ADUC/Occhio alle manovre sull'Ultimo miglio

Mentre si rimane in attesa di una parola definitiva dell'Autorità per le TLC, sulla liberalizzazione delle telecomunicazioni emergono le contraddizioni in seno all'Antitrust. A vantaggio del monopolio

Firenze - Lo scorso mese di maggio abbiamo chiesto l'intervento dell'Antitrust, perché verificasse se nelle offerte Telecom per la liberalizzazione dell'ultimo miglio ravvedesse un abuso di posizione dominante. L'operatore ex-monopolista aveva presentato all'Autorità Tlc questa offerta: per il tradizionale doppino di rame nel quale passano i collegamenti analogici, un noleggio mensile di 26.300 lire, un "una tantum" di 294.000 lire e, se il collegamento era del tipo ADSL (la nuova alta velocita' per Internet), altre 77.000 lire. Considerato che oggi il canone Telecom per gli utenti domestici è di 16.800 al mese, mentre per la categoria affari è di 26.400 lire, e che per entrambi l'"una tantum" di attivazione è di 200.000 lire, abbiamo pensato che qualcosa non tornasse, e abbiamo chiesto l'intervento dell'Antitrust.

E il 13 luglio è arrivata la risposta: "I comportamenti denunciati non configurano una violazione delle norme a tutela della concorrenza ai sensi della legge 10 ottobre 1990, n.287 ... L'Autorità tuttavia ha ritenuto opportuno inviare la segnalazione in oggetto all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per i profili di eventuale competenza". E quest'ultima Autorità - che fu investita anche da noi a suo tempo e che non ci ha ancora risposto - si sta ancora barcamenando sull'offerta di Telecom, tant'è che i tempi previsti (1 luglio) sono stati sforati, ed è di oggi l'invito pressante della Commissione Ue a prendere una decisione entro la fine dell'anno.

La risposta dell'Antitrust, per noi, è solo una conferma della funzione di Garanzia di questa istituzione: al servizio dei poteri forti, limitandosi a dottrina e non alla politica. Infatti tutti i suoi ultimi interventi (e anche le audizioni parlamentari del suo presidente) sono dei trattati di liberismo e democrazia economica, ma avulsi dal contesto in cui dovrebbero essere applicati.
Sembra quasi che il prof. Tesauro sia un'autorità del settore che agisca in un Paese tipo gli Usa. Lo è stato nella multa comminata ai petrolieri per il cartello sui prezzi della benzina, e lo è oggi nel bendarsi gli occhi di fronte all'evidente arroganza del "monopolista dell'ultimo miglio": tutto ciò che è economicamente riconducibile ad un'attività statale o governativa, per l'Antitrust viene ignorato e considerato alla stregua di qualunque altro operatore o impresa.

Purtroppo, oltre al rigetto della nostra segnalazione, non ci è dato conoscere il ragionamento, per cui rimane valido il nostro che, ne prendiamo atto, non è sanzionabile, quindi risponde al processo di liberalizzazione in corso.

Per cui, se c'è un'azienda che ha il monopolio di un servizio di pubblica utilità (l'ultimo miglio) e che, grazie a questa situazione, ha capitalizzato utili e utenti, e gli viene imposto che così non può continuare, e quest'azienda (che si dà per scontato sia lei a continuare a gestire per lo Stato quest'ultimo miglio) offre agli altri operatori questo servizio a prezzi più alti di quanto lei stessa lo fa pagare ai suoi utenti finali... questa è liberalizzazione, apertura del mercato alla concorrenza, uguaglianza di fronte alla legge e al diritto, favorire l'imprenditoria del settore, incentivo a migliore qualità e prezzi più bassi: una vera lezione di libertà e democrazia economica!

Crediamo che, in questo caso, le lezioni e le dottrine di cui parlavamo prima siano state anche schiaffeggiate. Ci viene un pensiero maligno: oltre che senza la politica, anche senza la dottrina ..... cosa resta dell'Antitrust?

Vincenzo Donvito
Presidente ADUC, Associazione per i diritti degli utenti e consumatori.