La GPL è un antivirus che dà fastidio

di Stefano Tagliaferri. Cosa c'è dietro l'attacco alla GPL, alla definizione di open source come codice virale? Ecco perché la GPL non può essere digerita dalle majors

La GPL è un antivirus che dà fastidioRoma - Una premessa: personalmente sono favorevole all'utilizzo del software commerciale, quindi ritengo giusto versare ai produttori di applicazioni il corrispettivo per le licenze di utilizzo del software. Nel contempo ritengo opportuno utilizzare qualsiasi tipo di software quindi anche quello rilasciato sotto licenza GPL.

Grazie alla legge sulla tutela del diritto d'autore (248/2000), si sente parlare di protezione intellettuale del software e quindi di licenze d'uso: se non si dispone delle citate licenze non è possibile utilizzare il software "commerciale". Non tutte le licenze obbligano l'utilizzatore a pagare un contributo di utilizzo al proprietario dell'opera. Esiste il software libero che si distingue appunto per la sua forma di licenza denominata GPL. GPL consente di copiare, ridistribuire e modificare un software; senza ricorrere a specifiche tecniche e inutili dettagli, questa "semplice" interpretazione sarà utile al lettore per capire le funzionalità della licenza GPL. Tutti i software che consentono alla rete internet di funzionare (Bind, Sendmail, Apache...) appartengono alla categoria a cui fa capo la licenza GPL o comunque ne sono una diretta derivazione. E' proprio di questi ultimi giorni il veemente attacco al software libero (è stato addirittura da alcuni definito come "virus"...) attuato dai "protettori" del software commerciale.

Questo piccolo preambolo, non determinante per chi già è a conoscenza dello stato dei fatti, è utile a tutti gli altri lettori per inquadrare al meglio il fenomeno della licenza GPL e del software libero: proprio a chi è lontano da formule ed alambicchi tecnologici voglio dedicare quest'articolo per consentire di valutare la situazione.
Pensare alle infrastrutture della rete internet come "incarnazione" del più potente virus informatico fa decisamente sorridere (obiettivamente lo trovo patetico?). L'attacco al software libero, il tentato discredito della licenza GPL è comunque strategico: è lecito pensare che dietro a questo deprecabile fenomeno esiste un progetto studiato ad arte per intimidire l'utente medio: chi non conosce la licenza GPL? Signori, stiamo parlando del 99% dei consumatori di prodotti ICT (Information & Communication Technology).

Come già ampiamente riportato, la politica del controllo e del terrore è stata avviata: 18 mesi fa i noti attacchi informatici diretti verso le Società "e-commerce" statunitensi, oggi ipotizzabili come una vera e propria simulazione, sono serviti unicamente ad infoltire il business sulla security (chi è ignorante non sa che la sicurezza, in informatica, è prima di tutto una misura organizzativa?..come dire prima il cervello poi la tecnica...) e contemporaneamente hanno criminalizzato oltre misura i famigerati Hackers.

Se oggi si vuole lavorare nel settore dell'Information Technology o si dispone di una grandissima esperienza oppure è necessario esibire le famose "certificazioni": badate bene che questi attestati sono semplici pezzi di carta, tristemente famosi nelle menti delle mamme e dai papà di tutto il mondo, si tratta di documenti che abilitano le Major a svolgere meglio il loro business. A questo punto è necessario sottolineare il calo del settore: il software libero, la licenza GPL, la diffusione di internet, intesa come immensa fonte di informazione, sono fortemente antagonisti agli interessi delle grandi Major del software proprietario. E' buffo vedere i software producer rincorrere ed arrancare dietro all'innovazione del software libero (IBM include Apache e le tecnologie OSS nel suo AIX e non solo, SUN con il suo OpenSolaris per non parlare dei vari porting BSD dello stack TCP/IP??.ecc..).

Il software rilasciato sotto la licenza GPL, ad esempio Linux, grazie alla sua natura, consente a chi è portato verso le tecnologie ed ha volontà di fare, di entrare nella conoscenza delle cose e non solo di Information Technology (il voler conoscere è una forma mentale?). Naturalmente questo non basta per divenire seri professionisti ma aiuta a superare le nuove gabelle imposte del commercio mondiale. Chi all'epoca mi avviò alla scoperta del software libero mi disse: buona fortuna. Oggi posso dire che la licenza GPL, il software Open Source e la "vecchia" internet mi hanno dato molta, moltissima conoscenza ma anche la consapevolezza che c'è ancora tanto da fare e da scoprire.
30 Commenti alla Notizia La GPL è un antivirus che dà fastidio
Ordina
  • Carissimo Stefano Tagliaferri,

    una volta di più hai egregiamente centrato un bersaglio, e spiegato con molta chiarezza i termini della questione.
    Il punto dolente, ancora questa volta, sono gli interventi, che evidenziano uno scoraggiante disinteresse dei più per le questioni "tecniche", anche se, come in questa occasione, si tratta di tecniche totalitarie, tendenti oltretutto a soffocare la libertà di comunicazione del pensiero - cosa in sé di una preoccupante supponenza - a tutto vantaggio di danarose e tracotanti organizzazioni internazionali di aziende che prosperano sullo sfruttamento delle risorse intellettuali di altri.
    Per incrinare questo "muro" di tiepidità timorosa con un fondo di vigliaccheria, propongo A TUTTI i lettori, interessati o meno, di usare, per una volta, l'utilissima funzione <Segnala via email> presente a piè di pagina, ed inviare a tutti i propri corrispondenti, via e-mail, una segnalazione dell'articolo.

    Una osservazione:
    dagli interventi si ricava che tra GPL, GPI, Freesoftware e Free Software, Open Source, eccetera, con il proliferare delle formule e delle sigle si è generata una certa confusione nell'individuazione dei contenuti e dei concetti che sono alla base dei diversi tipi di licenza.
    Se non si fa chiarezza, la conseguente confusione continuerà a produrre perplessità ed indecisioni nel grosso pubblico: suggerirei, al riguardo, di predisporre una tabellina esplicativa, da richiamare con un semplice link TUTTE LE VOLTE che si trattino argomenti della specie.
    Scusami della pedanteria... Occhiolino)

    ...ed ancora complimenti per l'ottimo lavoro!
       
    non+autenticato
  • ma invece di fare casino per la globalizzazione... perchè non si parla del diritto all'informazione... nessun giornale e telegiornale a parlato della legge dell'editoria... mentre sono giorni che intervistano quell'idiota barbuta (che non dice mai un cazzo al massimo solo: "vogliamo manifestare nella zona rossa è un nostro diritto costituzionale") ledear delle tute bianche
    non+autenticato
  • Proprio vero!

    - Scritto da: vmlinuz
    > ma invece di fare casino per la
    > globalizzazione... perchè non si parla del
    > diritto all'informazione... nessun giornale
    > e telegiornale a parlato della legge
    > dell'editoria... mentre sono giorni che
    > intervistano quell'idiota barbuta (che non
    > dice mai un cazzo al massimo solo: "vogliamo
    > manifestare nella zona rossa è un nostro
    > diritto costituzionale") ledear delle tute
    > bianche
    non+autenticato


  • - Scritto da: vmlinuz
    > ma invece di fare casino per la
    > globalizzazione... perchè non si parla del
    > diritto all'informazione... nessun giornale
    > e telegiornale a parlato della legge
    > dell'editoria... mentre sono giorni che
    > intervistano quell'idiota barbuta (che non
    > dice mai un cazzo al massimo solo: "vogliamo
    > manifestare nella zona rossa è un nostro
    > diritto costituzionale") ledear delle tute
    > bianche

    Internet è già TROPPO libera! Prova a girare per la rete e troverai di tutto e di più. Non a caso recentemente un sondaggio condotto negli USA ha rivelato che il 70% degli americani non sarebbe contrario a regolamentare la rete.
    E quegli che manifestano contro qualsiasi cosa sono a mio parere TROPPO liberi di farlo.
    non+autenticato
  • che bello, dai, quando iniziamo la caccia alle streghe???

    buona giornata!


    - Scritto da: Alberto
    >
    >
    > - Scritto da: vmlinuz
    > > ma invece di fare casino per la
    > > globalizzazione... perchè non si parla del
    > > diritto all'informazione... nessun
    > giornale
    > > e telegiornale a parlato della legge
    > > dell'editoria... mentre sono giorni che
    > > intervistano quell'idiota barbuta (che non
    > > dice mai un cazzo al massimo solo:
    > "vogliamo
    > > manifestare nella zona rossa è un nostro
    > > diritto costituzionale") ledear delle tute
    > > bianche
    >
    > Internet è già TROPPO libera! Prova a girare
    > per la rete e troverai di tutto e di più.
    > Non a caso recentemente un sondaggio
    > condotto negli USA ha rivelato che il 70%
    > degli americani non sarebbe contrario a
    > regolamentare la rete.
    > E quegli che manifestano contro qualsiasi
    > cosa sono a mio parere TROPPO liberi di
    > farlo.
    non+autenticato
  • Ma si`, perche` non tornare al buon ventennio
    fascista???
    In fondo la gente e` troppo stupida per pensare
    con la propria testa...

    - Scritto da: Alberto
    >
    >
    > - Scritto da: vmlinuz
    > > ma invece di fare casino per la
    > > globalizzazione... perchè non si parla del
    > > diritto all'informazione... nessun
    > giornale
    > > e telegiornale a parlato della legge
    > > dell'editoria... mentre sono giorni che
    > > intervistano quell'idiota barbuta (che non
    > > dice mai un cazzo al massimo solo:
    > "vogliamo
    > > manifestare nella zona rossa è un nostro
    > > diritto costituzionale") ledear delle tute
    > > bianche
    >
    > Internet è già TROPPO libera! Prova a girare
    > per la rete e troverai di tutto e di più.
    > Non a caso recentemente un sondaggio
    > condotto negli USA ha rivelato che il 70%
    > degli americani non sarebbe contrario a
    > regolamentare la rete.
    > E quegli che manifestano contro qualsiasi
    > cosa sono a mio parere TROPPO liberi di
    > farlo.
    non+autenticato
  • Ipotesi. Tizio è un imprenditore, "vede" un'opportunità per creare un tool che risolva una certa problematica X, diciamo riguardante Internet. Tira fuori i soldi, compra PC, acquisa licenze M$, assume programmatori... insomma fa un grosso investimento, e inizia lo studio del problema. Dopo n mesi uscirà la release 1.0, codice chiusissimo e licenze carissime per rientrare nell'investimento.
    Caio è uno smanettone, studente universitario, ha un problema che lo indispone, lo stesso problema X visto prima. Inizia a pensarci su e scrive una bozza limitata di programma. Poi cerca aiuto su Internet e pubblica il suo codice accompagnandolo con una licenza GPL. Un buon numero di persone rispondono all'appello, grazie a Internet si tengono in contatto, il programma cresce, tutto sotto licenza GPL. Ogni persona che ci lavora lo fa nel tempo libero e col PC personale, usando strumenti Open Source. Dopo n mesi il problema X è risolto, e su Internet esce la relase 1.0 sotto GPL.
    Ora Tizio si trova a dover rientrare dell'investimento avendo a che fare con un prodotto concorrente a costo pressoché nullo, e che non può comprare e far sparire dal mercato.
    Domanda: E' questo che fa paura della licenza GPL?
    Se sì che cosa vorrebbero impedirmi? Di scrivere programmi? Ci vorrà il porto d'armi per scrivere programmi?
    Spero di essermi spiegato.
    Mah
    non+autenticato


  • - Scritto da: Ingenuo 2001
    > Ipotesi. Tizio è un imprenditore, "vede"
    > un'opportunità per creare un tool che
    > risolva una certa problematica X, diciamo
    > riguardante Internet. Tira fuori i soldi,
    > compra PC, acquisa licenze M$, assume
    > programmatori... insomma fa un grosso
    > investimento, e inizia lo studio del
    > problema. Dopo n mesi uscirà la release 1.0,
    > codice chiusissimo e licenze carissime per
    > rientrare nell'investimento.
    > Caio è uno smanettone, studente
    > universitario, ha un problema che lo
    > indispone, lo stesso problema X visto prima.
    > Inizia a pensarci su e scrive una bozza
    > limitata di programma. Poi cerca aiuto su
    > Internet e pubblica il suo codice
    > accompagnandolo con una licenza GPL. Un buon
    > numero di persone rispondono all'appello,
    > grazie a Internet si tengono in contatto, il
    > programma cresce, tutto sotto licenza GPL.
    > Ogni persona che ci lavora lo fa nel tempo
    > libero e col PC personale, usando strumenti
    > Open Source. Dopo n mesi il problema X è
    > risolto, e su Internet esce la relase 1.0
    > sotto GPL.
    > Ora Tizio si trova a dover rientrare
    > dell'investimento avendo a che fare con un
    > prodotto concorrente a costo pressoché
    > nullo, e che non può comprare e far sparire
    > dal mercato.
    > Domanda: E' questo che fa paura della
    > licenza GPL?

    Spiegazione Bellissima e alla portata di tutti.
    Si, credo che il problema sia questo.
    Ma anche che domani Y aggiungera delle feature, e fara la 1.2 GPL superiore a quella della ditta che ha fatto gli investimenti.

    > Se sì che cosa vorrebbero impedirmi? Di
    > scrivere programmi? Ci vorrà il porto d'armi
    > per scrivere programmi?

    Al momento solo se vivi in america e usi algoritmi di cripting....

    non+autenticato
  • > Ipotesi. Tizio è un imprenditore, "vede"
    > un'opportunità per creare un tool che
    > risolva una certa problematica X, diciamo
    > riguardante Internet. Tira fuori i soldi,
    > compra PC, acquisa licenze M$, assume
    > programmatori... insomma fa un grosso
    > investimento, e inizia lo studio del
    > problema. Dopo n mesi uscirà la release 1.0,
    > codice chiusissimo e licenze carissime per
    > rientrare nell'investimento.
    > Caio è uno smanettone, studente
    > universitario, ha un problema che lo
    > indispone, lo stesso problema X visto prima.
    > Inizia a pensarci su e scrive una bozza
    > limitata di programma. Poi cerca aiuto su
    > Internet e pubblica il suo codice
    > accompagnandolo con una licenza GPL. Un buon
    > numero di persone rispondono all'appello,
    > grazie a Internet si tengono in contatto, il
    > programma cresce, tutto sotto licenza GPL.
    > Ogni persona che ci lavora lo fa nel tempo
    > libero e col PC personale, usando strumenti
    > Open Source. Dopo n mesi il problema X è
    > risolto, e su Internet esce la relase 1.0
    > sotto GPL.
    > Ora Tizio si trova a dover rientrare
    > dell'investimento avendo a che fare con un
    > prodotto concorrente a costo pressoché
    > nullo, e che non può comprare e far sparire
    > dal mercato.
    > Domanda: E' questo che fa paura della
    > licenza GPL?
    > Se sì che cosa vorrebbero impedirmi? Di
    > scrivere programmi? Ci vorrà il porto d'armi
    > per scrivere programmi?
    > Spero di essermi spiegato.


    forse...
    ma pensa anche a questo.
    Tu che hai fatto la bozza del programma, magari poi non partecipi allo sviluppo successivo e il codice finale potrebbe non riportare neanche una riga del codice originale.
    Eppure il tuo codice (ormai inesistente) decide la licenza.
    Oppure il tuo codice e' una parte minima dell'applicazione.

    E comuqnue gli investimenti della software house non sono tanto dovuti a hardware o licenze software....
    In ogni societa' che si rispetti il costo piu' alto sono gli stipendi!
    Ergo il tuo modello funziona solo se nessuno viene pagato per sviluppare.


    Ciao
    non+autenticato
  • La mia era una ipotesi, ma passiamo oltre

    > forse...
    > ma pensa anche a questo.
    > Tu che hai fatto la bozza del programma,
    > magari poi non partecipi allo sviluppo
    > successivo e il codice finale potrebbe non
    > riportare neanche una riga del codice
    > originale.
    > Eppure il tuo codice (ormai inesistente)
    > decide la licenza.
    > Oppure il tuo codice e' una parte minima
    > dell'applicazione.
    >

    Vabbé ma il fatto è sempre quello, nessuno ti obbliga a prendere il mio codice sotto GPL e a lavorarci su, e poi magari anche gli sviluppatori intermedi sono favorevoli alla GPL e quindi ogni pezzo di codice aggiunto è stato fatto con la coscienza che sarebbe stato sotto GPL.

    > E comuqnue gli investimenti della software
    > house non sono tanto dovuti a hardware o
    > licenze software....
    > In ogni societa' che si rispetti il costo
    > piu' alto sono gli stipendi!
    > Ergo il tuo modello funziona solo se nessuno
    > viene pagato per sviluppare.

    Ma il mio non è un modello, è una crescita naturale del software. Una bozza è buona funziona e io decido, con coscienza, di prenderla e svilupparla per le mie esigenze e poi la rimetto agli altri sempre sotto GPL. Naturalmente la cosa può morire perché nessuno se ne interessa, ma evidentemente, se esiste l'Open Source, qualcuno se ne interessa e stabilisce quanto tempo metterci.
    L'imprenditore Tizio nel mio esempio assumerà 10 dipendenti, ma se una cosa in rete interessa può potenzialmente trovare centinaia di sviluppatori.
    Ripeto, questo non è un modello può morire se nessuno se ne interessa.
    Ma SE A QUALCUNO INTERESSA e c'è sviluppo, questo si mette in concorrenza con gli investimenti... Se ti preoccupa la licenza GPL vuol dire che c'è qualcosa di BUONO (perché se fa schifo non c'è il problema) che contrasta il tuo investimento e che tu non puoi comprare e gestire!
    E a questo punto cosa mi impedisci di fare? Impedisci a n persone di sviluppare liberamente perché ne hanno voglia e di distribuire il loro lavoro?
    non+autenticato
  • > Vabbé ma il fatto è sempre quello, nessuno
    > ti obbliga a prendere il mio codice sotto
    > GPL e a lavorarci su, e poi magari anche gli
    > sviluppatori intermedi sono favorevoli alla
    > GPL e quindi ogni pezzo di codice aggiunto è
    > stato fatto con la coscienza che sarebbe
    > stato sotto GPL.
    >

    ti faccio un esempio.
    io ho scritto 4 cose stupide e insignificanti e le ho rilasciate GPL.
    Se domani sapessi che il mio codice fosse diventato qualcosa di veramente utile, con una GUI fatta bene, con 10 mila funzioni in piu'....
    io sarei ancora considerato autore del programmma...
    penso che sarebbe un riconoscimento troppo grande anche per il mio IO smodato...Occhiolino

    > Ma il mio non è un modello, è una crescita
    > naturale del software. Una bozza è buona
    > funziona e io decido, con coscienza, di
    > prenderla e svilupparla per le mie esigenze
    > e poi la rimetto agli altri sempre sotto
    > GPL. Naturalmente la cosa può morire perché
    > nessuno se ne interessa, ma evidentemente,
    > se esiste l'Open Source, qualcuno se ne
    > interessa e stabilisce quanto tempo
    > metterci.

    su questo non ci piove
    lo sviluppo GPL e' una scelta, non un obbligo.
    Concordo.
    Io pero' ho ancora un dubbio, a cui nessuno ha saputo rispondere.
    Prendi la funzione inet_ntoa che e' utilizzata ovunque, in qualsiasi software commerciale e non.
    Le implementazioni sono tutte praticamente identiche.
    Ora, essendoci buone probabilita' che l'implementazione che io uso sia uguale a una GPL, il software che sviluppo dovra' essere GPL?
    nel senso che come inet_ntoa, ci sono decine (se non centinaia) di funzioni che ormai sono standardizzate su un'unica implementazione, e quindi la probabilita' di usare codice GPL diventa molto alta.
    Pensa se un giorno tutto fosse sviluppato GPL, quale liberta' avresti di licenza?
    solo quella di riscrivere tutto daccapo sperando di non copiare qualcosa GPL.

    Secondo dubbio, la stessa implementazione sviluppata in un linguaggio diverso, e' da considerarsi violazione della licenza?

    > E a questo punto cosa mi impedisci di fare?
    > Impedisci a n persone di sviluppare
    > liberamente perché ne hanno voglia e di
    > distribuire il loro lavoro?

    a me piace come modello di sviluppo la GPL.
    Pero' bisogna anche ammettere che spesso, il codice GPL e' derivato (direttamente o no) da cose viste o lette da altre parti, o apprese durante lo sviluppo di un software commerciale,
    o carpite a colleghi d'ufficio...
    cose sicuramente (o quasi) con licenza diversa da GPL.
    Una volta che questo software e' posto sotto GPL e' poi difficile risalire a chi l'ha scritto prima.
    Io penso che la vera liberta' sia quella di poter rendere disponibile a chiunque il sorgente, non solo a chi e' poi disposto a rilasciare di nuovo sotto GPL.
    La vera conquista e' quella di poter sempre e comunque avere a disposizione i sorgenti, poterli studiare, modificare, e (perche' no?) compilarli e venderli, basta che nessuno possa brevettare o limitare l'uso di quel codice.
    Tanto se la mia implementazione e' buona quanto la tua, la gente preferira' prendere la mia , chi lo fara' per il costo, chi perche' io do anche i sorgenti.
    E poi, se GPL permette di produrre software di qualita' superiore, non dovrebbe temere le copie...

    Ciao
    non+autenticato


  • - Scritto da: MaKs

    > Io penso che la vera liberta' sia quella di
    > poter rendere disponibile a chiunque il
    > sorgente, non solo a chi e' poi disposto a
    > rilasciare di nuovo sotto GPL.

    Ok, allora adetta il modello di Apache.

    > La vera conquista e' quella di poter sempre
    > e comunque avere a disposizione i sorgenti,
    > poterli studiare, modificare, e (perche'
    > no?) compilarli e venderli, basta che
    > nessuno possa brevettare o limitare l'uso
    > di quel codice.

    Questo e' in contrasto con quanto hai scritto sopra. A meno che tu non ti stia riferendo *solo* al tuo codice originario... allora ripeto Apache

    non+autenticato


  • - Scritto da: Dixie
    >
    >
    > - Scritto da: MaKs
    >
    > > Io penso che la vera liberta' sia quella
    > di
    > > poter rendere disponibile a chiunque il
    > > sorgente, non solo a chi e' poi disposto a
    > > rilasciare di nuovo sotto GPL.
    >
    > Ok, allora adetta il modello di Apache.
    >
    > > La vera conquista e' quella di poter
    > sempre
    > > e comunque avere a disposizione i
    > sorgenti,
    > > poterli studiare, modificare, e (perche'
    > > no?) compilarli e venderli, basta che
    > > nessuno possa brevettare o limitare l'uso
    > > di quel codice.
    >
    > Questo e' in contrasto con quanto hai
    > scritto sopra. A meno che tu non ti stia
    > riferendo *solo* al tuo codice originario...
    > allora ripeto Apache
    >

    nessun contrasto..
    nella prima frase dico che i sorgenti dovrebbero essere disponibili a prescindere dall'uso che poi ne fara'.
    Nella seconda preciso che comunque questo non vuol dire che qualcuno poi possa impedire agli altri di usufruirne.
    Quindi vietare si i brevetti sul codice, ma non obbligare chiunque lo riusi a licenziare GPL.

    ciao
    non+autenticato
  • non puoi solo prendere
    metti che faccio un software in GPL 4 righe
    vari lo ingrandiscono diventa un coso fatto bene
    un tizio lo usa in una sua applicazione non GPL
    lo modifica ma non rilascia i sorgenti
    uno che ci ha lavorato in GPL si accorge di un grosso errore nel software di tizio tanto grosso da rendere il sitem CRITICO in certe condizioni (tizio e morto in un incidente e sono andati distrutti i sorgenti)
    ora del programma modificato da tizio esiste solo il comlilato (reversing inutile inquel caso)
    IL lavoro di tutti andrebbe in fumo !
    il GPL e fatto per garantire la continuita di una cosa indipendentemente da chi la sviluppa e che nessuno si apprpri di cose non sue
    Basta una riga di codice perche ti venga un idea per sviluppare cose incredibili ma l'idea nasce da idee di altri e questo ti permette di avere software testato su piu macchine in condizioni diverse in usi specifici di essere adattato ad una funzione specifica di spingere un hardware ai limiti o di controllarne la precisione di una macchina.
    Chi ti impedisce di utilizzare il software gpl per fare andare una macchina o magari un azienda intera (il sw non si usa solo nel pc ma anche in aerei forni punzonatrici torni frese.....)
    se impiegi sw propietario spendo per dirla circa 100 - 200 milioni ma se uso GPL quello per lo sviluppo se mi accontento nulla ma se voglio una cosa me la posso far fare su misura.
    mettiamo che devo fare dei buchi a 2.93 mm distanza telefono a chi mi ha venduto la macchina e mi dicono che la maccina puo farlo ma e il software che non e in grado di comandare la macchina e che rispondono e una richiesta che ci ha fatto solo lei ...(se e un gpl lo adatto al mio caso) e se qualcun altro ha lo stesso problma lo risolve senza spendere una lira la prossima volta sara un software a risolvere un mio problema senza che io spenda una lira

    non+autenticato
  • ma non hai ancora capito che a questa gente interressa solo guadagnare il piu possibile ???
    e ti faccio solo un esempio: quello dei brevetti sull'aids mentre millioni di persone muoiono...ma probabilmente pensano...siamo gia in troppi su questo pianetta...

    non+autenticato
  • Il problema che poni nella tua risposta, ossia "chi ha creato per primo che cosa" vale a maggior ragione per il software commerciale. Immagina di trovarti di fronte ad un avvocato di qualche colosso dell'informatica che ti accusa di aver creato il tuo piccolo applicativo facendo reverse engineering dedi qualche loro funzione. Che fai? Non hai i soldi per difenderti, quindi coda tra le gambe e pedalare...
    non+autenticato
  • > Il problema che poni nella tua risposta,
    > ossia "chi ha creato per primo che cosa"
    > vale a maggior ragione per il software
    > commerciale. Immagina di trovarti di fronte
    > ad un avvocato di qualche colosso
    > dell'informatica che ti accusa di aver
    > creato il tuo piccolo applicativo facendo
    > reverse engineering dedi qualche loro
    > funzione. Che fai? Non hai i soldi per
    > difenderti, quindi coda tra le gambe e
    > pedalare...

    io non so fare reverse engineering dell'assembler, non sono in grado e ci vuole poco a dimostrarlo.
    Pero' un sorgente lo so leggere benissimo, se commenatto ancora meglioOcchiolino

    Ciao
    non+autenticato
  • Senza usare i miei PRETORIANI e DRAGATORI DI SACCOCCE.
    La legislazioni Italiana sul "Diitto d' Autore" e sull' "Editoria in Internet" è una legislazione soffocante delle LIBERTA', della DEMOCRAZIA, contro l' OPEN SOURCE, degna di uno stato TOTALITARIO.
    Come Tu hai bene espresso; minacce REALI di GALERA e di DISTRUZIONE ECONOMICA per coloro che si rendono "COLPEVOLI" di simili "REATI".

    E' una legislazione fatta per le MULTINAZIONALI per le MULTINAZIONALI da lobbies interne al Parlamento Italiano.

    Una legge LIBERTICIDA, aldifuori della LIBERTA' di PENSIERO, di ESPRESSIONE, e di IMPRENDITORIALITA' del LAVORO GARANTIE dalla COSTITUZIONE ITALIANA.

    Peccato che quaste leggi le abbiano promulgate un Parlamento ed un Governo che si DICEVANO DI "SINISTRA".
    L' attuale Governo non ne parla minimamente, c'è da giurare che sono Leggi che stanno bene anche a questo Governo.

    Attaccano la libera imprenditoria e l' OPEN SOURCE per proteggere l' interesse enorme di poche MULTINAZIONALI, così come si ostinano a governare il mondo con i loro annuali party del G8.

    Mi auguro che anche questi SIGNORI DEL POTERE si rompano le CORNA opponendosi al PROGRESSO LIBERO DEL PENSIERO UMANO.
    Tutto sta a noi, sta alla nostra intelligenza, sta al nostro LIBERO ARBITRIO, di non accettare le imposizioni soffocanti che continuano a macinare per autorigenerarsi.

    Spero nei giovani, nelle persone non condizionate, in chi sta a cuore la vera LIBERTA' dell' individuo umano, LIBERTA' intesa come progresso equilibrato del sapere e del genere UMANO.

    Comunque, aggiungo che pure Tu sei:
    ABILE E ARRUOLATO.
    by Alien
    non+autenticato
  • > Attaccano la libera imprenditoria e l' OPEN
    > SOURCE per proteggere l' interesse enorme di
    > poche MULTINAZIONALI, così come si ostinano
    > a governare il mondo con i loro annuali
    > party del G8.
    perche la libera imprenditoriale c'e mai stata ??? certo, uno va in banca e dice mi finanziate questo ??? ti chiedono garanzie almeno il doppio dei soldi che ti prestano (perche abbiamo rischi sui crediti,sa), salvo poi impegnarsi a prestare 100.000 miliardi per scalare la telecom (detto con parole povere)...

    > Spero nei giovani, nelle persone non
    > condizionate, in chi sta a cuore la vera
    > LIBERTA' dell' individuo umano, LIBERTA'
    > intesa come progresso equilibrato del sapere
    > e del genere UMANO.
    siamo apposto allora...vai a vedere che insegnano nelle scuole...uno si fa 12-13 anni di scuola (tempo sprecato, perche aparte scrivere non t'insegnano niente di veramente utile) e quando arriva all'universita si rende conto che forse dovra sprecare almeno il doppio a spiegare nozioni ai professori che non le hanno capito queste nozioni...mentre gente che non ha mai capito un cazzo della materia passa con 30 e lode...
    e tu credi che un mondo cosi produrra qualcuno che pensa con la propria tesa ??? gia oggi ci insegnano che si lavora SOLO IN TEAM...e ricordi star wars, quando luke si allenava per acquisire la forza ??? non l'ha fatto fino a quando non ha pensato ai suoi amici (vabbe, e piu lungo e contorto il discorso...ma vabbe...)...

    > Comunque, aggiungo che pure Tu sei:
    > ABILE E ARRUOLATO.
    > by Alien
    se non altro, ci si diverte su enterprise...un giorno i romulani, il giorno dopo un'attaco borg...ognitanto fanno battaglie simulate (vedi worf) o sesso (questo raramente, ma c'e)...c'e ancora una uniforme per me ???

    non+autenticato
  • IBM e SUN vendono hardware.
    I seguaci del movimento dell'Open Source iniziano a stare dentro le aziende e iniziano a prendere
    decisioni sugli investimenti. In questi tempi di vacche magre (compaq taglia 4000 posti), perchè pregiudicarsi una buona fetta del mercato di almeno il 20/30%)?

    E poi, non mi risulta che Apache e i piu innovativi software dell'OSF (quelli più usati) siano GPL. Sono Open Source, ma non GPL.

    E riguardo all'innovazione non venirmi a dire che Linux e innovativo. O che lo siano KDE o Gnome.

    Ciao.
    non+autenticato

  • Senti se usi linux per giocare stattene co
    winzoz che e' meglio. apache e' open source
    e mi basta questo come garanzia per far girare
    il mio web server. open source non e' gratis
    io posso sviluppare un programma open source
    e te lo faccio pagare 8milioni senza dire a.
    questo per dirti come funziona l'antifona poi
    se sei out che non riesci a mobilitare soldi
    con la filosofia linux allora vai a fare un
    altro mestiere di contadini nella rete ne ho abbastanza.

    - Scritto da: GPLnellAuto
    > IBM e SUN vendono hardware.
    > I seguaci del movimento dell'Open Source
    > iniziano a stare dentro le aziende e
    > iniziano a prendere
    > decisioni sugli investimenti. In questi
    > tempi di vacche magre (compaq taglia 4000
    > posti), perchè pregiudicarsi una buona fetta
    > del mercato di almeno il 20/30%)?
    >
    > E poi, non mi risulta che Apache e i piu
    > innovativi software dell'OSF (quelli più
    > usati) siano GPL. Sono Open Source, ma non
    > GPL.
    >
    > E riguardo all'innovazione non venirmi a
    > dire che Linux e innovativo. O che lo siano
    > KDE o Gnome.
    >
    > Ciao.
    non+autenticato

  • > Senti se usi linux per giocare stattene co
    > winzoz che e' meglio. apache e' open source

    Quindi, infine, l'innovazione che ha portato linux dov'e'?
    leggevo oggi su slashdot un post che diceva "ma perche' noi sviluppatori linux continuiamo a sviluppare cloni del software MS o suoi emulatori (wine, il porting di .Net) invece di farci venire un'idea buona noi?"
    si parlava del supporto agli activeX di Konqueror

    > e mi basta questo come garanzia per far
    > girare
    > il mio web server. open source non e' gratis

    infatti lui ha detto open source != GPL, non ha detto open source != gratis...
    apache ha una licenza derivata da BSD

    > io posso sviluppare un programma open source
    > e te lo faccio pagare 8milioni senza dire a.

    e posso anche obbligarti a non modificare il sorgente...
    pena, l'impiccagione...
    come vedi, open source non e' GPL

    > questo per dirti come funziona l'antifona
    > poi
    > se sei out che non riesci a mobilitare soldi
    > con la filosofia linux allora vai a fare un
    > altro mestiere di contadini nella rete ne ho
    > abbastanza.
    >

    i contadini sono proprio quelli che considerano "out" (come dici te) quelli che non riescono a fare soldi con le filosofie....
    una filosofia e' un modo di vivere, agire e pensare.
    Con le filosofie non si fanno soldi.
    Qui si parlava di licenza GPL, non di filosofia...
    sono due cose ben diverse, ma quelli come te non lo capiscono.
    E poi, se avessi capito la "filosofia di linux",
    avresti anche capito che e' out chi prova a farci soldi, e non viceversa.

    Ciao
    non+autenticato
  • - Scritto da: MaKs
    >
    > > Senti se usi linux per giocare stattene
    > co
    > > winzoz che e' meglio. apache e' open
    > source
    >
    > Quindi, infine, l'innovazione che ha portato
    > linux dov'e'?

    La possibilita' di scegliere dove e come investire i tuoi soldi: in software o in cultura informatica.
    Per scrivere 2 lettere e fare i conti di casa e' necessario comprare OfficeXP e Money o mi basta StarOffice?
    Il 90% degli intervistati ha risposto: "Ma con il dado cosa ci faccio?"

    > leggevo oggi su slashdot un post che diceva
    > "ma perche' noi sviluppatori linux
    > continuiamo a sviluppare cloni del software
    > MS o suoi emulatori (wine, il porting di
    > .Net) invece di farci venire un'idea buona
    > noi?"
    > si parlava del supporto agli activeX di
    > Konqueror

    Perche', molto probabilmente, farebbe la fine di OS/2.
    IMHO Linux non ha la forza commerciale per imporre degli standard.
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 6 discussioni)