Il telefonino è la coperta di Linus

I manager italiani che vanno in ferie non utilizzano il desktop ma si tuffano su palmari, cellulari, portatili. Sennò è ansia

Roma - Che non ci si possa rilassare sulla spiaggia d'estate è cosa nota, soprattutto quando la folla è tanta e, di conseguenza, tanti sono anche i cellulari che squillano. Ma ora c'è addirittura uno studio che spiega perché l'hi-tech durante le ferie estive può non sempre rappresentare un fastidio ma, anzi, un "punto di riferimento".

Secondo l'Istituto di Studi Transdisciplinari (IPSA), osservatorio specializzato nell'analisi di fenomeni di costume, i manager italiani quando spengono il desktop per partire per le vacanze accendono palmari, notebook e soprattutto cellulari, per continuare a lavorare con quelle che gli esperti IPSA chiamano "tecnologie da ombrellone".

I cento manager interpellati dalla IPSA per trarre le sue conclusioni sono donne e uomini tra i 35 e i 50 anni che vivono in grandi città. Hanno "confessato" di vivere con ansia le ferie estive perché implicano un "distacco" dall'ambiente di lavoro che risulta difficile da digerire. E sarebbe questo il motivo del successo di quei device mobili che, pur non rimpiazzando la comodità di un ufficio, consentono di continuare a pensare al lavoro mentre si verifica con il piede la temperatura dell'acqua al mare o in piscina.
"Il manager - sostiene Massimo Cicogna, che presiede IPSA - è felice di lavorare ed è appagato dalla propria posizione, che definisce la sua identità. Durante la vacanza, questa identità viene meno e ciò genera insicurezze".
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