NetEconomy: Il Mezzogiorno in bilico

di Angelo Brocato. Il nuovo imprenditore meridionale ha un'età compresa tra 28 e 35 anni, è maschio, diplomato ma ha deciso di lanciarsi nell'e-business per trovare uno sbocco lavorativo

NetEconomy: Il Mezzogiorno in bilicoWeb - Un metamercato è un mix equilibrato di contraddizioni. E ' il locale che si fonde con il globale, l'informazione che si confonde nella comunicazione, competenze e specializzazioni diverse e complementari che vivono in simbiosi. E'il luogo non-luogo dove si comprimono i tempi di reazione, si abbassano le barriere all'ingresso. Nei guru del new marketing il metamercato provoca picchi di adrenalina e eccessi di salivazione. Per le imprese è il carro su cui salire, l'onda da cavalcare, il treno da non perdere, anche se con i treni e le infrastrutture, intendiamo quelle fatte di ferro e cemento, ha spesso ben poco a che vedere. E ' il paradigma con il quale i protagonisti mondiali, piccoli e grandi, solidi o meno, celebri e sconosciuti, si misurano.

La sua natura sfuggente e poliedrica è, in primo luogo, opportunità. Di affermazione, riaffermazione, crescita. Opportunità e sfida, profumo di riscatto o misura dell'arretratezza.

I dati in circolazione, come al solito, sono tanti e spesso contrastanti. Il rumore di fondo parecchio, l'analisi conseguente difficile. Quei dati trasudano sfida accesa e tracciano la strada. I protagonisti saranno figli del più spinto darwinismo economico, di una cruenta corrida che potrà dare ragione ai vecchi conquistadores, alla fantasia endogena, o forse a entrambi.
Il polso della situazione in Italia si chiama Mezzogiorno. La new economy del nostro meridione d'altronde è tutta da inventare. E ' ancora agli albori, probabilmente più che in ogni altra parte d'Europa. La Sicilia è la cartina di tornasole di queste grandi manovre meridionali. In pochi mesi è divenuta lo spazio dove si sperimentano strategie inventate altrove, si affilano le armi aziendali. Delle migliori imprese nazionali e internazionali, dalla stessa new economy generate o anche da vecchi business. Volti noti o in cerca di notorietà. Stmicroelectronics, Tim, Alitalia, Blu, Lts.

Vi si riscoprono vecchi assunti e vi si realizzano nuovi mix. La Sicilia cuore del Mediterraneo, porta europea dell'Africa e del Medioriente. I riscontri si chiamano Grapes, Nautilus, e.planet. Nomi come altri per dire che probabilmente potremo fare a meno di vecchi retaggi e consumate analisi. Così come delle vecchie autostrade, quelle mai costruite o per la cui realizzazione ci sono voluti trent'anni, delle circonvallazioni divenute semplici arterie cittadine, dell'alta velocità, che da quelle parti probabilmente non arriverà mai, e del ponte sullo stretto ormai entrato nella leggenda.

Come il mercato, quello con la emme maiuscola, ha imparato a fare a meno dei fondamentali. I ponti saranno invisibili, strade e autostrade, telematiche. Sarà davvero così?

Renato Mannheimer e Enrico Sasson dalle pagine di Webegg ci ricordano quanto di old sopravvive nella new economy. In un'analisi sul boom dell'hi tech israeliano scrivono: "La nuova Silicon Valley è a meno di un'ora di auto da Tel Aviv. In quel raggio si accalcano, infatti, più di 2 mila aziende di alta tecnologia, informatica, naturalmente, ma con un occhio anche ad altre tecnologie di frontiera, come l'ottica, le telecomunicazioni e le biotech". Una frenesia di attività, come loro la definiscono, riassumibile in tre fattori base: brain capital, finanziamenti pubblici, accelerazione delle privatizzazioni. Risultato: Israele è una delle nuove terre promesse dell'alta tecnologia dove Intel e Motorola investiranno miliardi di dollari.

Un parallelo con il Mezzogiorno d'Italia? Attendibile e necessario. Giusto dopo aver riflettuto però anche sul modello americano: flessibilità, deregulation, concorrenza nei servizi, riduzione di imposte e spesa previdenziale pubblica.

Modelli diversi, stessi obiettivi.

Tornando al Sud, prendiamo in prestito i numeri e l'analisi di una recente ricerca presentata a Bari qualche settimana fa, riguardante l'andamento della new economy nel 1999. Nell'Information technology l'area italiana più dinamica è quella del Mezzogiorno. Il mercato dell'informatica qui ha invertito una tendenza stabile da qualche anno, realizzando, con il 12,8%, il tasso di crescita più elevato di ogni altra area geografica. Le aziende dell'hardware sono cresciute del 18,5% rispetto ad una media nazionale del 6,4%, quelle di software del 6,2% rispetto al 3,6% del resto del Paese. Ma l'utente Internet meridionale è meno evoluto del suo simile nordista. Anche se la velocità e la penetrazione della diffusione del nuovo mezzo nel Mezzogiorno è superiore che nel resto dello stivale.

Il nuovo imprenditore meridionale ha un'età compresa tra 28 e 35 anni, è maschio, diplomato ma - di necessità virtù - ha deciso di lanciarsi nel business mosso dall'esigenza di trovare uno sbocco lavorativo. Ma fiumi di disoccupati continuano ancora ad inondare i vecchi uffici di collocamento e dall'Istat giunge l'ennesima bocciatura per le PMI del Sud, fanalino di coda nell'impiego delle tecnologie informatiche (25% contro 33% e 32% del Nordest e del Nordovest).

Buoni spunti, buono inizio.

La net economy necessita di nuovi approcci, e soprattutto di una nuova cultura economica, politica, civile, capace di cancellare dal proprio vocabolario vecchi retaggi, burocrazie consunte e muri di gomma.
Ma bisogna fare presto perché, mentre scriviamo, nel grande mare agitato la vecchia zattera travestita da gommone si allontana sempre di più dalla corazzata Nordest.

Angelo Brocato
TAG: mercato