Il Cybercrimine sotterrerà internet

di P. De Andreis. Chi temeva che l'Europa avesse scelto la strada dell'oscurantismo digitale ne ha ora la conferma. Un trattato spazza via troppe cose

Il Cybercrimine sotterrerà internetRoma - Sembra incredibile ma l'Europa ha finalmente trovato uno spirito unitario per affrontare le sfide e le opportunità della rete. Ed è dunque insopportabile che lo abbia fatto sbagliando grossolanamente. Il Vecchio Continente ritiene che si possa lottare contro il crimine elettronico mettendo da parte alcuni diritti essenziali, come la privacy dell'individuo, e una fetta di libertà digitali peraltro già a rischio. Davvero un bel risultato per l'Europa del nuovo millennio.

Nei giorni scorsi il Consiglio d'Europa, un organismo che riunisce 41 paesi e al quale sono invitati come osservatori gli USA, il Giappone, il Canada e il SudAfrica, ha approvato la proposta di Trattato sul Cybercrimine, un trattato che si appresta, quando verrà approvato in via definitiva, ad ampliare i poteri di indagine delle polizie informatiche e a buttare a mare alcune importanti garanzie per gli utenti internet europei e non solo.

Le finalità ufficiali del Trattato sono del tutto condivisibili, come potrebbero non esserlo?: reprimere le frodi online, colpire la grande criminalità e il terrorismo che sempre più sfruttano internet per i propri scopi, impedire che internet sia strumento di profitto per chi abusa dei minori, dare battaglia ai virus e ai crackers più incalliti e via dicendo.
Sono obiettivi nobili, talmente nobili da aver finora oscurato il prezzo che presto inizieremo a pagare per raggiungerli. Il pericolo centrale riguarda la privacy dei cittadini europei. I loro dati, e le tracce lasciate nel mondo del digitale, potranno essere aggregati dalle autorità dei diversi paesi. Potranno essere realizzate "schede informative" che circoleranno nei diversi paesi convenzionati e i dati potranno essere conservati per tempi non definiti dal Trattato e diversi da paese a paese, senza vere garanzie della riservatezza nel trattamento delle informazioni.

Di questa situazione inverosimile e pericolosa aveva già avvertito senza molto successo il presidente dei Garanti europei della privacy, Stefano Rodotà, secondo cui è facile per le autorità cadere nella "tentazione" di sfruttare un bacino di dati senza precedenti messo a disposizione dalle nuove tecnologie. Rodotà teme vere e proprie schedature di massa che, se realizzate, costituirebbero un attentato alla libertà del cittadino europeo. Proprio Rodotà ha ricordato come "nei sistemi democratici la lotta alla criminalità non può mai sacrificare i diritti fondamentali".

Non solo, il Garante aveva avvertito che nel Trattato mancano norme uniformi e valide per tutti i paesi aderenti non solo sulle modalità di raccolta dei dati ma anche sui "casi e tempi di conservazione delle informazioni e i soggetti che possono utilizzarli".

Altra questione tuttora irrisolta è quella dell'uniformità delle norme relative ai poteri di intercettazione delle polizie dei paesi aderenti. La Global Internet Liberty Campaign aveva già avvertito dei rischi di quanto previsto dal Trattato che, secondo la GILC, potrebbe tradursi in una pesante limitazione della libera circolazione delle idee.

Ma a criticare il Trattato sono anche i provider, ai quali viene assegnato un ruolo difficile da sostenere, quello di "monitoraggio" dei propri utenti qualora questi siano segnalati dalle polizie. Un'operazione che dovrebbe essere effettuata dalle polizie stesse (sic!) e che invece viene "riversata" sui fornitori di servizi internet. L'EuroISPA, associazione che raccoglie i provider europei, ha spiegato che il Trattato non è accettabile così com'è e ha auspicato una sua sostanziale revisione prima dell'approvazione finale.

Secondo James X. Dempsey, del "Center for Democracy and Technology" di Washington, il Trattato è sbilanciatissimo: "Non ha la specificità necessaria per garantire una seria protezione della privacy a fronte invece di un potere di sorveglianza molto aumentato".

Ci sono volute 19 bozze di trattato per arrivare alla proposta che i paesi del Consiglio d'Europa hanno ritenuto accettabile. Se la proposta diverrà definitiva, allora anche i paesi "osservatori" potranno decidere di adottarla. Diverrà, dunque, uno standard per la parte ricca del Mondo, uno standard di trattamento dei dati e delle informazioni destinato ad imporsi ovunque nel tempo, ai danni di tutti.

Prepariamoci.

Paolo De Andreis
TAG: cybercops
19 Commenti alla Notizia Il Cybercrimine sotterrerà internet
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  • Non credo si debba scomodare Orwell. Credo che si debba scomodare la comunità europea, che sempre più si sta rivelando come una dittatura. La comunità la eleggiamo noi, è vero, ma non abbiamo nessun diritto di contrastare il suo strapotere. Si pensi soltanto all'assenza dello strumento referendum.
    Quello che invece necessita di riflessione è il fatto che il cittadino debba imparare se e quali strumenti ci sono per opporsi allo strapotere della comunità. Della necessità di avviare un'opposizione europea in grado di creare strumenti che siano capaci di dare fondamento giuridico alle richieste di annullamento di provvedimenti europei. Tutto è difficile perchè si tratta di costruire una democrazia europea, che fuoriesca dagli ambiti nazionali e diventi europea. Già il fatto che la comunità economica che fonda la sua unità solo sull'economia e poi emette provvedimenti che nulla hanno a che vedere con l'economia, ma con la libertà personale dei cittadini la dice lunga...
    non+autenticato
  • Purtroppo è TUTTO VERO!

    Triste((
    non+autenticato
  • Si sta avverando lo scenario previsto da Orwell in "1984".
    Una dittatura globale che impone pesanti limitazioni a libertà fondamentali come quella di pensiero e di espressione.
    Tuttvia in Italia abbiamo fatto di meglio, abbiamo inaugurato una nuova pseudo-legge sull'editoria che porterà ad una diminuzione    della libera conoscenza.
    Cmq complimenti alle democrazie occidentali per l'importanza che danno ai bisogni primari del cittadino.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Kosby
    > Si sta avverando lo scenario previsto da
    > Orwell in "1984".
    > Una dittatura globale che impone pesanti
    > limitazioni a libertà fondamentali come
    > quella di pensiero e di espressione.


    Sì, con una differenza: mentre Orwell aveva immaginato tutto questo come frutto di una società marxista, quello che abbiamo davanti è frutto della cosiddetta "democrazia".

    Una democrazia così democratica che assolve Bill Gates dall'accusa di monopolio e condanna il giudice che a suo tempo lo condannò.


    Mi verrebbe voglia di ridere ma non posso perchè sto piangendo...

    non+autenticato
  • la lotta al crimine, che e necessaria per assicurare la legalita...non hanno le risorse per spiarci tutti (non ancora almeno...siamo piu di 5 milliardi...)...


    il vero problema e che ogni giorno stiamo perdendo piano piano il controllo della nostra vita...e certe decisioni non fanno che peggiorare la cosa...seppur fatte con le migliori (???) intenzioni...
    e se continuera ad andare cosi alla fine ci ritroveremo dei borg...


    non+autenticato
  • Mi sembra che un sistema del genere sia destinato ad affogare sotto il peso del rumore.

    E' vero che loro possono schedare ogni identita' che vedono apparire su internet, ma voglio dire, se io mio faccio il "mio sito personale" prendendo una foto di qualche pinco pallino che esiste veramente, poi inizio a usare questo nome e cognome (che magari ho trovato sull'elenco del telefono), e diciamo che mi classifico come estrmista di sinistra.
    Perfetto.

    Dopodiche' un'altra persona si fa un altro sito fake, e inizia a scrivere cosi'. Dopotutto, cnosco un sacco di donne abituali chattatrici che fanno cosa del genere per fingersi uomini ed essere lasciate in pace.

    A quel punto, inizia un forte problema: il rumore.
    E attenzione, il fake potrebbe anche essere difficilmente distinguibile, se per esempio io uso il nome di un mio vicino di casa conoscendo i suoi interessi.

    Onestamente, queste mi sembrano dlle belle iniziative fatte per mostrare i muscoli, mostrare i muscoli, mostrare i muscoli.

    Poi il noise di fondo, prodotto dal'inevitabile labilita' del contetto di identita' in rete lo affoghera' in un mare di dati inutili , falsi o irrilevanti.

    Perlomeno, chi prepara un crimine informatico qualche tempo prima puo' lasciare tracce di se' con informazioni false, e solo stabilire cosa sia vero e cosa sia falso in un mare di post su usenet, su tutte le varie emssagerie, su n siti personali, sprofonderebbe questa organizzazione ....

    Non ci credo...stanno solo mostrando i muscoli.
    Giovani gorilla.

    LEv



    non+autenticato


  • - Scritto da: LEv
    > Mi sembra che un sistema del genere sia
    > destinato ad affogare sotto il peso del
    > rumore.
    >
    > E' vero che loro possono schedare ogni
    > identita' che vedono apparire su internet,
    > ma voglio dire, se io mio faccio il "mio
    > sito personale" prendendo una foto di
    > qualche pinco pallino che esiste veramente,
    > poi inizio a usare questo nome e cognome
    > (che magari ho trovato sull'elenco del
    > telefono), e diciamo che mi classifico come
    > estrmista di sinistra.
    > Perfetto.
    >
    > Dopodiche' un'altra persona si fa un altro
    > sito fake, e inizia a scrivere cosi'.
    > Dopotutto, cnosco un sacco di donne abituali
    > chattatrici che fanno cosa del genere per
    > fingersi uomini ed essere lasciate in pace.
    >
    > A quel punto, inizia un forte problema: il
    > rumore.
    > E attenzione, il fake potrebbe anche essere
    > difficilmente distinguibile, se per esempio
    > io uso il nome di un mio vicino di casa
    > conoscendo i suoi interessi.
    >
    > Onestamente, queste mi sembrano dlle belle
    > iniziative fatte per mostrare i muscoli,
    > mostrare i muscoli, mostrare i muscoli.
    >
    > Poi il noise di fondo, prodotto
    > dal'inevitabile labilita' del contetto di
    > identita' in rete lo affoghera' in un mare
    > di dati inutili , falsi o irrilevanti.
    >
    > Perlomeno, chi prepara un crimine
    > informatico qualche tempo prima puo'
    > lasciare tracce di se' con informazioni
    > false, e solo stabilire cosa sia vero e cosa
    > sia falso in un mare di post su usenet, su
    > tutte le varie emssagerie, su n siti
    > personali, sprofonderebbe questa
    > organizzazione ....
    >
    > Non ci credo...stanno solo mostrando i
    > muscoli.
    > Giovani gorilla.
    >
    > LEv
    >
    >
    >
    >    

    N.B. la legge non prevede di schedare le "identità di chi naviga su Internet" ma le persone. Per questo giustamente Paolo è preoccupato. E lo sono pure io.

    Non è lontano il giorno in cui, per poterci collegare, dovremo "strusciare" la nostra tessera personale. A quel punto come fai a fregarli?

    Saluti


    non+autenticato


  • - Scritto da: AB
    >
    > Non è lontano il giorno in cui, per poterci
    > collegare, dovremo "strusciare" la nostra
    > tessera personale. A quel punto come fai a
    > fregarli?

    Semplicemente, nasceraq' un mercato di accessi senza carta.
    Quando la gente CHIEDE un prodotto, sia esso anche la privacy, tranquillo che nasce un mercato.


    LEv
    non+autenticato
  • > > Non è lontano il giorno in cui, per
    > poterci
    > > collegare, dovremo "strusciare" la nostra
    > > tessera personale. A quel punto come fai a
    > > fregarli?
    credi che bastera una tessera ??? hai presente gattaca ??? fra un po ci impiantano chip direttamente nel cervello...e quando penserai al tuo capo (donna) nuda dira "processo mentale non autorizzato"...e quando ti sveglierai avrai gia la richiesta per danni da parte del tuo capo..."sei un maialeeeeeee"...


    > Semplicemente, nasceraq' un mercato di
    > accessi senza carta.
    > Quando la gente CHIEDE un prodotto, sia esso
    > anche la privacy, tranquillo che nasce un
    > mercato.
    peccato che sara illegale...


    non+autenticato
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