ONU: regoleremo internet

Nei prossimi giorni si apre a Parigi una conferenza internazionale tesa a trovare norme comuni tra gli stati per quanto riguarda la rete

Parigi - Di una sola cosa si può essere sicuri: ogni paese interpeta lo sviluppo della rete a modo suo e ad essa vorrebbe applicare le proprie leggi. Queste le difficili basi sulle quali si aprirà tra pochi giorni, nella capitale francese, un convegno internazionale promosso per fare il punto sulla regolamentazione della rete, intervento ritenuto necessario per lo sviluppo industriale di internet, e in particolare del commercio elettronico.

Come evidenziato da Wired, ogni paese ha la sua ricetta. Basti pensare che se da una parte la Nigeria spinge per una sorta di piano Marshall dell'era digitale, ovvero un progetto di finanziamento per la costruzione delle infrastrutture di telecomunicazioni in Africa, dall'altra Singapore propone di mettere al bando le attività erotiche e pornografiche condotte sulla rete, da sempre al centro della censura praticata nell'isola.

Tra le tante voci, la più interessante da seguire sembra essere quella dell'Olanda, che ad alcuni appare ancora una volta una spanna avanti agli altri: valutare l'impatto dello sviluppo industriale sulla rete e limitare le "influenze del commercio" sulla vita online.
Una posizione che sarà difficile mantenere visto il titolo della conferenza, "Internet and New Services", in sé esplicativo di quali siano "le molle" che spingeranno molti paesi, pare più di 60, a partecipare all'incontro internazionale.

Tra i temi in discussione anche il "bollino blu" per i siti "puliti", come quello concepito nel sistema RSACi, e i software per filtrare i contenuti in rete e mettere al bando certi materiali?
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