo descrivendo un
    > **meccanismo** oramai oltremodo conosciuto
    > da qualsiasi individo dotato di un minimo di
    > raziocinio. Questa come regola generale.
    > Personalmente trovo giusto che la legge
    > punisca l' offesa gratuita se reiterata,
    > continua ed insistente. Ci sono ben altri
    > modi per non essere daccordo...
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > perché quelli che stanno
    > dall'altra
    > > parte si sono mossi per censuralo.
    > > dall'altra parte, giustamente, si
    > muovono
    > > per sboccarlo.
    > >
    > > perche nel mio sito web non posso essere
    > > libero di scriverci pure le bestemmie?
    > Vi
    > > immaginate le guardie svizzere che mi
    > > vengono a sequestrare il sito???!!!???
    > >
    > > baci!
    >
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    > Modificato dall'autore il 13/10/2004 19.48.57

    Complimenti.
    non+autenticato
  • Uh gia' e' vero... siamo uno stato sovrano

    Chissa' perche' ero convinto del contrario... mah


    CoD
    non+autenticato
  • Sovrano dei padroni americani, cos'avevi capito ??
    non+autenticato
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