Java finisca all'inferno

Senza dirlo troppo in giro Microsoft esclude Java dalla prossima versione di Visual Studio. Un commiato che ha tutta l'aria di un addio e di una strategia palese

Java finisca all'infernoOrlando (USA) - Quello che era nell'aria ormai da tempo è infine divenuto realtà: Microsoft prende definitivamente le distanze da Java e sospende l'aggiornamento del Visual J++, attualmente giunto alla versione 6.0.

Il colosso di Redmond, che ha ritenuto opportuno non dare annunci ufficiali in tal senso, si è limitata ad elencare i linguaggi che saranno direttamente inclusi nella prossima versione del Visual Studio, fra i quali manca per l'appunto Java.

Microsoft sostiene che le beghe giudiziarie fra lei e Sun sulla licenza di Java non hanno minimamente influenzato la sua decisione, tuttavia è uno stesso portavoce dell'azienda ad affermare che "a seguito del processo con Sun noi non potremo fare innovazioni con Java": è facile immaginare come questo possa essere, già da solo, un ottimo motivo, e nell'ugual tempo un ottimo pretesto, per dar battaglia a Sun sul piano extra-giudiziale.
Tuttavia Microsoft afferma candidamente che non smetterà di offrire il supporto a Java all'interno della sua piattaforma .NET e che chiunque potrà sviluppare una versione del linguaggio integrabile con il Microsoft .Net Framework, persino Sun. Risulta tuttavia ben chiara la differenza fra un tipo di supporto attivo, che appoggia e contribuisce alla diffusione di una tecnologia, ed un supporto passivo, come quello che d'ora in avanti caratterizzerà l'approccio di Microsoft a Java.

E ' altresì evidente come nei piani di Microsoft non vi sia solo una strategia dell"indifferenza" verso il linguaggio di Sun, ma anche una volontà ad erodere progressivamente le basi su cui poggia Java per poi, presto o tardi, farlo cadere dal piedistallo. Non è un caso il recente annuncio di C#, non è un caso che Microsoft stia lavorando in segreto ad un progetto in grado di trasformare il C++ in un antagonista diretto di Java e non è un caso che la sua prima piattaforma per Internet, la .NET, farà la prima apparizione priva di un tool di sviluppo dedicato a Java.
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