Scour è finito nelle chele di Hollywood

L'industria del cinema americano vuole portare in tribunale il sistema che permette di diffondere e scambiare lungometraggi via internet. Chiesta la chiusura di Scour e il pagamento di danni per miliardi

Web - Doveva accadere ed è accaduto. Come ampiamente previsto, e nei giorni in cui a Washington si parla di cracking dei DVD, gli industriali di Hollywood hanno denunciato Scour.net perché consente di diffondere e scambiare lungometraggi via internet.

Secondo la Motion Picture Association of America (MPAA), Scour.net ha contribuito ad enormi violazioni dei diritti d'autore sui film prodotti da Hollywood e per questo deve pagare. Chiarissimo il presidente della MPAA, Jack Valenti, che ha affermato: "Questa denuncia riguarda il furto. La tecnologia rende il furto molto più facile, questo non significa che il furto sia legittimo".

La MPAA si dice pronta a chiedere danni pari a 150mila dollari per ciascuna copia di film scaricata. E ha già chiesto una ingiunzione che blocchi il servizio.
Come noto, Scour, e il suo servizio Scour Exchange, è un sistema che consente agli utenti di scambiare pressocché qualsiasi genere di file multimediale. Al contrario di Napster, dunque, Scour offre la possibilità di distribuire e scaricare file digitali dai computer di altri utenti che possono contenere non solo musica ma anche filmati e veri e propri lungometraggi compressi.

Fino ad oggi Scour non aveva attirato un numero esagerato di attenzioni da Hollywood anche perché tra i suoi soci vi sono alcuni pezzi quasi grossi dell'industria del cinema. Ora le cose sono cambiate, soprattutto perché si è diffusa e funziona la tecnologia di compressione DivX, un sistema che permette di ridurre un film a un centinaio di megabyte e di distribuirlo in rete. Distribuzione peraltro resa sempre più facile dalla crescente disponibilità di connettività a banda larga, negli States e all'estero.