Diritto d'autore, approvata la nuova legge

Si avvera il sogno dell'antipirateria all'italiana: ci saranno bollini SIAE dappertutto, anche sui software (?), e non solo multe ma anche galera per chi sgarra... Internet vista dal basso

Roma - La reazione italiana alle sfide che l'era digitale pone al diritto d'autore e alla protezione delle opere di ingegno si è materializzata nelle scorse ore, quando il Senato ha approvato in via definitiva un testo che scandalizza molti.

Due sono gli elementi "base" della nuova legge: l'onnipresenza del bollino SIAE e la trasformazione di certe azioni da illeciti di tipo amministrativo a reati penali.

Il bollino SIAE, afferma la legge, dovrà essere posto su tutte le opere di ingegno "originali", siano essere libri, software, Cd-ROM, videocassette o via dicendo. E dovrà contenere titolo, autore, produttore, numero progressivo e destinazione d'uso (vendita, noleggio o altro). Il bollino, si dice, dovrà essere ben visibile... Non è chiaro se esisterà anche una versione elettronica del bollino (?) da porre sui software venduti soltanto via rete. Non c'è dubbio che saranno i tribunali a decidere su questo punto.
Chi venisse beccato ad acquistare un software, un Cd-ROM o quelchesia senza bollino si troverà a dover pagare 300mila lire e a vedere il suo nome pubblicato sui giornali (!) oltre, naturalmente, a subire la confisca dell'opera "rubata". Chi ci casca una seconda volta potrà trovarsi a pagare due milioni di lire e dovrà sostenere la gogna pubblica. Dalla terza volta in poi si passa alle pene per recidiva e si va ben oltre la sanzione amministrativa (si può arrivare a multe fino a 30 milioni e a quattro anni di carcere). Stesse pene sono previste per chi copia contenuti o materiali via Internet o chi si azzarda a fare "fotocopie non autorizzate". Il nuovo diritto d'autore, infatti, va pagato anche in questi casi.

Sono numerose le osservazioni che vanno e verranno mosse a questa legge, già definita capestro da alcuni. Secondo Manlio Cammarata, direttore di Interlex tra i problemi da evidenziare c'è la norma "che muta un tipico illecito civile, come la singola copia non autorizzata di un software, in illecito penale, con sanzioni pesantissime là dove sarebbe sufficiente il risarcimento del danno. Non vi è infatti un danno o un allarme sociale nella violazione, da parte di un singolo individuo e per i proprio tornaconto personale, di un modesto diritto economico".

Di grande importanza, la sottolineatura del giurista Andrea Monti che sulle pagine di Interlex scrive: "si propone la creazione di una schedatura presso le Questure di chi "lavora" con le opere protette, l?indiscriminata applicazione del "bollino" SIAE anche a chi non è iscritto a questa società, trasformando per di più questo bollino in una specie di "marchio di qualità", e una inaccettabile disparità di trattamento, per cui mentre l?uso personale di opere cinematografiche e musicali non sarebbe reato, la stessa cosa non vale per software e database".

Durissimo il giudizio di Monti sul testo: "A parte facili battute sul continuo degrado della qualità dei testi normativi, è evidente che la legge in questione non è stata concepita sulla base del diritto ma delle pressioni di potenti gruppi che considerano il diritto d?autore come "cosa loro", solo che il loro intervento è stato talmente massiccio e scoordinato da avere prodotto un testo al cui confronto l?Ulisse di Joyce sembra un teorema di geometria analitica".