Oh oh! Chi usa Napster compra più CD

Lo afferma uno studio destinato a suscitare accese polemiche. Sostiene che chi scambia materiali musicali in rete, alla fine acquista più musica degli altri. Sfida alla crociata antipirati

Web - Chi utilizza Napster e gli altri strumenti che consentono di scambiare file musicali mp3 sulla rete è qualcuno che spende più della media nell'acquisto di musica. Secondo Jupiter Communications, che ha appena redatto uno studio ad hoc, di sicuro chi usa Napster e affini compra più musica di chi non lo usa.

Le rilevazioni dell'autorevole società di analisi colpiscono al cuore una delle certezze con cui i discografici americani della RIAA si sono scagliati in queste settimane contro Napster e simili. I nemici del "file sharing" hanno infatti sempre sostenuto che la diffusione di Napster significa un calo drastico delle vendite.

Secondo Jupiter, che contraddice così un precedente studio di Soundscan, agitato come prova dalla RIAA, del campione di 2.200 utenti intervistati emerge che nella fascia di età tra i 18 e i 24 anni si spende con Napster quanto si spendeva prima. Nelle altre fasce d'età, invece, si spende di più.
Va detto che questo non basterà alla RIAA per battere in ritirata con i suoi crociati antipirateria. Il suo legale di punta, Hilary Rosen, la scorsa settimana aveva detto che lo scambio di file musicali online è sbagliato e illegale, al di là del suo impatto sulle vendite di musica.