Nielsen: aumentano le cyberdonne

Negli Stati Uniti si è già arrivati al sorpasso mentre in alcuni dei paesi più connessi la maggioranza dominante, quella formata da uomini, inizia a perdere punti

Washington (USA) - Il caso più clamoroso è quello della rete statunitense dove, secondo Nielsen-Netratings, il 50,8 per cento delle attività online è appannaggio delle donne. Ma anche in altri paesi, come Australia, Gran Bretagna, Irlanda o Nuova Zelanda, dove la presenza femminile in rete è sempre stata minoritaria rispetto a quella maschile, lo scenario va cambiando.

La società di rilevazione sostiene che in Gran Bretagna il 60,9 per cento degli utenti di maggio erano uomini, un dato che colloca il paese di Charles di Windsor come il più "maschilista" per quanto riguarda Internet. Ben "piazzato" da questo punto di vista anche Singapore, dove gli uomini rappresentano il 57,6 per cento dell'utenza complessiva.

Le percentuali però scendono in altri paesi un tempo decisamente dominati dall'utenza maschile. In Australia gli utenti uomini sono ormai "solo" il 54,9 per cento, in Nuova Zelanda sono al 52,33 per cento e in Irlanda al 55,2 per cento.
Secondo Nielsen-NetRatings gli uomini, complessivamente, tendono a passare più tempo in rete rispetto alle donne.

Tra gli altri dati raccolti dall'azienda segnaliamo il calo progressivo nel numero di siti visitati da parte dell'utenza più "matura", quella americana. "Gli americani - sostiene la rilevazione - hanno visto solo 10 siti a testa nell'ultimo mese. Per contrasto, in paesi nei quali si naviga di meno gli utenti vedono anche il doppio dei siti. Per esempio in Gran Bretagna la media è di 16 diversi siti al mese e di 19 in Nuova Zelanda".
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