Typosquatting, un caso italiano

di Valentina Frediani (ConsulenteLegaleInformatico.it) - Il Crdd pone dei paletti piuttosto chiari all'utilizzo di un nome a dominio del tutto simile ad un marchio commerciale. Scatta la riassegnazione

Errata corrige: In relazione all'articolo pubblicato ieri su punto-informatico dal titolo "Typosquatting: un caso italiano" siamo a sottolineare che la risoluzione è stata emessa avverso il Sig. Mauro Alessi, assegnatario, mentre il ruolo di www.tuonome.it è stato citato esclusivamente in qualità di mantainer con posizionamento del link sul sito a titolo di domain parking.

Di seguito il testo originale dell'articolo:

Roma - I nomi a dominio continuano a costituire mezzi di deviazione degli utenti a scopi commerciali. È di questigiorni una nuova pronuncia del Centro risoluzione dispute domini, nella quale si analizza una vicenda circa la tecnica del "typosquatting" ovvero quella pratica di chi effettua una registrazione di un nome a dominio molto simile ad altri domini o marchi noti e conosciuti, differenziandosi da questi per minime difformità letterali imputabili spesso a errori di digitazione.
La disputa è alquanto recente risalendo alla fine di luglio, quando la Essse Caffè SPA di Bologna avviava una procedura di riassegnazione (come previsto ex art. 16 regole di naming) per ottenere il trasferimento di un nome a dominio registrato da un signore di Prato, consistente in www.essecafe.it: il nominativo della ricorrente meno una "s".

Sul sito oggetto del contendere, alcun contenuto specifico, semplicemente una proposta di offerta per gli interessati alla registrazione di nomi a dominio, che venivano così invitati a visitare www.tuonome.it. La Essse Caffè lamentava così che il titolare del nome di dominio contestato altro non aveva fatto che "cavalcare" la notorietà dell'azienda - peraltro azienda operativa a livello internazionale - al fine di avere una ampia visibilità da parte di soggetti che digitando erroneamente l'URL si sarebbero visti proporre un servizio ben diverso da quanto richiesto.

La disputa è stata conclusa con la disposizione del trasferimento del dominio www.essecaffe.it alla Essse Caffè SPA sulla base di quanto disposto all'art. 16.6 regole di naming. Lo stesso stabilisce che il requisito che primariamente deve essere verificato per valutare l'opportunità di riassegnazione o meno del nome a dominio oggetto di contestazione, è quello della identicità o similitudine tali da indurre in confusione gli utenti rispetto ad un marchio o ad un nome proprio di cui è titolare il ricorrente. Nel caso specifico l'induzione in errore appare palese, infatti il Crdd ha elencato tutte quelle ipotesi al cui ricorrere si sarebbe potuto prospettare un qualche diritto del resistente: ad esempio nel caso in cui il sito avesse ospitato promozioni commerciali autonome, o in qualche modo il nome a dominio fosse stato riconducibile ad un nominativo di altra azienda anche priva di registrazione del rispettivo marchio, o di un'associazione o ente. In tal caso il Crdd avrebbe dovuto comparare le posizioni dei pretendenti anche in considerazione dei diritti acquisiti dal primo assegnatario con la registrazione. Ma l'assenza totale di un qualche interesse o colleganza con il nome a dominio registrato ha indotto il Crdd a concludere come la registrazione del nome a dominio sia avvenuta in totale mala fede ovvero con l'intenzione esclusiva di trarre da un errore di digitazione degli utenti visibilità e promozione commerciale del sito www.tuonome.it.

Una decisione poco contestabile a parere di molti soprattutto perché proiettata in un'epoca di assoluto sfruttamento della notorietà commerciale altrui approfittando dei potenti mezzi messi a disposizione della rete.

Avv. Valentina Frediani
www.consulentelegaleinformatico.it
TAG: domini
43 Commenti alla Notizia Typosquatting, un caso italiano
Ordina
  • Se un giorno ho voglia di andare a patonza e mi trovo davanti ad un bivio con due cartelli, uno porta a Topolinia, l'altro a Topolina. Dopo 100Km mi trovo in un fumetto, è colpa mia o di chi ha fatto il cartello?
    non+autenticato
  • Vedere www.crdd.it.
    Perchè non apriamo un dibattito anche per gli altri 181???
    non+autenticato
  • E` una stringa diversa, punto e basta.

    Continuano a non piacermi le regole che si basano su una specie di logica sfumata: in questo caso potrebbe anche essere giusto, ma nella legge e` anche specificato "si raccomanda l'uso di buon senso"?
    non+autenticato
  • Scusa Alex, hai ancora un sito attivo?

    grazie

    il Conte
  • > ma
    > nella legge e` anche specificato "si
    > raccomanda l'uso di buon senso"?
    E il buon senso non suggerisce anche che una stringa molto simile può generare confusione?
    La legge non deve tutelare le aziende e i visitatori anche dai problemi che nascono da questa possibile confusione?
    Quanti sono finiti su siti porno, magari mentre navigavano con i figli, sbagliando a digitare disney?
    IMHO il cibersquatting va valutato ed eventualmente sanzionato caso per caso, facendo prevalere il buonsenso su ogni altro regolamento.
    Insomma, avrei anche potuto muovermi 100 anni fa a registrarmi il dominio ma se metto dei cefali e delle zizze su disnei.com o dinsey.com (nomi tirato a caso), anche se mi chiamo Mr. Dinsey questo DEVE essere vietato dal buonesenso e il dominio deve essere censurato.
    O vogliamo chiamare buonsenso solo quello che tira acqua alle nostre argomentazioni?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > > ma
    > > nella legge e` anche specificato "si
    > > raccomanda l'uso di buon senso"?
    > E il buon senso non suggerisce anche che una
    > stringa molto simile può generare
    > confusione?

    Prima di tutto una stringa è un oggetto inanimato, quindi non "genera" confusione. Non colpevolizzare la stringa.
    Quello che vuoi dire è che una persona può rimanere confusa nel trovarsi di fronte ad una pagina web dai contenuti inaspettati. L'unico responsabile della confusione in questo caso è l'unico che ha sbagliato: chi ha digitato male la stringa giusta.

    > La legge non deve tutelare le aziende e i
    > visitatori anche dai problemi che nascono da
    > questa possibile confusione?

    La legge dovrebbe occuparsi di problemi più importanti (e ce ne sono tanti), non di cose che si cancellano riscrivendo l'indirizzo del sito, per pura colpa di chi l'ha scritto.
    E perché invece la legge non dovrebbe tutelare anche chi registra le stringhe sbagliate? Per loro è semplicemente pubblicità (a meno che non ti installino direttamente un dialer - questo è un altro paio di maniche), pure non invadente, in quanto non te la trovi in mezzo ad un film o davanti ad un edificio cittadino, su un cartellone di 3x4 metri. La cerchi tu (involontariamente).

    > Quanti sono finiti su siti porno, magari
    > mentre navigavano con i figli, sbagliando a
    > digitare disney?

    Paura di spiegare a tua figlia che cos'è un pisello?

    > IMHO il cibersquatting va valutato ed
    > eventualmente sanzionato caso per caso,

    IMHO non va sanzionato chi non fa male a nessuno!!!
    Vai a sanzionare chi invece ti falsa le percentuali di minerali nelle bottiglie di acqua naturale (2 su 3 di quelle sul mercato) e negli acquedotti (fonti ufficiali non pubblicate da laboratori di analisi - non sto mentendo).
    Vai a sanzionare Callisto Tanzi, che ha rovinato i risparmi di un numero enorme di famiglie!!!

    > facendo prevalere il buonsenso su ogni altro
    > regolamento.

    Un'altra cosa da mettere al bando è quell'accozzaglia di concetti astratti ed indefiniti come "buon senso", "senso del pudore", "decenza", "decoro", cioè tutte le cose soggettive che possono valere per un ultracentenario del sassarese e non per un indiano appena trasferitosi. Se vuoi far rispettare la legge, questa legge deve essere chiara e precisa, altrimenti una persona non può sapere se è autorizzato a fare una cosa oppure no. Voglio che un componente di una remota tribù di chissà quale parte del mondo possa venire in Italia ad andare in giro nudo perché rispetta i suoi canoni di decoro!

    > Insomma, avrei anche potuto muovermi 100
    > anni fa a registrarmi il dominio ma se metto
    > dei cefali e delle zizze su disnei.com o
    > dinsey.com (nomi tirato a caso), anche se mi
    > chiamo Mr. Dinsey questo DEVE essere vietato
    > dal buonesenso e il dominio deve essere
    > censurato.

    Il buonsenso in questo caso è un concetto bigotto che limita la libertà altrui in base al tuo volere.

    > O vogliamo chiamare buonsenso solo quello
    > che tira acqua alle nostre argomentazioni?

    Attendo risposte, ma poche perché il mio buon sensoDeluso !!! mi dice che è finita la pausa e devo tornare a lavorare.A bocca storta In lacrime
  • Chiacchere e demagogia, finta democrazia che si limita ad affermare che chiunque pensi qualcosa è uno stup*** senza proporre niente.
    Prima o poi troverai un sito diffamatorio tipo lenux.org (nome a caso) che afferma che linux costa 100 volte windows e viola oltre 372 licenze di SCO e che spaventerà tutti i clienti che avrai indirizzato su linux.org per prendere in esame quella soluzione.
    E fino a che, se e quando, SCO non sarà sbugiardata e se ti faccio uno studio ad hoc che lo dimostra (tipo mainframe contro PC-win), sono affermazioni perfettamente legali e non punibili...
    Ah, ma fino a che si tratta di qualcun altro, che vi frega, l'importante è fare polemica e propagandare che il vostro è buonsenso e qualunque altro no.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Chiacchere e demagogia, finta democrazia che
    > si limita ad affermare che chiunque pensi
    > qualcosa è uno stup***

    Non ho assolutamente detto che sia uno stupido. Lui ha la sua opinione ed io la mia, che però è perfettamente opposta alla sua.

    > senza proporre
    > niente.

    Se hai capito quello che ho voluto dire, allora avrai capito che non propongo niente perché per me il problema semplicemente non è un problema.
    Se un adulto digita male un indirizzo, sono affari suoi. Se lo fa un bimbo vedrà cose vere o false, belle o brutte, ma la responsabilità di un bimbo lasciato solo al computer non è del proprietario del sito con URL modificata, anche perché come ti dicevo, il senso del pudore è soggettivo. Ribadisco che se arriva giù un dialer od un virus, allora questa è un'altra storia.

    > Prima o poi troverai un sito diffamatorio
    > tipo lenux.org (nome a caso) che afferma che
    > linux costa 100 volte windows e viola oltre
    > 372 licenze di SCO e che spaventerà
    > tutti i clienti che avrai indirizzato su
    > linux.org per prendere in esame quella
    > soluzione.

    Tu credi a tutto ciò che ti dicono gli altri?

    > E fino a che, se e quando, SCO non
    > sarà sbugiardata e se ti faccio uno
    > studio ad hoc che lo dimostra (tipo
    > mainframe contro PC-win), sono affermazioni
    > perfettamente legali e non punibili...

    Esatto.

    > Ah, ma fino a che si tratta di qualcun
    > altro, che vi frega, l'importante è
    > fare polemica

    No, sto solo chiarendo qual è il mio concetto di libertà.

    > e propagandare che il vostro
    > è buonsenso e qualunque altro no.

    Non ho detto questo e se mi hai capito, l'ultima frase era leggermente sarcastica... scusa ma mi sono scordato lo smiley.
  • > Non colpevolizzare la stringa.
    Azz, e io che fino ad oggi le stringhe le cancellavo senza pietà, immaginando nel mio sadismo che soffrissero e finissero nell'inferno delle stringhe cancellate... cattiva stringa, cattiva!

    > L'unico responsabile
    > della confusione in questo caso è
    > l'unico che ha sbagliato: chi ha digitato
    > male la stringa giusta.
    La stringa non è giusta, è NON PER CASO una stringa scelta perchè è una delle più probabili che risulta da un errore di battitura, o dai tentativi casuali di chi non si ricorda la stringa giusta.
    Errare è umano, dimenticare è umano E entrambe le cose non sono reato, approfittare di errore diasattenzione o altro per arrecarsi un profitto (toh, ha la tasca aperta, aspetta che gli prendo il protafoglio, toh, non ha la porta blindata, aspetta che lo derubo) invece lo è. Non difendere l'indifendibile.

    > La legge dovrebbe occuparsi di problemi
    > più importanti (e ce ne sono tanti),
    si, quelle che decidi, democraticamente, SOLO TU... e tutti gli altri non capiscono nulla... mapperfavore!

    > > IMHO il cibersquatting va valutato ed
    > > eventualmente sanzionato caso per caso,
    > IMHO non va sanzionato chi non fa male a
    > nessuno!!!
    E questo ovviamente lo decidi solo tu, giudice, giuria e carnefice, DEMOCRATICAMENTE... bella cosa

    > Voglio che un componente di una remota
    > tribù di chissà quale parte
    > del mondo possa venire in Italia ad andare
    > in giro nudo perché rispetta i
    > suoi canoni di decoro!
    Ti spiego, se ci sono 10 persone per strada e quello che lui fa lede la libertà di 0 (o di < 1 ) può fare quello che gli pare, se già lede la libertà di due o ( < 1 ) di NON vedergli il pisello o di non annusargli il c*** per presentarsi, NON ha il diritto di farlo, questa è democrazia, chi decide le leggi è direttamente o meno la maggioranza e non il primo chiaccherone da bar o un aborigeno in visita.

    > Il buonsenso in questo caso è un
    > concetto bigotto che limita la
    > libertà altrui in base al
    > tuo volere.
    Insomma, io la penso in un modo, tu in un altro.
    La mia conclusione è che democraticamente si faccia una legge che affronti il problema (e il problema c'è visto che ci sono due parti che considerano diversamente la questione E ci sono cittadini che si sentono lesi), che come tutte le buone leggi sia applicata cum grano salis.
    La TUA conclusione è che TU hai ragione e gli altri no, mentre al contempo ti ergi a paladino del rispetto delle libertà altrui di fatto le neghi.
    La propria liberà finisce dove inizia quella degli altri.
    E smettiamola una buona volta di portare come esempi di libertà frodi palesi ed indifendibili (come sarà democraticamente giudicato) come esempi di libertà, non fanno altro che tirare fango sulla buona causa.
    non+autenticato
  • [CUT]

    > Errare è umano, dimenticare è
    > umano E entrambe le cose non sono reato,
    > approfittare di errore diasattenzione o
    > altro per arrecarsi un profitto (toh, ha la
    > tasca aperta, aspetta che gli prendo il
    > protafoglio, toh, non ha la porta blindata,
    > aspetta che lo derubo) invece lo è.

    Verissimo.

    > Non difendere l'indifendibile.

    Derubare è un'azione attiva. Il malfattore preleva ciò che non è suo. Un sito Internet, al contrario, propone (eccetto dialers e virus...). Se poi quello che c'è scritto dentro è falso e ti invita ad intraprendere azioni negative allora si parla di truffa.

    >
    > > La legge dovrebbe occuparsi di problemi
    > > più importanti (e ce ne sono
    > tanti),
    > si, quelle che decidi, democraticamente,
    > SOLO TU... e tutti gli altri non capiscono
    > nulla... mapperfavore!

    Non fare il moccioso. Io ho solo detto che ci sono molti problemi ben più gravi non ancora risolti e riguardano molte più persone. Non ho mai detto che decido io e neanche che gli altri non capiscano niente. Non inventare e non infamarmi.

    >
    > > > IMHO il cibersquatting va valutato
    > ed
    > > > eventualmente sanzionato caso per
    > caso,
    > > IMHO non va sanzionato chi non fa male a
    > > nessuno!!!
    > E questo ovviamente lo decidi solo tu,

    Decidere è facoltà di chi ha potere. Io non ce l'ho.

    > giudice, giuria e carnefice,
    > DEMOCRATICAMENTE... bella cosa

    Ho per caso leso qualcuno? Ho solo detto la mia opinione. Particolare, scomoda, ma solo un'opinine. Comunicare è un diritto inviolabile della Costituzione.

    >
    > > Voglio che un componente di una remota
    > > tribù di chissà quale
    > parte
    > > del mondo possa venire in Italia ad
    > andare
    > > in giro nudo perché rispetta i
    > > suoi canoni di decoro!
    > Ti spiego, se ci sono 10 persone per strada
    > e quello che lui fa lede la libertà
    > di 0 (o di < 1 ) può fare quello
    > che gli pare,

    Perfetto.

    > se già lede la
    > libertà di due o ( < 1 ) di NON
    > vedergli il pisello

    Se io vado in giro (vestito) ed a te non piaccio, ledo la tua libertà di non vedermi? Il pisello (oltretutto) è una delle cose più naturali che esistano...

    Vedo che hai un concetto piuttosto particolare di libertà.
    Da Garzanti linguistica (sito web):
    1. l'essere libero, la condizione di chi è libero; assenza di costrizione
    2. facoltà dell'uomo di pensare e agire in piena autonomia
    3. la condizione di un popolo che si governa con leggi proprie (ecc...)
    4. l'essere libero da vincoli, obblighi, impedimenti
    5. mancanza di controllo del comportamento o del linguaggio

    Come ben puoi vedere nessuna delle definizioni definisce come "libertà" il divieto imposto ad altra persona (vietargli di fare un sito con l'indirizzo che vuole), anzi il divieto è proprio limitazione della libertà altrui. Non confonderli. La tua libertà finisce dove inizia quella di un altro (l'hai scritto anche tu).

    > o di non annusargli il
    > c*** per presentarsi,

    Sei libero di non fare ciò che non vuoi.

    > NON ha il diritto di
    > farlo,

    Signori abbiamo un altro giudice!

    > questa è democrazia, chi
    > decide le leggi è direttamente o meno
    > la maggioranza e non il primo chiaccherone
    > da bar o un aborigeno in visita.

    Sì, ma ricordati che maggioranza non vuol dire per forza giustizia. O ti senti nel giusto solo perché buona parte degli altri la pensa come te?
    Sbaglio o Cristo fu lapidato? Aveva ragione lui o gli altri?

    [CUT]

    > Insomma, io la penso in un modo, tu in un
    > altro.
    > La mia conclusione è che
    > democraticamente si faccia una legge che
    > affronti il problema (e il problema
    > c'è visto che ci sono due parti che
    > considerano diversamente la questione E ci
    > sono cittadini che si sentono lesi),

    Altro appunto da fare: sì il problema c'è, certo! C'è chi si sente leso. Il punto è: chi si sente leso è davvero leso o si fà delle pare? Ti ricordo che chi sbaglia (a digitare) è responsabile dello sbaglio. Se scrive Dinsey invece di Disney, richiede al Web la pagina Dinsey ed il web gliela restituisce. Se poi l'immagine del sito non ti piace, cambia indirizzo. Sei libero di farlo. Ti ricordo che è l'utente a richiedere (per errore) la pagina Dinsey. Il signor "Dinsey" non fa altro che fargli vedere ciò che l'utente ha richiesto. Attenzione: ho scritto "ha richiesto", non "voleva ottenere", chiaro?
    Se il mio ragionamento è corretto, la legge non s'ha da fare, perché il problema è nella gente che vuole vietare ad altri di registrare l'indirizzo che gli pare.

    [CUT]

    > La TUA conclusione è che TU hai
    > ragione e gli altri no

    Dimmi dove l'ho scritto e mi metto in ginocchio sui ceci.

    > mentre al contempo
    > ti ergi a paladino del rispetto delle
    > libertà altrui di fatto le neghi.

    Ti rimando alle definizioni della parola "libertà" su qualsiasi vocabolario.

    [CUT]

    > E smettiamola una buona volta di portare
    > come esempi di libertà frodi palesi
    > ed indifendibili

    Se è una frode c'è già una legge apposita che la sanziona. Non c'è bisogno di un'altra.

    [CUT]

    ==================================
    Modificato dall'autore il 20/10/2004 2.15.21
  • > Derubare è un'azione attiva. Il
    > malfattore preleva ciò che non
    > è suo. Un sito Internet, al
    > contrario, propone (eccetto dialers e
    > virus...). Se poi quello che c'è
    > scritto dentro è falso e ti invita ad
    > intraprendere azioni negative allora si
    > parla di truffa.
    Ancora a difendere l'indifendibile e a fare finta di non capire?
    Ti è chiaro che in alcuni specifici casi NON E' PER CASO che il nome richiama un nome famoso o un comune errore di battitura?
    Se non è per caso significa che c'è un intento preciso di trarre profitto dall'ingenuità o disattenzione della gente, e va sanzionato. Dopotutto perchè la legge difende il più debole dal più forte, perchè protegge la mia proprietà quando non posso badarla?
    L'intento di vendere o fare passare una cosa per un'altra (come nella calunnia, *che, NB, non ha profitto immediato*, nelle frodi alimentari ecc) è già punito in molti settori.
    Se il tizio che ha registrato il nome che NON PER CASO viene confuso dimostra che non ne trae profitto in alcuna maniera e che non reca danno in NESSUNA maniera al sito con il nome famoso, allora la tua tesi si verifica, ma in quel caso, da chi sarebbe partita l'azione legale del contenzioso?
    Stiamo parlando di casi che si autoescludono.
    L'errore potrebbe essere casuale, o potrebbe esserci un fondato motivo perchè il nome sia simile, il giudice deve valutare caso per caso che non ci sia stato dietro un piano ben preciso per trarne profitto. Quindi io non sono per dare ragione categoricamente ad un tipo di richieste o ad un altro tipo.
    non+autenticato

  • > Ancora a difendere l'indifendibile e a fare
    > finta di non capire?
    > Ti è chiaro che in alcuni specifici
    > casi NON E' PER CASO che il nome richiama un
    > nome famoso o un comune errore di battitura?

    Certo!

    > Se non è per caso significa che
    > c'è un intento preciso di trarre
    > profitto

    Certo!

    > dall'ingenuità o
    > disattenzione della gente,

    Alt. Il sito ti propone qualcosa o ti fa vedere ciò che non vuoi vedere, ma se si tratta di trarre profitto dall'ingenuità della gente o dalla sua disattenzione, allora siamo nel campo della truffa. Ti sto dicendo che se il sito in questione ti truffa, va sanzionato, ma se il sito www.dinsey.com" vende fumetti di tipo diverso da Disney (ed il sito non è fatto in modo da farti credere di essere il sito Disney), sfrutta la pubblicità dovuta all'indirizzo simile, ma non lede nessuno. Si fa solo pubblicità.
    Insomma non dico che chi fa Cybersquatting non commetta alcun reato, ma solo che il Cybersquatting in sé non lo sia.

    Perché non hanno mai sanzionato chi vendeva magliette con D&G (di Dolce e Gabbana) che però avevano scritto sopra "Dolci & Gelati"? Perché, nonostante la somiglianza del marchio, pur essendo nello stesso settore (abbigliamento), non era una truffa! Se avessero avuto il marchio D&G fuori ed una piccola scritta "Dolci & Gelati" all'interno della maglietta, allora magari poteva essere una truffa.

    > e va sanzionato.

    Giudice.

    > E come la mettiamo.
    > Dopotutto perchè la legge difende il
    > più debole dal più forte,

    Se non sta truffando, ma il sito è comprensibile e non camuffato, il più forte non sta attaccando. Vedi tu.

    > perchè protegge la mia
    > proprietà quando non posso badarla?

    Non posso badarla? Sai di cosa stai parlando? Il Cybersquatter non ti entra nel PC quando sei fuori casa. Questo a meno che tua figlia al PC non incontri un sito truffaldino. Ma a questo punto torniamo nel campo della truffa.

    > L'intento di vendere o fare passare una cosa
    > per un'altra (come nella calunnia, *che, NB,
    > non ha profitto immediato*, nelle frodi
    > alimentari ecc) è già punito
    > in molti settori.

    Esatto.

    > Se il tizio che ha registrato il nome che
    > NON PER CASO viene confuso dimostra che non
    > ne trae profitto in alcuna maniera e che non
    > reca danno in NESSUNA maniera al sito con il
    > nome famoso, allora la tua tesi si verifica,

    Alt. Non deve recare danno a te. Non deve recare danno neanche al sito "buono", ma se per "danno" intendi "attirare più clienti" mostrando chiaramente i propri oggetti/servizi ed è chiaro che sono suoi e non del sito "buono", rimane legale (come 2 cartelloni pubblicitari affiancati).
    Avrai notato che ho iniziato ad usare termini soggettivi. Credo sia obbligatorio usarli nel campo della truffa.

    > ma in quel caso, da chi sarebbe partita
    > l'azione legale del contenzioso?

    Non capisco cosa intendi. Che differenza fa?

    > Stiamo parlando di casi che si autoescludono.
    > L'errore potrebbe essere casuale, o potrebbe
    > esserci un fondato motivo perchè il
    > nome sia simile,

    OK.

    > il giudice deve valutare
    > caso per caso che non ci sia stato dietro un
    > piano ben preciso per trarne profitto.

    Stai facendo un processo alle intenzioni? Mi ricorda... vediamo... 1984... Thought Police...

    Anche affiancare un cartellone pubblicitario ad uno della concorrenza può essere a scopo di profitto, ma non è un reato.

    > Quindi io non sono per dare ragione
    > categoricamente ad un tipo di richieste o ad
    > un altro tipo.

    Se ho capito quello che vuoi dire, neanch'io. Quando intendo che il Cybersquatting (cioé il solo usare un indirizzo - serie di caratteri - simile) non è da punire, non intendo che il sito relativo sia innocente. Anzi, nella maggior parte dei casi temo che sia un caso di truffa (vedi cybersquatting contro ebay), ma in questi casi c'è un atto di aggiro già sanzionabile per legge.
  • - Scritto da: Anonimo
    > > ma
    > > nella legge e` anche specificato "si
    > > raccomanda l'uso di buon senso"?
    > E il buon senso non suggerisce anche che una
    > stringa molto simile può generare
    > confusione?

    Il buon senso suggerisce molte cose: anche troppe.
    Non ritengo che il principio sia sbagliato, fammiti spiegare: e` che, caso per caso, puo` essere molto difficile da applicare. Veramente, io non vorrei essere nei panni di chi dovrebbe distinguere un caso colpevole da uno innocente.

    Seriamente, se uno stilista di moda dovesse aprire domani un sito col dominio "moscino.x", sarebbe colpevole di typosquatting nei confronti di boh... "moschino.it"? E perche`? Non posso chiamare la mia marca "moscino"? E nanche "soni" perche` ricorda "sony"? E neanche... (eccetera)?

    > La legge non deve tutelare le aziende e i
    > visitatori anche dai problemi che nascono da
    > questa possibile confusione?

    No. E` troppo sottile, come problema.
    Di gran lunga troppo sottile: se la legge cominciasse ad occuparsi di dettagli del genere, verremmo sommersi da cosi` tante leggi e cosi` tante possibili situazioni illegali, che chiunque prima o poi potrebbe essere considerato fuorilegge, e senza neanche che il soggetto se ne sia reso conto.

    > Quanti sono finiti su siti porno, magari
    > mentre navigavano con i figli, sbagliando a
    > digitare disney?

    E allora?
    Avranno visto (oddio oddio oddio) due poppe per sbaglio.
    Oh, al mondo esistono anche quelle, prima o poi dovranno anche rendersene conto.

    > IMHO il cibersquatting va valutato ed
    > eventualmente sanzionato caso per caso,
    > facendo prevalere il buonsenso su ogni altro
    > regolamento.

    Bene, rispetto la tua opinione, ma continuo a non essere d'accordo. E` una faccenda troppo sottile, e per di piu` abbastanza innocua. Non sento il bisogno che la legge mi tuteli da errori di battitura di "disney.com", davvero non ne sento il bisogno, come fino a qualche tempo fa non ne sentiva il bisogno nessuno. E non e` che fino a qualche tempo fa queste cose non succedessero... semplicemente, e dimostrando molto piu` buon senso, i visitatori prendevano atto dell'errore e lo correggevano.

    > Insomma, avrei anche potuto muovermi 100
    > anni fa a registrarmi il dominio ma se metto
    > dei cefali e delle zizze su disnei.com o
    > dinsey.com (nomi tirato a caso), anche se mi
    > chiamo Mr. Dinsey questo DEVE essere vietato
    > dal buonesenso e il dominio deve essere
    > censurato.
    > O vogliamo chiamare buonsenso solo quello
    > che tira acqua alle nostre argomentazioni?

    Vedi, e` un discorso pericoloso. Se la legge deve fare affidamento piu` sul buon senso di chi la interpreta caso per caso, piuttosto che su precisi parametri logici (hai registrato una stringa che corrisponde esattamente a tal dei tali), si entra in un banco di nebbie in cui potremmo non sapere piu` cosa e` legale e cosa non lo e`.

    La multa te la fanno se viaggi ad almeno 61 Km/h su una strada urbana in cui il limite teorico e` di 50 Km/h. Non te la fanno se viaggi a una velocita` che supera il limite di 40-60 Km/h, con un errore sperimentale di 10.
    non+autenticato
  • sono precise e vanno fatte rispettare!!!

    Sul caso "armani" mi sono gia' espresso, ma repetita juvant.
    In quel caso, IMHO, il domino doveva restare al timbrificio, in quanto nell'usare come dominio il proprio cognome io non vedo nessuna violazione di marchio reg., ne delle regole di naming
    Altrimenti io che mi chiamo Volpe che dovrei fare?
    Andare dai pelliciai a chiedere royalty?

    Invece nel caso specifico della notizia, giustizia e' stata fatta.
    Le regole dicono che domini creati con l'intento di creare confusione o di indurre in errore l'utente non sono validi.
    E che il caso in questione vi rientri in pieno non vi sono dubbi.

    Quindi non capisco tutte le polemiche che leggo relative al fatto che i domini vanno solo a chi ha piu' soldi o gli avvocati migliori.
    Il caso "armani" e' per me un'anomalia, spero isolata, agevolata da leggi vecchie ed inadeguate, nonche' da interpretazioni delle stesse nettamente di parte.
    Ma per il caso odierno non vedo che cosa ci sia da discutere...
  • - Scritto da: The FoX
    > sono precise e vanno fatte rispettare!!!

    Eh, no, questa regola e` sfumata, non precisa, e` proprio questo il problema che non me la rende valida.

    > Invece nel caso specifico della notizia,
    > giustizia e' stata fatta.

    Sissi`, e` vero, ma per fare questo scampolo di giustizia, quante altre ingiustizie potrebbero essere perpetrate rifacendosi a quella regola?

    > Le regole dicono che domini creati con
    > l'intento di creare confusione o di indurre
    > in errore l'utente non sono validi.

    Gia`, a quanto pare hanno aggiunto questa regola, che neanche conoscevo come parte delle regole di naming stabilite dalla RA italiana, l'ultima volta che le ho riviste era qualche anno fa, devo essermela persa.

    Il fatto e` che potrebbe essere TROPPO incerto stabilire quando il dominio e` stato creato con quegli intenti. Io, fossi in loro, non m'impelagherei in un discorso del genere: la stringa e` diversa, e la questione finisce li`. In casi del genere e` anche il visitatore che in primo luogo deve rendersi conto di aver fatto un errore.
    non+autenticato
  • - Scritto da: The FoX
    > In quel caso, IMHO, il domino doveva restare
    > al timbrificio, in quanto nell'usare come
    > dominio il proprio cognome io non vedo
    > nessuna violazione di marchio reg.,

    se lo avesse fatto come privato per il suo sito personale nessuno glielo avrebbe tolto.

    lo ha usato per una attività commerciale.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > - Scritto da: The FoX
    > > In quel caso, IMHO, il domino doveva
    > restare
    > > al timbrificio, in quanto nell'usare
    > come
    > > dominio il proprio cognome io non vedo
    > > nessuna violazione di marchio reg.,
    >
    > se lo avesse fatto come privato per il suo
    > sito personale nessuno glielo avrebbe tolto.

    Chi te lo garantisce?
    Con le tesi portate avanti dalla "Armani SPA" non si sarebbe salvato neanche in quel caso...

    > lo ha usato per una attività
    > commerciale.

    Che appunto si chiama "Timbrificio Armani", e non ad esempio "Timbrificio Veloce" di Armani L. e & c.
    E' certo che lui abbia voluto sfruttare il SUO cognome, ma essendo appunto il SUO cognome non vedo perche' non avrebbe dovuto/potuto...
  • - Scritto da: The FoX

    > Con le tesi portate avanti dalla "Armani
    > SPA" non si sarebbe salvato neanche in quel
    > caso...

    no, la ARMANI SPA porta avanti una tesi sul marchio e può farlo in quanto sono due aziende.
    Se fosse stato una persona fisica non glielo avrebbero tolto in quanto non c'è tutela dei marchi su ciò che non è un marchio

    > E' certo che lui abbia voluto sfruttare il
    > SUO cognome, ma essendo appunto il SUO
    > cognome non vedo perche' non avrebbe
    > dovuto/potuto...

    la cosa ridicola è che debba risarcire... però è tutto nel quadro legale della tutela dei marchi

    http://groups.google.it/groups?q=marco+itri+armani...
    non+autenticato
  • >consistente in www.essecafe.it: il nominativo della ricorrente meno una "s".

    O_o

    meno una "f" forse...


    edit: ok, sbagliato, manca una "s" ed una "f"...

    ==================================
    Modificato dall'autore il 19/10/2004 13.53.36
    Akiro
    1907
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 10 discussioni)