Editoriale 16/7/2000

Essendo ancora in contatto con il mondo dell'università, ho avuto modo di avvertire un cambiamento forse epocale legato proprio alla comparsa negli atenei del software open source

Riallacciandomi in parte al mio precedente editoriale, dove auspicavo che il software open source entri presto nella scuola, ho voluto portare avanti un piccolo sondaggio fra alcuni conoscenti dell?università di Milano, Pisa e Parma, la maggior parte prossimi alla laurea o appena laureatisi in materie informatiche. Ebbene, come dissi la volta scorsa, le università sono state fra le prime ad adottare il software open source, ed in particolare il sistema operativo Linux. Con quali risultati? Io direi tutti positivi.
Su circa una quarantina di studenti da me contattati quasi il 60% prevede di dar vita, entro 2 anni dal termine degli studi, ad una società con capitale iniziale sotto ai 60 milioni che svolga una qualche attività legata al settore dell?ITC. Una buona fetta degli interpellati, il 43 % del totale, sembra pronta a gettarsi nel calderone dell?e-commerce, soprattutto attraverso la vendita di prodotti e servizi ad altre aziende. Ma ecco il dato più significativo: circa l?80% degli interpellati avrebbe intenzione di utilizzare strumenti reperibili sul canale open source e oltre la metà sarebbe intenzionata a rilasciare i propri prodotti con una qualche licenza ?aperta?.
Che l?open source faccia particolarmente bene alla nostra economia? Io ne sono più che convinto. A parte i numeri, che comunque non provengono da un sondaggio rigoroso, la mia impressione è quella che, rispetto al passato, i giovani laureati in discipline informatiche abbiano più stimoli e background tecnico per dar vita ad attività imprenditoriali per proprio conto.
Rispetto a quando nelle facoltà tecniche si lavorava su workstation costosissime e sistemi operativi proprietari, gli studenti hanno oggi l?opportunità di utilizzare a casa gli stessi strumenti, ?liberi?, che normalmente utilizzano in laboratorio: Linux su tutti. Il vantaggio, visibile, è quello di poter prendere più confidenza con le risorse a disposizione e imparare che oggi, per costruire una casa, quasi mai bisogna reinventare il mattone: basta dare un?occhiata sulla Rete e attingere liberamente dal contenitore open source. Attendo, come sempre, i vostri preziosi commenti.
Alessandro Del Rosso