Domini: cybersquatting, offensiva globale

L'Organizzazione mondiale della proprietÓ intellettuale ha intenzione di lavorare anche per la protezione di domini ricavati da nomi di persona e localitÓ geografiche

Ginevra - Tra pochi giorni a Yokohama si riunirÓ l'ICANN per decidere il futuro dei domini e l'ampliamento del numero di estensioni internazionali di dominio. Nel frattempo il WIPO, l'Organizzazione mondiale per la proprietÓ intellettuale, stringe i tempi e lancia una nuova campagna contro il cybersquatting.

Il WIPO, che nei mesi scorsi Ŕ giÓ intervenuto come protagonista per dirimere controversie sui nomi a dominio anche in casi clamorosi come quello di worldwrestlingfederation.com o juliaroberts.com, ha deciso di attivare una offensiva internazionale contro la registrazione "spregiudicata" di domini internet ricavati da nomi di persona, localitÓ geografiche e "dagli altri casi in cui si mette a rischio la proprietÓ intellettuale".

Fino ad oggi il WIPO, agenzia ONU, aveva limitato la sua azione soprattutto ai trademark e alla registrazione di domini derivati da marchi commerciali di cui veniva poi tentata la rivendita (cybersquatting). Ora pare avere intenzione di rispondere alle pressioni che sono giunte soprattutto da USA e UE per affrontare decisamente il problema.
Un problema che, come sanno bene i lettori di Punto Informatico, Ŕ tutt'altro che facile da risolvere, soprattutto per quanto riguarda i nomi a dominio tratti da nomi di persone fisiche. Situazioni dove l'acquisizione di un dominio da parte di un possibile "avente diritto" (per esempio Julia Roberts per juliaroberts.com) pu˛ significare la soppressione del diritto di tutti coloro che hanno lo stesso nome ma che non possono disporre del dominio "del proprio nome".
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