Yahoo! non banna le aste nazi

A Parigi hanno portato il sito d'aste del portale in tribunale, perché certe cose in Francia non si possono vendere. Ma Yahoo! si difende: non possiamo filtrare gli utenti francesi. Old world in crisi

Parigi - I francesi stanno toccando con mano cosa significa sovranazionalità della Rete in un caso che sta alzando parecchia polvere. La divisione francese di Yahoo! è stata infatti trascinata in tribunale perché sul sito internazionale del portale, Yahoo.com, vengono ospitate aste di oggetti e memorabilia del periodo nazista. Si tratta di aste che sono fuorilegge sia in Francia che in Germania.

Mentre in Germania le autorità hanno di recente riconosciuto l'impossibilità tecnica di impedire ad un tedesco l'acquisto all'estero via internet di questi oggetti, in Francia la pensano diversamente, perché c'è chi ritiene che se Yahoo! non può filtrare gli utenti francesi, dovrebbe allora rimuovere quelle aste. Non è certo facile mandare giù la vendita online di bandiere naziste, di repliche esatte dei contenitori del mortale gas Zyklon B utilizzato nei campi di sterminio o, ancora, di pugnali e altri oggetti appartenuti alle SS di Hitler.

Però Yahoo! non è un soggetto di diritto francese e la sua divisione parigina si è difesa con forza in tribunale per spiegare da un lato che in America queste aste non sono vietate e dall'altro che "filtrare" gli utenti francesi dall'accesso alle aste è tecnicamente improponibile.
L'accusa, sostenuta da numerose associazioni ebraiche francesi, ha chiesto al tribunale che si occupa del caso non solo di disporre una perizia tecnica per capire se effettivamente i filtri non sono utilizzabili ma anche di multare Yahoo! per ogni giorno in cui un cittadino francese ha possibilità di accesso a quelle pagine. Una ipotesi a cui Yahoo! si ribella sostenendo: "Immaginate cosa accadrebbe se da domani un editore web di qualsiasi paese fosse costretto a seguire veti e divieti previsti in ciascuno dei paesi del mondo in cui è possibile collegarsi ad internet".
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