Svolte? Il primo internet café in Iraq

Controllatissimo, censuratissimo, husseinissimo: nasce così la prima possibilità per i cittadini iracheni di dare uno sguardo al mondo della rete. Naturalmente solo alla Rete che va bene al baffone di turno

Baghdad (Iraq) - Sarebbe stato un gran giorno per l'Iraq se ieri il governo, nel dare l'annuncio dell'apertura del primo internet café, avesse anche parlato delle potenzialità della rete libera e aperta. Ma sarebbe anche stato uno schoc inatteso. Il primo internet café ha quindi aperto ma è, naturalmente, ipercontrollato e censurato.

Il provider a cui il café si collega è il Ministero per la Cultura e l'Informazione che applicherà severe regole di comportamento alla navigazione e all'uso della rete da parte degli utenti che vorranno utilizzarla.

Va detto che il costo di un'ora di connessione è pari a circa 1.500 lire, una cifra che può sembrare ridotta ma che va paragonata alle 6mila lire che costituiscono lo stipendio medio di un iracheno.
Da quanto si apprende, questo nuovo internet café nato nella capitale Baghdad non è che il primo di una serie di "internet points" che il regime di Saddam Hussein vuole aprire nel paese, tutti sotto il controllo diretto del Ministero. C'è chi si chiede provocatoriamente dove troveranno i computer, visto il severissimo embargo a cui l'Iraq è ancora sottoposto per l'hi-tech?
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