Sul lavoro, Internet distrae

A colpi di numeri continuano a fronteggiarsi i due fronti, da una parte quelli che ritengono la rete una manna per la produttività, dall'altra chi vorrebbe censurare i dipendenti

Web - Monitorare l'uso che i dipendenti fanno della rete è una necessità perché, se lasciati a sé stessi, si distraggono e perdono troppo tempo: questa la tesi di alcuni analisti nel leggere i risultati dell'ultimo studio sulla produttività legata all'uso della rete.

Secondo gli studiosi di Yankelovich Partners, il 62 per cento dei lavoratori si collega almeno una volta al giorno alla rete per motivi personali, ma la media è ben più alta: per 3,1 volte ogni giorno un impiegato utilizza internet per fini che esulano dagli obiettivi del proprio lavoro. Ma il vero orrore per i datori di lavoro più attaccati alle statistiche è il dato secondo cui un quinto dei dipendenti si connette per più di dieci volte al giorno per motivi personali.

Va detto che negli Stati Uniti i software di monitoraggio che permettono ai datori di lavoro di sapere nel dettaglio quali siano i siti visitati dai propri impiegati e quali siano le loro attività onlinem sono estremamente diffusi. Tanto è vero che delle centinaia di impiegati intervistati per lo studio, il 71 per cento ha affermato di usare la rete per fini personali in qualche occasione, pur sapendo che il capo può accorgersene o ne è al corrente.
In conclusione, gli espertoni della Yankelovich Partners sostengono che chi perde un certo tempo usando la rete per motivi personali, per inviare email o fare shopping online, rischia non solo di perdere punti in produttività ma anche di intasare inutilmente la banda disponibile a discapito dei colleghi?
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