Londra dà la luce a Piccolo Fratello

Incredibile, indicibile, scandaloso, praticamente un'assurdità. Passa la legge britannica per l'intercettazione email. La BBC parla di inettitudine

Londra - Temuto, è arrivato. Nella mattinata di ieri è nato Piccolo Fratello, il sistemone voluto dalla polizia inglese e dai servizi segreti dell'M-I-5 per rendere più agevole l'intercettazione delle comunicazioni digitali e in particolare della posta elettronica dei sudditi di Sua Maestà.

L'idea di fondo, quella che accarezzano le polizie di tutto il mondo, è di poter boicottare la criminalità organizzata che si sviluppa anche grazie ad internet e alle comunicazioni elettroniche. L'idea che si son fatte invece le numerose associazioni che si sono battute, per ora vanamente, per far sì che Piccolo Fratello non vedesse la luce, è che l'intercettazione di Stato costituisca una inaccettabile invasione della privacy.

Come noto, tra le molte disposizioni contestate di questa normativa c'è anche quella che prevede addirittura il carcere per l'utente che, a richiesta della polizia (e non del magistrato), non consegni le proprie password di accesso a file eventualmente crittati.
Contrari alla legge quasi tutti gli operatori internet, anche quelli per i quali il governo Blair ha già previsto uno stanziamento di 20 milioni di sterline per consentire loro di installare, a spese dello Stato, i filtri digitali che permetteranno ai servizi segreti di sapere morte e miracoli dei messaggi scambiati sui network britannici.
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