Che forza quel 486!

Sepolti nei musei dei microchip i 486 sembravano ormai del tutto dimenticati, ma un produttore americano li ha rispolverati per i suoi Internet-PC. Il trucco? GEOS al posto di Windows

Alameda (USA) - Sembra che negli USA il mercato delle Internet appliance stia andando davvero forte, e del resto la filosofia sembra essere quella giusta: un PC economico "mascherato" sotto un involucro "da salotto" in grado di offrire il minimo indispensabile per la navigazione su Internet.

Come risulta chiaro, il prezzo di questi PC-elettrodomestico diventa un fattore cruciale affinché possano fare concorrenza ai PC tradizionali e raggiungere quelle masse di potenziali utenti ancora privi di computer ed accesso ad Internet.

Proprio per limitare al massimo i costi legati all'hardware e al software della sua nuova appliance, chiamata Global PC, MyTurn.com ha pensato bene di rimettere in ballo il buon vecchio 486, il predecessore dei Pentium. Sebbene questi chip, oggi come oggi, abbiano prezzi bassissimi, rimane il problema di come farci girare sopra un'interfaccia grafica al passo con i tempi.
MyTurn.com sembra aver risolto elegantemente anche questo problema adottando il GEOS, un sistema operativo che affonda le sue radici addirittura nel periodo del Commodore 64, e poi successivamente convertito per piattaforme x86.

Grazie a GEOS, oggi trasformatosi in un sistema operativo embedded, MyTurn.com è così capace di offrire un'Internet appliance a meno di 300$ con un'interfaccia grafica e strumenti per la navigazione di pari funzionalità rispetto a quelli offerti dai concorrenti con sistemi più costosi equipaggiati di Celeron e Windows al seguito.

La strategia di MyTurn.com sarà presto adottata anche da altre start-up americane, che potrebbero dar vita ad un vero e proprio mercato parallelo a quello, ormai a briglie sciolte, dei PC desktop.