Battaglia campale sul crack per i DVD

Parte il processo che potrebbe essere determinante non solo per la lotta alla pirateria digitale ma anche per la libertà di link e di reverse engineering. DeCSS al centro

Battaglia campale sul crack per i DVDNew York (USA) - Golia e Davide si stanno fronteggiando in un'aula di tribunale della Grande Mela. Il primo è sostenuto dalle corporation di Hollywood, il secondo da 2600.com, sito che si autodefinisce "periodico dell'hacking". Si fronteggiano in una battaglia i cui esiti possono essere determinanti per la libertà di link, per quella di effettuare operazioni di reverse engineering e più in generale per la battaglia contro la pirateria digitale.

Una guerra scatenata, come si ricorderà, dall'offensiva di Hollywood contro il DeCSS, programmino realizzato in reverse engineering da un ragazzo scandinavo, e pensato per usare i DVD sul proprio sistema Linux. Programmino che per gli industriali è diventato un incubo essendo in grado di facilitare le operazioni di duplicazione dei contenuti di un DVD e, di conseguenza, di costituire un vero e proprio software-pirata.

L'industria, nella prima giornata di processo, è arrivata ad affermare che "se avessero saputo che era possibile copiare i DVD, i produttori di Hollywood non avrebbero mai prodotto film in questo formato".
Secondo Leon Gold, avvocato dell'accusa, a 2600.com deve essere impedito di continuare a pubblicare il programma sul proprio sito nonché di pubblicare link ipertestuali a qualsiasi altro sito internet che metta il DeCSS a disposizione degli utenti internet. "Questo caso - ha detto - riguarda la protezione delle opere di ingegno e la salute dell'industria americana del cinema. Internet e il computer sono mezzi straordinari, ma sono strumenti che non hanno la possibilità di discernere gli scopi con cui vengono utilizzati".

Per ora, la difesa di 2600.com, impersonata da Martin Garbus, il legale del sito, si è limitata a dimostrare quanto rimanga complesso copiare un DVD anche mediante DeCSS e quanto sia lungo e difficile, con le connessioni attuali, trasmettere un lungometraggio via internet o scaricarne uno dalla rete. Secondo Garbus in gioco "ci sono i problemi di copyright, il Primo Emendamento e l'uso legale di un'opera acquistata".