Profste.com/CNET-ZiffDavis: fine di un'epoca?

L'affare CNET riflette il fatto che la rivoluzione del PC si è conclusa, che la cosa probabilmente interessa poco e che il bisogno di informazioni prettamente tecnologiche è in diminuzione

Web - E ' di mercoledì della scorsa settimana l'annuncio dell'acquisizione da parte del colosso dell'informazione tecnologica via web CNET del pioniere dell'informazione tecnologica Ziff Davis, organizzatore, tra l'altro, del famosissimo Comdex (Computer Trade Show).

CNET è stato finora uno dei principali rivali di ZDNet, dato che fornisce uno dei più usati servizi di notizie al mondo oltre ad un utilissima recensione di prodotti venduti via Internet.

Insieme, i due hanno il potenziale di entrare nella mitica top 10 di Media Metrix all'ottavo posto. Questo a partire dalle attuali posizioni 18esima e 19esima. Sommando i visitatori delle due entità separate si arriva infatti a ben 16,6 milioni persone che ogni mese accedono ai contenuti dei due siti. Questo, tenendo conto dell'ipotetico 25% di overlap stimato da CNET, ossia della sovrapposizione di utenti di entrambi i siti, che quindi è stato detratto dal totale di visitatori.
I due marchi saranno comunque tenuti separati e raggiungeranno 23 paesi, arrivando ad essere tra i siti più visitati anche in Sudamerica, Europa e Asia oltre che nel territorio statunitense.

Ziff Davis, oltre a ZDNet, include una divisione che si occupa di istruzione online e un'altra che si preoccupa di organizzare il Comdex e altri eventi. Questi sono però confluiti in una terza società, la Key3Media, con uno spin-off precedentemente annunciato che non muterà l'accordo con CNET.

C'è da notare come l'acquisizione arrivi dopo pochi mesi dalla vendita da parte di Ziff Davis delle sue pubblicazioni a contenuti tecnologici, come il famosissimo PC Magazine e altre.

Il CEO di CNET, Shelby Bonnie, manterrà quella posizione, mentre Dan Rosensweig (CEO e Presidente di ZDNet) sarà presidente della nuova entità. Shelby Bonnie è tra l'altro intervenuto per spiegare le ragioni dell' acquisizione dichiarando: "Se da un lato è vero che siamo focalizzati sullo stesso settore, ci siamo evoluti con meno sovrapposizioni di quanto si possa pensare."

Questa dichiarazione è nata dall'esigenza di rassicurare gli investitori che, dopo la dichiarazione dell'acquisizione, avevano visto cadere le quotazioni di CNET. L'obiettivo è dare il senso strategico della "mossa". Dai commenti degli investitori letti nei vari newsgroup USA, emerge il parere diffuso secondo cui se da un lato le due società si integrano bene insieme, dall'altro CNET avrebbe pagato un prezzo troppo alto, in termini di proprie azioni, per Ziff Davis.

A parte queste considerazioni, c'è davvero da preoccuparsi per l'indipendenza dell'informazione tecnologica, come ha fatto il britannico The Register?

Il mio pensiero su queste mega-fusioni lo conoscete dai tempi dell'affare Time-Warner e sinceramente non credo ci sia molto da preoccuparsi. Basterebbe ricordare quando Bill Ziff vendette le sue riviste sui computer a Ted Forstmann per 1.5 miliardi di dollari, il quale vide poi il declino del valore di quel business. Negli States il mitico PC Week, che un tempo dominava il mercato, oggi ha dovuto cambiare nome in eWeek e se provate a comprarlo nelle edicole che offrono giornali stranieri, noterete come sia ormai più sottile di una modella anoressica.

L'affare CNET riflette il fatto che la rivoluzione del Personal Computer è finita e che probabilmente la cosa non interessa neanche molto. Il bisogno di informazioni prettamente tecnologiche è in diminuzione e vado a spiegare il perché prima di essere assalito.

Ciò che è cambiato è il nostro atteggiamento verso la tecnologia. Una volta combattevamo lotte con le nostre schede madri, così come i nostri padri lottavano coi motori delle loro automobili. Oggi i computer si comprano nei centri commerciali e se si rompono si ricomprano nuovi. E ' tutto un plug and play. I Tips and Tricks di cui viveva l'informazione tecnologica sono ormai superati. Il computer è talmente integrato nella nostra vita quotidiana che non lo pensiamo neanche più come un entità separata.

Scenderà quindi il bisogno di informazione specializzata e tecnica. Di questo il megacolosso CNET si spera sia consapevole.

Stefano Bargiacchi
profste.com
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