La Cina non si può armare con le PS2

Dietro pressioni governative, Sony è costretta a rinunciare all'appalto di alcune parti della PS2 ad aziende con fabbriche in Cina

Tokyo (Giappone) - Forse non tutti i possessori di Playstation 2 lo sanno, ma quella che hanno fra le mani è una potente e pericolosa arma da guerra. Il Governo Giapponese bollò la PS2 come tale subito prima della sua comparsa sul mercato, sostenendo che alcune sue parti, come ad esempio il chipset grafico, potevano essere utilizzati per scopi bellici, quali il puntamento dei missili ed altre "amenità" di questo tipo.

Se all'epoca Sony dovette accettare che la sua console da gioco subisse alcune restrizioni sull'esportazione, pare che oggi il colosso dovrà piegarsi nuovamente al volere del governo locale e di quello americano e rinunciare a dare in appalto la produzione di alcuni chip chiave della PS2 ad aziende taiwanesi.

Il motivo, stando al quotidiano asiatico DigiTime, starebbe nel fatto che i due produttori di Taiwan che avrebbero dovuto produrre tali chip, Asustek Computer e Acer, possiedono fabbriche nella rossa Cina, un paese considerato "off limits" per la produzione e l'esportazione di armi.
"Questo significa che la Sony Playstation rappresenta una minaccia militare più di un'Intel Itanium o di una Xbox con un PIII a 700 MHz?" commenta irridente il sito The Inquirer.

Tale decisione potrebbe avere ripercussioni sui piani di espansione di Sony, visto che ora l'azienda dovrà fare affidamento unicamente sulle proprie fabbriche giapponesi.
TAG: mercato
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