I rivali accusano la mamma di ICQ

America Online intende mantenere con ogni mezzo la propria leadership nel settore del messaging istantaneo: questa l'accusa di Microsoft che, intanto, mette il webtelefono nel suo Messenger

Web - AIM e ICQ sono i leader del messaging istantaneo ma la loro leadership è abusiva: questa la tesi con cui Microsoft, assieme ad altri 16 produttori di sparamessaggini, ha iniziato l'assedio ad America Online, la "mamma" dei due prodotti.

AOL viene accusata di non aprire i propri network per consentire ai diversi sistemi di messaging di dialogare con AIM e ICQ. Una "mossa" che AOL può permettersi, disponendo del 95 per cento del mercato, ma che andrebbe a detrimento della libera concorrenza, secondo gli altri produttori.

La mamma di ICQ ha da un lato ribadito di aver sottoposto uno standard tecnico alla IETF affinché questa potesse lavorarci sopra e ufficializzarlo come tale, dall'altro ha sottolineato che, al momento, aprire all'interoperabilità tra i diversi sistemi significa consentire a possibili gravi falle nella sicurezza. Una tesi che convince pochissimo, vista l'enorme quantità di problemi di security di cui soffre ICQ.
Affilando le proprie unghie, intanto, Microsoft ha confermato l'inserimento nel suo instant messanger, MSN Messenger, delle tecnologie di telefonia online. In pratica, in una versione che viene rilasciata in queste ore, il programma consentirà di chiamare dal personal computer ad un qualsiasi telefono di rete fissa e di comunicare via voce con gli altri utenti del sistema. Funzionalità rese possibili da un accordo a tutto campo appena stretto dall'azienda di Redmond con il colosso della telefonia via internet, Net2Phone. Va detto che se i software di AOL e Yahoo! già offrono capacità vocali, soltanto MSN Messenger 3.0 è il primo a consentire conversazioni telefoniche vere e proprie. Una "mossa" che non potrà non dar fastidio ad AOL.
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